Mentre lo scenario macroeconomico globale si fa sempre più incerto, tra conflitti geopolitici e inflazione ancora persistente, gli utili delle società europee potrebbero dimostrarsi più resilienti del previsto. A sostenerlo sono gli strateghi di Goldman Sachs in un recente report, sottolineando però che la tenuta degli utili non equivale necessariamente a una protezione per le Borse.
Gli esperti della banca d’affari iniziano analizzando cosa è successo negli ultimi anni per comprendere le prospettive future. In particolare, il biennio 2022-2023 ha offerto lezioni fondamentali: nonostante il PIL europeo fosse sotto pressione, gli utili per azione (EPS) hanno mostrato una forza inaspettata.
“L’utile è una misura nominale: una crescita reale più lenta può essere compensata da un’inflazione più elevata”, spiegano Peter Oppenheimer, Sharon Bell e Guillaume Jaisson di Goldman Sachs. Nel 2022, l’indice STOXX 600 ha registrato una crescita degli utili del 12%, nonostante il contesto di crisi energetica. Gli esperti evidenziano un paradosso centrale: “Il mercato azionario non è l’economia. Dal punto di vista degli utili, l’Europa è dominata da energia e utilities, non da auto e chimica, anche se per l’occupazione, il PIL e l’attenzione politica è vero il contrario”.
Uno dei fattori chiave che ha sostenuto i profitti è stato il crollo del cambio euro/dollaro verso la parità. Dato che circa il 55% dei ricavi delle società europee viene generato all’estero (con una larga fetta denominata in dollari), questo ha fornito una spinta significativa.
Il futuro: stime prudenti ma resilienti
Guardando al 2026 e 2027, gli analisti di Goldman Sachs prevedono che le stime degli utili possano rivelarsi ancora una volta più robuste del PIL. “Prevediamo una crescita dell’EPS del 5% per il 2026, ben al di sotto del consenso (11%), ma comunque positiva secondo le nostre ipotesi”, affermano.
Questa resilienza sarebbe trainata da tre fattori: un settore energy più forte, un euro potenzialmente più debole e un’inflazione che, seppur in calo, rimane a livelli che meccanicamente sostengono gli utili nominali. Tuttavia, gli esperti lanciano un monito chiaro: “La resilienza degli utili non significa resilienza del mercato azionario”.
Il vero tallone d’Achille oggi sono le valutazioni. “L’Europa era scambiata a 10,3 volte gli utili nel punto più basso del 2022; oggi è più vicina a 14,8 volte. L’Europa rimane attraente rispetto agli Usa, ma non è più economica come un tempo, offrendo un cuscinetto di valutazione molto più ridotto se i rischi geopolitici dovessero persistere o intensificarsi”, sottolineano da Goldman Sachs.
Come posizionarsi e quali sono i rischi
Per gli investitori, la strada maestra resta quella della selettività. “Continuiamo a preferire il settore della difesa e quello delle infrastrutture, che includono le energie rinnovabili“, scrivono gli strateghi. Viene menzionato anche il basket HALO (aziende ad alta intensità di capitale che beneficiano di tassi reali più alti e della rilocalizzazione delle catene di approvvigionamento). Per chi volesse ridurre l’esposizione al settore energy, le banche vengono indicate come una “continua opportunità value“.
Il rischio principale
La storia mostra che i risultati possono variare drammaticamente. “In una recessione lieve, l’EPS europeo in genere scende di meno del 10%; in un hard landing, le correzioni tendono a superare il 30% (come durante la crisi finanziaria globale o la pandemia)”, avvertono gli analisti. Lo scenario attuale è però peculiare. “In uno scenario in cui gli utili di energia e utilities aumentano e il cambio agisce da contrappeso, l’EPS potrebbe rivelarsi ancora una volta più resistente, anche se le valutazioni rimangono il canale principale dell’aggiustamento di mercato”.
In sintesi
Secondo Goldman Sachs, ci troviamo di fronte a un’Europa che, dal lato degli utili, ha imparato a convivere con le crisi e a trarre vantaggio da alcuni dei suoi sottostanti. Ma la maggiore vulnerabilità arriva dai prezzi pagati dagli investitori per accedervi, rendendo il mercato più sensibile a qualsiasi vento contrario.
