Investimenti, Europa: le crisi possono risvegliare il gigante addormentato

L’Europa si trova al centro di una tempesta perfetta con quattro faglie geopolitiche si muovono simultaneamente, amplificando l’instabilità. Secondo Carlo Benetti, market specialist di Gam, “l’Europa si trova nel mezzo di un terremoto globale”. Un evento raro e potenzialmente decisivo per il futuro dell’Unione.

La “policrisi” come ultima occasione

Il continente europeo è scosso dalla guerra in Ucraina, dalla rivalità tra Stati Uniti e Cina, dall’instabilità in Medio Oriente e dalla nuova postura americana verso l’Europa. Come spiega Benetti, “quattro faglie diverse e simultanee interagiscono tra loro potenziando l’instabilità”. Gli esperti definiscono questa condizione “policrisi”, un intreccio di crisi che si alimentano a vicenda. Tuttavia, secondo l’analista, questa situazione potrebbe rivelarsi “l’ultima occasione per completare la trasformazione dell’Unione: da area monetaria e commerciale a potenza geopolitica”.

Difesa: il ritorno al centro del progetto europeo

La prima linea strategica è il riarmo e la difesa comune. Dopo decenni di delega agli Stati Uniti, la guerra ai confini dell’Europa impone un cambio di passo. “A ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e a oltre settant’anni dalla Dichiarazione Schuman, nelle città ucraine tornano a riecheggiare i sinistri ululati delle sirene antiaeree”, ricorda Benetti. La Commissione europea parla ora apertamente di “ReArm Europe”, segnando una svolta impensabile fino a pochi anni fa.

Competitività industriale e debito comune

La seconda linea riguarda la competitività. Il Rapporto Draghi ha evidenziato il ritardo dell’Europa rispetto a Stati Uniti e Cina in termini di investimenti produttivi, energia e tecnologie avanzate. In questo contesto, “il debito comune europeo, sul modello del Next Generation EU, torna al centro del dibattito”, sottolinea Benetti, come strumento indispensabile per finanziare progetti strategici e ridurre le dipendenze energetiche.

Geopolitica delle infrastrutture: Global Gateway

La terza linea strategica è quella delle catene di approvvigionamento. Attraverso il programma Global Gateway, Bruxelles intende mobilitare fino a 300 miliardi di euro per creare un’alternativa europea alla Belt and Road Initiative cinese. L’obiettivo è duplice: garantire catene più resilienti e preservare l’influenza europea in Africa e Medio Oriente.

Mercati finanziari e investimenti nella difesa

Le trasformazioni in atto coinvolgono anche gli investitori. Secondo Benetti, “la recente debolezza dei titoli europei del settore difesa è stata sorprendente, probabilmente è riconducibile alla tempistica degli investimenti”. A differenza dell’intelligenza artificiale, le decisioni nella difesa hanno tempi più lunghi. Tuttavia, gli investimenti sono destinati a crescere, con ricadute su cybersicurezza, satelliti e componentistica elettronica. Servono però “catalizzatori politici: coordinamento dei programmi di spesa e maggiore integrazione tra gli Stati”.

Il nuovo ordine energetico e l’AI

La transizione energetica si rivela più complessa del previsto. In GAM Investments si parla di “Nuovo Ordine Energetico”, uno scenario in cui convivono fossili, rinnovabili e servizi petroliferi. Parallelamente, l’intelligenza artificiale rappresenta “il più grande ciclo di spesa in conto capitale degli ultimi decenni”. L’attenzione si sta spostando dalla quantità degli investimenti alla loro capacità di generare utili sostenibili. Per l’Europa, l’AI è una sfida strategica, con potenziali benefici per aerospazio, automotive e grandi conglomerati industriali.

La fine dell’illusione della leggerezza economica

Secondo Benetti, “la vera novità del 2026 è forse la fine dell’illusione della leggerezza economica”. Dopo un decennio di tassi zero, digitale e globalizzazione senza attriti, il capitale torna ad avere una dimensione “pesante”, materiale. Energia, reti, infrastrutture, manifattura riconquistano un ruolo centrale. Il paradosso, conclude l’esperto, è che “più il mondo diventa digitale, più aumenta il valore delle infrastrutture fisiche”. Non esiste autonomia strategica senza energia, né sviluppo dell’AI senza reti, data center e infrastrutture avanzate.