Incertezza sui tassi e resilienza del credito europeo: l’analisi di Barclays

La volatilità dei tassi ha dominato la scena nei mercati finanziari nelle ultime settimane, ma contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, il mercato del credito europeo ha dimostrato una notevole resilienza. Secondo Barclays, l’aumento dei tassi ha sostenuto la nuova domanda, mantenendo gli spread sostanzialmente stabili.

Soren Willemann, responsabile della strategia sul credito europeo di Barclays, osserva che “dal punto di vista del credito, il movimento è stato finora quasi ideale”. Dall’inizio dell’anno, i rendimenti nell’indice EIG sono aumentati di circa 51 punti base, mentre gli spread sono rimasti invariati e i rendimenti totali sono rimasti modestamente positivi. Il risultato è un mercato che offre i livelli di rendimento più interessanti dalla metà del 2024, senza aver subito i rendimenti totali negativi che tipicamente innescano deflussi e indeboliscono il sentiment degli investitori.

Politiche monetarie e fiscali sotto i riflettori

L’attenzione della scorsa settimana si è spostata verso il mercato dei tassi statunitensi dopo la decisione a sorpresa del Tesoro americano di aumentare il suo programma di riacquisto. Come notano gli analisti del settore tassi di Barclays, si è trattato di un piccolo cambiamento operativo che porta con sé un segnale molto più ampio: riducendo efficacemente l’offerta di duration tra gli annunci di rimborso, il Tesoro ha dimostrato una volontà di agire quando la pressione al rialzo sui rendimenti a lungo termine diventa eccessiva.

La risposta del mercato è stata immediata, con i rendimenti dei Treasury trentennali in forte calo dopo l’annuncio, sebbene una parte significativa di quel movimento sia già stata ritracciata. Willemann sottolinea che “le implicazioni politiche potrebbero rivelarsi più importanti del movimento stesso”.

Il presidente della Fed, Warsh, ha recentemente suggerito che tassi di mercato più elevati potrebbero contribuire a realizzare il restringimento finanziario necessario per affrontare le preoccupazioni fiscali senza ulteriori interventi politici da parte della Fed. Se il Tesoro sta ora simultaneamente cercando di limitare l’aumento dei rendimenti a lungo termine, gli investitori si trovano ad affrontare un quadro politico meno chiaro. Secondo l’analisi di Barclays, “la combinazione di elevata volatilità dei tassi e crescente incertezza sull’interazione tra politica fiscale e monetaria rimane uno dei principali rischi macro per i mercati del credito verso l’autunno”.

Mercato francese sotto osservazione

All’interno dell’Europa, gli asset francesi rimangono un’area da monitorare attentamente. Lo spread OAT-Bund ha continuato ad ampliarsi e ora si trova solo marginalmente al di sotto dei massimi post-2024, riflettendo rinnovate preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale piuttosto che rischi legati alle elezioni. Finora, tuttavia, questa debolezza ha generato solo un contagio limitato nel credito francese, incluso il credito bancario, sia nei mercati cash che nei CDS.

Willemann nota che, sebbene questa resilienza sia stata notevole, “l’asimmetria delle opportunità appare sempre più sfavorevole”. Con gli spread sovrani già sotto pressione ben prima del prossimo ciclo elettorale (11 aprile 2027 al più presto), Barclays continua a vedere un upside limitato nell’adozione di una posizione costruttiva verso il più ampio complesso del rischio francese.

Le dinamiche dell’offerta primaria

L’attività primaria ha subito un’accelerazione significativa nell’ultima settimana, con l’offerta che ha superato le norme stagionali. Se l’emissione rimarrà attiva anche la prossima settimana, prima del fine settimana festivo nel Regno Unito, la tradizionale riapertura di settembre potrebbe non essere così vivace come storicamente osservato. Tale sviluppo sarebbe di supporto, soprattutto considerando che settembre storicamente offre solo modesti rendimenti in eccesso per il credito investment grade europeo.

