Non si era mai visto, almeno nell’ultimo anno, un’inversione così netta. Il mercato dei titoli di Stato giapponesi, che per mesi era stato considerato il fanalino di coda del mondo sviluppato, è diventato la sorpresa positiva della settimana. A raccontarlo sono di seguito gli esperti del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di JP Morgan AM.
Fondamentali in miglioramento
Il quadro fondamentale, secondo gli analisti, mostra segnali di miglioramento, anche se la narrazione dominante tra gli investitori è ancora quella di una Banca del Giappone in ritardo sulla curva. “I dati, tuttavia, depongono per un quadro più articolato in cui gli indicatori generali segnalano che l’inflazione in Giappone è vicina all’obiettivo del 2%”, si legge nel report. A pesare rimangono le incertezze legate alla cosiddetta “Strategia di investire nella crescita” promossa dal primo ministro Sanae Takaichi, che continua a generare dubbi sulla gestione delle finanze pubbliche. Eppure, dagli stessi analisti arriva una notazione importante: “si inizia a parlare concretamente di una svolta a sostegno della domanda interna”.
Il punto di svolta, secondo il team di JP Morgan AM, è legato anche al contesto dei rendimenti. Ora che i tassi giapponesi sono sensibilmente più elevati, mentre la redditività dei titoli obbligazionieri esteri con copertura valutaria è diminuita, gli investitori locali avrebbero maggiori margini per rimpatriare capitali. Ma gli esperti sono cauti: “non ci sono ancora prove tangibili che ciò stia accadendo, almeno non in misura significativa”.
Il Governo nipponico spinge sugli investimenti domestici
Un elemento nuovo, sottolineato nel rapporto, è il cambio di tono delle autorità. Il ministro delle finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha esortato i fondi pensione, incluso il colossale Government Pension Investment Fund, a effettuare investimenti più consistenti in asset giapponesi. Parallelamente, si discute di misure di esenzione fiscale per incentivare l’allocazione del risparmio interno verso i titoli di Stato giapponesi, i JGB. “Le autorità sembrano consapevoli delle pressioni che si stanno accumulando nel segmento a lungo termine e sono già intervenute per superare gli squilibri tra domanda e offerta”, scrivono gli esperti.
Rendimenti in calo dopo il picco
Sul fronte delle valutazioni, il report ricorda che nell’ultimo anno il Giappone è stato tra i mercati obbligazionari con le peggiori performance tra i Paesi sviluppati, con rendimenti in forte crescita su tutta la curva. Al centro di questo movimento, i timori incrociati su politica monetaria e bilancio pubblico. Ma la scorsa settimana il mercato ha mostrato un improvviso respiro. I titoli decennali, dopo aver sfiorato il 2,9%, si sono attestati sopra il 2,5%. Quelli a 30 e 40 anni, che avevano superato la soglia del 4%, sono ora scesi poco al di sotto.
Secondo gli analisti di JP Morgan AM, questa svolta è stata determinata da due fattori principali. Da un lato, il diverso linguaggio utilizzato dal governo, che “implica una maggiore indipendenza della Banca del Giappone”. Dall’altro, una serie di dichiarazioni ufficiali “che fanno presagire l’adozione di politiche a sostegno della domanda di titoli di Stato giapponesi”. Gli esperti avvertono però che il mercato resta esposto a notizie di natura fiscale e alla retorica della banca centrale.
Aste meglio accolte e copertura delle posizioni corte
Il quadro tecnico, a livello locale, denota un maggiore ottimismo. A testimoniarlo sono le attività di copertura delle posizioni corte e l’andamento delle recenti aste. Dopo la freddezza riservata alle precedenti emissioni di titoli a lungo termine, le ultime aste, relative a obbligazioni a 20 e 30 anni, hanno ricevuto un’accoglienza più calorosa. “I migliori rapporti di copertura testimoniano il maggiore interesse suscitato dall’aumento dei rendimenti”, spiegano dal team di J.P. Morgan Asset Management.
Attrattiva condizionata
Per gli investitori, il messaggio è di attesa vigile. Il Giappone, scrivono gli esperti, vive un periodo di transizione. “Le dinamiche di questa settimana potrebbero essere un primo segnale che il governo sta prendendo più sul serio la volatilità del mercato obbligazionario”. Tuttavia, le prospettive restano incerte finché non si conoscerà nel dettaglio il programma di investimenti per la crescita di Takaichi e, in particolare, come verrà finanziato.
La valutazione finale del team è equilibrata: “Sebbene le valutazioni dei titoli di Stato giapponesi appaiano interessanti, la domanda degli investitori tornerà a essere vigorosa solo se vi saranno prove più concrete di una gestione rigorosa delle finanze pubbliche e di un percorso credibile in materia di politica monetaria”.
