Il reset dei mercati emergenti: opportunità e sfide secondo Goldman Sachs

I mercati azionari dei Paesi emergenti stanno attraversando una fase di pressione dovuta allo smobilizzo delle posizioni sui titoli momentum e alla riescalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, “il sell-off è stato concentrato nei vincitori del tema AI e sembra principalmente guidato dal posizionamento, mentre i fondamentali sottostanti rimangono intatti”. Kamakshya Trivedi e Sunil Koul, insieme al loro team, sottolineano come la prossima stagione dei risultati del secondo trimestre sarà “critica per stabilizzare il sentiment e ricostruire lo slancio ciclico”.

Gli esperti della banca d’affari evidenziano che il consenso degli analisti prevede una crescita degli utili dell’MSCI EM superiore al 60% su base annua nel secondo trimestre, guidata dal settore tecnologico. Anche escludendo i contributi del comparto tecnologico e delle materie prime, le aspettative indicano una crescita degli utili a due cifre, pari al 14%. “Il momentum degli utili è migliorato nell’ultimo mese”, affermano gli analisti, che notano come le stime di consenso per l’intero anno 2026 siano state riviste al rialzo del 3% da giugno.

La ricerca di una maggiore ampiezza nel secondo semestre

Dopo un primo semestre caratterizzato da un rally forte ma concentrato su pochi settori, gli analisti di Goldman Sachs prevedono un ampliamento dei guadagni nella seconda metà dell’anno. “Con il momentum dell’EPS in miglioramento nell’ultimo mese, continuiamo ad aspettarci un ampliamento dei guadagni nel secondo semestre oltre il settore Tech e il Nord Asia”, spiega il report. Questo allargamento sarebbe guidato “dai ritardatari ciclici con fondamentali in miglioramento, fintanto che la volatilità macro legata al petrolio e ai tassi rimane contenuta”.

Un caso particolare è rappresentato dall’India, dove “i flussi di investitori esteri hanno iniziato a recuperare recentemente dopo le vendite record”. Il team di Goldman Sachs ha avviato una raccomandazione di trading “long India Banks vs. Pharma“, data la divergenza dei fondamentali di settore e i livelli di ingresso interessanti. Gli analisti spiegano che il settore bancario indiano “appare ben posizionato fondamentalmente data la forte crescita del credito, la liquidità migliorata e le valutazioni ragionevoli”, mentre sono cauti sul settore farmaceutico, che ha sovraperformato e “viene scambiato a massimi storici con prospettive poco entusiasmanti per gli utili del secondo trimestre e valutazioni elevate”.

I tassi locali ancora legati ai prezzi dell’energia

La riescalation del conflitto in Iran e il conseguente aumento dei prezzi energetici hanno sollevato i tassi locali lungo tutta la curva, sia nei mercati emergenti che nel G10. Gli analisti osservano che “anche se l’inflazione si è rivelata più benigna di quanto inizialmente temuto all’inizio dello shock energetico in generale nei mercati emergenti, il seguito di queste sorprese al ribasso nell’IPC sarà probabilmente più limitato finché non ci sarà maggiore visibilità sugli shock di offerta dall’energia e un potenziale effetto El Nino”.

Il team di ricerca suggerisce di “favorire i mercati dove le scadenze brevi si sono ritirate e le banche centrali hanno un orientamento accomodante, come lo Zloty polacco, il Fiorino ungherese e nuovo Shekel israeliano, ma anche in quelli dove l’inflazione sembra aver raggiunto il picco e i tassi di policy reali sono ancora restrittivi, come Rand sudafricano”. Per quanto riguarda i rischi legati alla Fed, gli analisti notano che “i rischi di un aumento dei tassi della Fed a breve termine potrebbero essere stati domati dopo gli ultimi dati sull’inflazione USA, ma i mercati dei tassi locali dei paesi emergenti con bassi differenziali di tasso di interesse rispetto agli Stati Uniti e alta sensibilità ai tassi terminali USA rimangono vulnerabili”.

Valute tra carry e volatilità

La riescalation in Medio Oriente ha reintrodotto volatilità a breve termine nei mercati frontier, interrompendo in particolare il recente rafforzamento della sterlina egiziana. Nonostante ciò, gli analisti rimangono costruttivi sulla valuta: “Ci aspettiamo ancora che la valuta si apprezzi gradualmente rispetto al dollaro nel medio termine”. Danny Suwanapruti e il suo team hanno “ampliato lo stop della nostra raccomandazione di trading short Dollaro Usa/Sterlina egiziana per consentire più spazio per la volatilità spot a breve termine mentre i rendimenti carry continuano ad accumularsi”.

Più in generale, gli esperti ritengono che “la volatilità macro contenuta dovrebbe favorire l’accumulo di rendimenti carry nelle valute dei mercati emergenti, e ha senso mantenere esposizione a valute frontier selezionate ad alto carry, incluso essere long Lira turca, naira nigeriana e Tenge kazako contro il dollaro”. Oltre agli elevati livelli di carry offerti dalla lira turca nonostante la continua deprezzamento gestito, “i rischi sono orientati verso l’apprezzamento spot in Nigeria e Kazakhstan”, sottolineano gli analisti.

Le prospettive per il secondo semestre

Il rapporto di Goldman Sachs traccia un quadro di opportunità selettive per il secondo semestre del 2026. Mentre la correzione in corso offre punti di ingresso interessanti in determinati settori e mercati, la prudenza rimane d’obbligo data l’elevata incertezza legata ai prezzi dell’energia e alle tensioni geopolitiche. Gli analisti concludono che “i fondamentali sottostanti rimangono forti, incluso nel settore dei semiconduttori, dove i nostri analisti di Equity Research rimangono costruttivi sulle aspettative di un rapporto domanda/offerta serrato e sulla durabilità del ciclo di investimento nell’AI”.

La raccomandazione finale del team è di mantenere un approccio tattico e selettivo, sfruttando le correzioni per costruire posizioni in quei mercati e settori dove i fondamentali offrono un supporto solido, pur rimanendo vigili sui rischi esterni rappresentati dall’andamento dei prezzi energetici e dalle politiche monetarie delle principali banche centrali.