Volumi di trading senza precedenti

La prima metà del 2026 ha registrato volumi di trading eccezionalmente forti nei prodotti macro globali e nel portfolio trading. I volumi degli indici CDS hanno raggiunto livelli record, con la maggior parte degli indici che hanno superato i precedenti record.

I volumi di singoli nomi CDS sono aumentati in modo sostanziale, mentre il portfolio trading ha continuato a guadagnare quote di mercato, supportato dall’elettronificazione in corso dei mercati obbligazionari corporate. Khush Patel, analista di Barclays specializzato in ibridi e derivati del credito, sottolinea che “i volumi di trading degli indici CDS sono rimasti eccezionalmente forti nella prima metà del 2026, con volumi in aumento su tutti i principali indici e continuando a essere elevati in mezzo alle persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran e alle preoccupazioni legate all’IA”.

Prospettive per la seconda metà del 2026

Guardando avanti, Barclays prevede che l’attività di trading rimarrà robusta su tutti gli indici per il resto dell’anno. L’incertezza politica in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, le preoccupazioni sulle prospettive di crescita e l’impatto dei rendimenti a lungo termine più elevati, la continua ansia per i temi legati all’IA e le persistenti tensioni geopolitiche – in particolare tra Stati Uniti e Iran – dovrebbero continuare a sostenere la volatilità del mercato e, di conseguenza, la domanda di strumenti di copertura.

Le nuove classificazioni settoriali Bloomberg

Un’altra novità significativa in arrivo il 12 settembre 2026 è il cambiamento del sistema di classificazione del reddito fisso di Bloomberg (BCLASS). Queste modifiche saranno riflesse nell’universo proiettato degli indici a reddito fisso da quella data e influenzeranno la composizione dei rendimenti da ottobre 2026. Per l’indice Corporate, le revisioni introducono una maggiore granularità nelle classificazioni esistenti.

Melissa McCallum, CFA, analista di Barclays specializzata in investment grade, spiega che “le modifiche al sistema di classificazione del reddito fisso di Bloomberg entreranno in vigore il 12 settembre 2026. Evidenziamo i cambiamenti chiave per gli indici IG in euro e sterline e valutiamo l’impatto sulle valutazioni settoriali attuali e storiche”.

Tra i cambiamenti più significativi, il settore Real Estate viene separato da Other Financials con circa 70 miliardi di debito proveniente da 37 emittenti. Il settore Healthcare viene promosso a una nuova classificazione di livello 3, espandendosi a circa 185 miliardi di euro su 42 emittenti. Il settore Food and Beverage viene suddiviso in due settori separati, Food e Beverage, mentre il settore Technology acquisisce una maggiore granularità con l’introduzione di nuovi sottosettori. Per quanto riguarda l’indice Pan-European High Yield, le modifiche più significative riguardano i settori Healthcare e Real Estate.

Considerazioni finali

Il rapporto di Barclays dipinge un quadro di un mercato del credito europeo che sta navigando con successo in un ambiente di tassi volatili, supportato da una solida domanda e da una crescente sofisticazione degli strumenti di trading. La resilienza degli spread nonostante l’aumento dei tassi suggerisce che gli investitori stanno valutando positivamente le opportunità di carry offerte dai livelli di rendimento attuali.

Come sottolinea Willemann, “tassi più elevati non sono automaticamente un vento contrario per il credito; diventano problematici solo quando sono eccessivamente volatili, iniziano a danneggiare i rendimenti totali o quando le correlazioni tasso-credito diventano significativamente positive”. Questa distinzione è fondamentale per comprendere le dinamiche attuali del mercato e le prospettive per i prossimi mesi.

L’evoluzione del portfolio trading e l’aumento dei volumi nei prodotti macro e nei singoli nomi CDS indicano una crescente maturità e liquidità del mercato, mentre le imminenti modifiche alle classificazioni settoriali di Bloomberg richiederanno agli investitori di aggiornare i loro modelli di valutazione e confronto.

In un contesto di incertezza geopolitica e politica, con le elezioni francesi all’orizzonte e le tensioni tra Stati Uniti e Iran che persistono, la capacità del mercato del credito europeo di mantenere la sua resilienza sarà messa alla prova nei prossimi mesi.