Investimenti: i megatrend su cui puntare per un portafoglio a prova di 2026

L’invecchiamento della popolazione, l’esplosione dell’IA agentica e la corsa alla resilienza climatica sono i fattori chiave che ridefiniranno l’economia globale nei prossimi dodici mesi. A tracciare la rotta è di seguito Stephen Freedman, Head of Research and Sustainability of Thematic Equities di Pictet Asset Management, che in un’analisi approfondita identifica sette trend strutturali destinati a dominare il 2026.

Il 2026 si prospetta come un anno spartiacque. Non si tratta solo di congiuntura economica, ma di forze profonde, destinate a ridisegnare il nostro futuro. Dall’imperativo di vivere meglio e più a lungo, alla rivoluzione silenziosa dei robot che imparano a pensare, passando per la sfida energetica e quella della sicurezza digitale: sono i megatrend che, secondo Freedman, guideranno le trasformazioni economiche e sociali nei prossimi anni.

Se il mondo del lavoro trema di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale, per Freedman la chiave di lettura è un’altra: la produttività. Con l’uscita di scena degli ultimi baby boomer, la carenza di manodopera diventa un’emergenza strutturale. La soluzione, spiega l’esperto, risiede nell’IA agentica, macchine in grado di agire in autonomia. “Stiamo già assistendo alla diffusione di servizi di IA agentica su larga scala”, afferma Freedman. “Gli AI code assistant, ad esempio, hanno consentito agli sviluppatori di software aziendali di aumentare la produttività del 20-40%”. Un salto di efficienza che riguarderà presto anche l’assistenza clienti e molti altri settori.

L’evoluzione dell’IA non si ferma al software, ma mette le ruote (e le braccia) alla robotica. “Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui la tecnologia robotica compirà un balzo rivoluzionario”, sottolinea Freedman. L’intelligenza artificiale generativa sta rendendo i robot molto più reattivi e adattabili all’ambiente circostante. I numeri parlano chiaro: si prevede l’installazione di circa 575.000 robot industriali in tutto il mondo, con una forte crescita per i modelli collaborativi e umanoidi. La novità più affascinante, però, è forse un’altra: “Quest’anno è previsto il debutto dei robotaxi sulle strade di Londra”, annuncia l’analista.

Parallelamente all’innovazione tecnologica, corre il filone della salute e del benessere. L’invecchiamento della popolazione impone un cambio di paradigma. “Quest’anno, i baby boomer più anziani compiranno 80 anni, un’età in cui la spesa sanitaria aumenta notevolmente”, ricorda Freedman. Da qui, la necessità di spostare l’attenzione dalla cura alla prevenzione, grazie all’uso dei dati e a programmi di screening più efficaci. Questa tendenza si intreccia con un nuovo rapporto con il cibo: si torna alle origini. “Gli ingredienti naturali e locali stanno diventando sempre più popolari”, spiega Freedman, citando movimenti come “Make America Healthy Again” e l’impatto dei nuovi farmaci dimagranti (GLP-1) che stanno modificando le abitudini alimentari verso cibi più sani e nutrienti.

La transizione energetica, intanto, non si ferma, ma cambia passo. Il vero banco di prova del 2026 non è tanto la produzione di energia pulita, quanto la sua gestione intermittente. Il nemico da sconfiggere sono i cosiddetti Dunkelflaute, quei periodi freddi e senza vento in cui sole e vento vengono meno. “Dobbiamo trovare metodi più efficaci per immagazzinare l’energia”, afferma Freedman. E la risposta arriva dallo sviluppo dei sistemi di accumulo (ESS), dalle grandi batterie di rete a quelle domestiche sempre più economiche. Secondo Bloomberg, la capacità globale di stoccaggio cresce del 23% all’anno, con innovazioni che puntano ad aumentare la durata delle batterie e a sviluppare soluzioni basate sull’idrogeno.

La lotta al cambiamento climatico, però, si combatte anche su un altro fronte: quello della resilienza. Con oltre 150 eventi meteorologici estremi nell’ultimo anno e perdite economiche per 320 miliardi di dollari, investire nell’adattamento non è più un’opzione. “Diventa cruciale quanto le misure per mitigare l’aumento della temperatura globale”, avverte Freedman, citando interventi concreti come stazioni di pompaggio, edifici più efficienti e sistemi di allerta precoce.

Infine, chiude il cerchio la sicurezza informatica. In un mondo sempre più interconnesso e dominato dall’IA, il rischio si moltiplica. “Le macchine che hackerano altre macchine sono un’area emergente di preoccupazione”, mette in guardia l’Head of Research di Pictet AM. Le vecchie email di phishing piene di errori lasciano il posto a messaggi e note vocali iper-realistici in grado di ingannare chiunque. Una sfida immane per il settore, che diventa però una grande opportunità di crescita: la spesa globale per la cybersecurity, secondo Gartner, dovrebbe aumentare di quasi il 14% all’anno.

Nel loro insieme, conclude Freedman, questi sette trend delineano un quadro di trasformazione profonda in cui tecnologia, sostenibilità e cambiamenti demografici si intrecciano, ridefinendo le priorità economiche e sociali e aprendo la strada a una nuova fase dello sviluppo globale.