Investimenti: Giappone resiliente tra tensioni globali e riforme strutturali

Il contesto macroeconomico globale resta segnato da tensioni geopolitiche e incertezza sui mercati energetici, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz, snodo chiave per il commercio mondiale di petrolio. In questo scenario, il Giappone mostra una resilienza relativa, pur mantenendo una dipendenza strutturale dalle importazioni energetiche dal Medio Oriente.

“Nonostante questa esposizione, l’impatto diretto delle attuali tensioni appare, allo stato attuale, contenuto”, osserva Simon Morton-Grant, gestore del fondo CT (Lux) Japan Equities di Columbia Threadneedle Investments. Le importazioni giapponesi dall’Iran restano infatti limitate, mentre il Paese può contare su scorte petrolifere rilevanti, stimate in circa 245 giorni, un elemento che contribuisce ad attenuare i rischi nel breve periodo.

Stretto di Hormuz e volatilità energetica

Rimane tuttavia cruciale monitorare l’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, dove le restrizioni al traffico navale imposte dall’Iran stanno alimentando volatilità nei prezzi del greggio e incertezza tra gli investitori. In questo contesto, anche la Cina, principale importatore di petrolio lungo questa rotta, potrebbe giocare un ruolo determinante, sia sul piano economico sia come potenziale attore diplomatico.

“Un’eventuale recessione richiederebbe prezzi del greggio stabilmente intorno ai 175 dollari al barile, un livello ben superiore a quello attuale”, sottolinea Morton-Grant, citando le stime del modello macroeconomico dell’Ufficio del Gabinetto giapponese.

Mercati azionari e opportunità di disallineamento

Dal punto di vista dei mercati azionari, le fasi di elevata avversione al rischio tendono storicamente a generare disallineamenti nelle valutazioni, spesso scollegati dai fondamentali delle singole società. Questo fenomeno può tradursi in opportunità per gli investitori con un approccio disciplinato e orientato al lungo termine.

“In tali contesti emergono inefficienze che possono essere colte attraverso un’analisi rigorosa dei fondamentali”, afferma Morton-Grant. Tra i settori osservati con maggiore interesse figura quello energetico, pur in un quadro che richiede selettività e attenzione alle valutazioni.

Riforme e trasformazione del mercato giapponese

Guardando oltre il breve periodo, il mercato azionario giapponese presenta caratteristiche strutturali particolarmente interessanti. Un fattore chiave è rappresentato dalle riforme della corporate governance, che stanno progressivamente modificando il comportamento delle imprese.

Le aziende hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo, sostenibilità e capitale umano, mentre la remunerazione degli azionisti, attraverso dividendi e buyback, è più che raddoppiata nell’ultimo decennio. Parallelamente, si osserva una riduzione delle partecipazioni incrociate, storicamente diffuse nel sistema societario giapponese e spesso inefficienti sotto il profilo dell’allocazione del capitale.

“Questo processo sta contribuendo a migliorare la redditività complessiva e il ritorno sul capitale proprio, rendendo le società più efficienti e orientate alla creazione di valore”, evidenzia Morton-Grant.

Selezione attiva e focus sulla qualità

In questo contesto, la selezione dei titoli diventa centrale. Le opportunità più interessanti si concentrano su aziende di qualità, con vantaggi competitivi duraturi e capacità di generare flussi di cassa sostenibili nel tempo.

“Un approccio ad alta convinzione, che attraversi l’intero spettro delle capitalizzazioni, appare il più efficace per intercettare il potenziale del mercato giapponese”, spiega Morton-Grant. Questa filosofia è alla base della strategia CT (Lux) Japan Equities, che combina analisi fondamentale approfondita, ricerca integrata e gestione attiva del portafoglio, con attenzione anche ai fattori ESG.

Un mercato tra stabilità e cambiamento

In un contesto globale ancora incerto, il Giappone emerge dunque come un mercato capace di coniugare resilienza nel breve termine e trasformazione strutturale nel lungo periodo.

“Per gli investitori, questo si traduce in opportunità che richiedono selettività, disciplina e una profonda conoscenza dei fondamentali”, conclude Morton-Grant. Elementi che rendono la gestione attiva particolarmente rilevante per cogliere appieno il potenziale offerto dal mercato giapponese.