Investimenti, il lusso punta sulla resilienza della fascia alta. La view di GAM

Nella fase attuale, il settore del lusso mostra timidi segnali di risveglio dopo un periodo prolungato di debolezza, sebbene la ripresa si presenti tutt’altro che lineare. A tracciare uno scenario della situazione è di seguito Flavio Cereda, Investment Director Luxury Brands di GAM, che in un’analisi approfondita evidenzia le dinamiche contrastanti tra le diverse regioni e categorie merceologiche.

Il peso del contesto geopolitico e dei beni rifugio

Secondo quanto riportato da Cereda, il conflitto in Medio Oriente ha continuato a influenzare in modo determinante i mercati globali per tutto il mese di maggio. Questa instabilità ha contribuito a mantenere elevati i prezzi dell’energia e ha spinto l’oro vicino ai massimi storici, poiché gli investitori hanno continuato a privilegiare i beni rifugio. In tale contesto, il sentiment nei confronti del settore del lusso è migliorato da livelli molto bassi, con le ricerche di settore che indicavano i primi segnali di stabilizzazione, pur sottolineando che la ripresa rimane disomogenea.

La domanda regionale: Stati Uniti in pole position, Europa contrastata

La domanda regionale di beni di lusso è rimasta eterogenea. Flavio Cereda osserva che gli Stati Uniti hanno continuato a rappresentare il mercato più forte per i beni di fascia alta, con le ricerche di settore costruttive sulla domanda americana e aggiornamenti delle aziende che mostrano una crescita a doppia cifra nelle Americhe. Anche la Cina ha mostrato segni di stabilizzazione, con alcuni gruppi che segnalano un ritorno alla crescita nella Grande Cina, come avevamo già evidenziato in precedenza, sottolinea l’esperto.

Al contrario, la domanda in Medio Oriente è rimasta più debole, con il conflitto regionale che continua a pesare sull’attività locale e sui flussi turistici. In Europa, le condizioni della domanda sono state più contrastanti, con i flussi turistici che continuano a esercitare un’influenza significativa.

L’hard luxury tiene, il soft luxury arranca, bevande in difficoltà

Analizzando le diverse categorie, Cereda evidenzia come il settore del “hard luxury” sia apparso relativamente più resiliente, sostenuto in particolare dalla continua forza del settore della gioielleria, nonostante la forte volatilità dei prezzi dell’oro abbia influito sui costi delle materie prime. Il settore del “soft luxury” è rimasto meno costante, pur mostrando alcuni primi segnali di ripresa, mentre il settore dei liquori e delle bevande ha continuato ad affrontare un contesto più difficile, con volumi in calo, cambiamenti nel comportamento dei consumatori e pressioni legate ai dazi che gravano sulla categoria. Le esperienze premium, come i viaggi e l’ospitalità, sono rimaste un’area di domanda relativamente più brillante a livello di settore.

Le prospettive future e i fattori di incertezza

Guardando al futuro, il contesto esterno rimane la principale fonte di incertezza a breve termine per il settore. Cereda spiega che il conflitto in Medio Oriente continua a mantenere elevati i prezzi dell’energia e la domanda di beni rifugio, e che si continua a monitorarne l’effetto sulla domanda del Golfo e sui corridoi di viaggio più rilevanti per la spesa nel settore del lusso. La politica commerciale rappresenta un ulteriore fattore da considerare, con i dazi sui beni europei e svizzeri in entrata negli Stati Uniti che rimangono sotto osservazione. Continuiamo a valutare l’andamento dei consumatori cinesi, dove le condizioni sembrano stabilizzarsi, come fattore chiave di svolta per l’anno.

La forma a K della domanda e il ruolo dell’IA

Un punto centrale dell’analisi di Cereda riguarda la struttura della domanda, che rimane chiaramente a forma di K, con la spesa concentrata nella fascia più alta mentre i consumi più ambiziosi rimangono contenuti. A nostro avviso ciò favorisce i marchi con un autentico potere di determinazione dei prezzi, dove la domanda ha mostrato scarsa sensibilità anche a livelli di prezzo elevati, afferma l’Investment Director.

Cereda intravede inoltre margini per un effetto di secondo ordine derivante dall’intelligenza artificiale: la ricchezza creata dalle quotazioni tecnologiche e dall’attività sul mercato privato, in particolare negli Stati Uniti, potrebbe sostenere nel tempo una nuova coorte di consumatori con un patrimonio netto elevato. Parallelamente, la domanda nel mondo reale di esperienze premium, nei settori dei viaggi, dell’ospitalità e del benessere di fascia alta, appare solida, e il portafoglio è orientato verso questi temi esperienziali.

Il posizionamento strategico del portafoglio

In conclusione,l’esperto di GAM precisa che, al contrario dei segmenti più dinamici, alcuni comparti del settore delle bevande sono ritenuti strutturalmente in difficoltà, e l’esposizione del fondo in tale ambito è limitata. Questi temi – la resilienza del segmento di fascia alta, il potere di determinazione dei prezzi, il contesto di ricchezza negli Stati Uniti e il consumo esperienziale – rimangono al centro dell’attenzione del portafoglio. Riteniamo che il posizionamento del portafoglio sia ben allineato con i punti di domanda duratura nell’attuale contesto e, a nostro avviso, le oscillazioni di sentiment a breve termine non modificano tale tesi di fondo, conclude l’esperto di GAM.