Inflazione Usa, trimestrali e IA: mercati a un test decisivo

L’attenzione degli investitori è concentrata su un appuntamento destinato a orientare le aspettative sui tassi d’interesse americani e, di riflesso, sull’andamento dei mercati finanziari globali. Oggi il dato più atteso è infatti l’inflazione statunitense di giugno, mentre prende ufficialmente il via anche la stagione delle trimestrali di Wall Street, chiamata a verificare se il rally trainato dall’intelligenza artificiale poggia ancora su fondamentali solidi.

Secondo Antonio Togli, responsabile macro analisi e comunicazione di CFO Sim, “il dato clou della giornata è senza dubbio il CPI di giugno americano”. Dopo il 4,2% registrato a maggio, “il mercato si aspetta un rallentamento dell’inflazione headline al 3,8% su base annua, grazie soprattutto al calo dei prezzi della benzina”, mentre per l’inflazione core “ci si attende una lettura ancora piuttosto vischiosa, intorno al 2,9%”.

L’inflazione Usa può cambiare le attese sulla Fed

Il dato sui prezzi al consumo rappresenta un passaggio cruciale per comprendere quale potrà essere la prossima mossa della Federal Reserve. “Sarà un dato molto seguito perché darà indicazioni chiare sulla traiettoria dell’inflazione americana e, di conseguenza, sulle prossime mosse della Fed”, osserva Togli.

Secondo l’analista di CFO Sim, “un dato in linea o migliore delle attese sarebbe accolto con sollievo dai mercati”, rafforzando le probabilità di un taglio dei tassi entro la fine dell’anno. Al contrario, “una sorpresa al rialzo, specialmente sul dato core, rischierebbe di far tornare in auge il tema ‘higher for longer’”, con il conseguente rinvio delle attese di allentamento monetario.

Europa, riflettori sulla produzione industriale

Sul fronte europeo l’agenda macroeconomica prevede la pubblicazione della produzione industriale di maggio e della revisione finale del Pil del primo trimestre.

Pur non trattandosi di dati normalmente in grado di muovere significativamente i mercati, saranno importanti per verificare la tenuta dell’economia dell’Eurozona. “Serviranno a confermare lo stato di salute di un’economia che continua a crescere a ritmi molto più lenti rispetto agli Stati Uniti”, sottolinea Togli, aggiungendo che la produzione industriale sarà osservata per capire “se il settore manifatturiero sta davvero trovando un minimo di stabilizzazione dopo mesi difficili”.

Geopolitica ancora sotto osservazione

L’inizio del terzo trimestre ha riportato al centro dell’attenzione anche le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Gli attacchi nello Stretto di Hormuz, i nuovi raid americani e il conseguente rialzo del petrolio hanno riacceso i timori degli investitori.

Secondo Togli, tuttavia, “la reazione del mercato azionario è stata contenuta”, segnale che gli operatori considerano l’escalation “più come una fonte di rischio a breve termine legata alle notizie che come un cambiamento delle prospettive di mercato”.

Il petrolio è salito temporaneamente di circa il 5%, attestandosi intorno ai 72 dollari al barile, ma resta lontano dai massimi raggiunti nei mesi precedenti.

Perché i mercati sono meno sensibili al petrolio

Per CFO Sim esistono diversi elementi che spiegano la maggiore resilienza dei mercati rispetto agli shock geopolitici.

“Crediamo che la geopolitica rimanga un’incognita, ma non un fattore determinante nello svolgimento degli eventi”, afferma Togli.

L’analista evidenzia che “né gli Stati Uniti né l’Iran sembrano propensi a un conflitto prolungato” e ricorda come, storicamente, “assecondare i ribassi di origine geopolitica si sia rivelata una strategia migliore rispetto a inseguirli”.

Un secondo elemento riguarda il mercato petrolifero. “Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore a metà giugno, le forniture di petrolio hanno iniziato a riprendersi”, grazie anche all’aumento della produzione dell’OPEC e alle consistenti esportazioni iraniane già presenti sul mercato.

Infine, Togli sottolinea che “sarebbe probabilmente necessario un aumento dei prezzi del petrolio ben più consistente e prolungato per modificare in modo significativo le prospettive economiche e degli utili aziendali”.

L’intelligenza artificiale resta il principale motore del mercato

Se la geopolitica rappresenta un fattore di volatilità, il vero tema dominante continua a essere l’intelligenza artificiale.

“L’attenzione rimane focalizzata sull’intelligenza artificiale, dove i solidi utili e i recenti periodi di volatilità continuano a plasmare la leadership di mercato”, osserva Togli.

Il mercato del lavoro statunitense mostra segnali di rafforzamento, mentre gli investimenti nelle infrastrutture legate all’IA continuano a sostenere la crescita degli utili societari e dei margini.

Al via la stagione delle trimestrali Usa

La nuova stagione delle trimestrali prende il via con i grandi istituti bancari americani e proseguirà nelle prossime settimane con i colossi tecnologici.

Le aspettative sono elevate. Gli analisti prevedono una crescita degli utili dell’S&P 500 del 23% su base annua, dopo un primo trimestre già superiore al 20%, mentre i ricavi sono attesi in aumento del 12%.

“Le stime sugli utili sono state riviste al rialzo nel corso del trimestre, uno sviluppo insolito dato che normalmente vengono ridotte con l’avvicinarsi della stagione delle trimestrali”, evidenzia Togli.

Tecnologia ed energia saranno i principali contributori della crescita. Per il comparto tecnologico è prevista una crescita degli utili del 63%, mentre insieme i due settori dovrebbero rappresentare circa l’80% dell’espansione complessiva degli utili dell’indice.

Diversificazione ancora fondamentale

Nonostante il quadro favorevole, CFO Sim invita a non sottovalutare il livello ormai molto elevato delle aspettative.

“Una forte crescita degli utili potrebbe non bastare se i risultati si limiteranno semplicemente a soddisfare attese già molto elevate”, avverte Togli. Per questo motivo gli investitori dovranno valutare non solo la crescita, ma anche “il ritmo di miglioramento”.

In questo contesto, conclude l’analista, “l’intelligenza artificiale rimane un tema di investimento solido, ma la prossima fase del mercato potrebbe premiare l’equilibrio più della concentrazione”. Da qui il consiglio di “mantenere gli investimenti, diversificare il portafoglio e sfruttare gli eventuali periodi di volatilità” per cogliere nuove opportunità nel secondo semestre, sempre in linea con i propri obiettivi e con la propria propensione al rischio di lungo periodo.