Quando le crisi internazionali si susseguono e i mercati tremano, l’istinto primario di molti investitori è quello di fuggire. Ma è proprio in questi frangenti, spiega Saira Malik, Chief Investment Officer di Nuveen, che bisogna guardare ai dati storici per mantenere la rotta. La lezione è chiara: la pazienza paga.
“Restare investiti in periodi di turbolenza si è storicamente rivelata una strategia efficace, poiché l’impatto sui mercati delle turbolenze geopolitiche potrebbe non durare a lungo”, afferma Malik, forte di un’analisi che abbraccia decenni di conflitti. I numeri sembrano darle ragione: l’effetto shock su materie prime come il petrolio tende a riassorbirsi, con i prezzi che in media diminuiscono dopo 65 e 250 giorni dal primo picco. Parallelamente, le tensioni inflazionistiche si attenuano, con l’indice dei prezzi al consumo (CPI) che storicamente registra un calo medio di 25 punti base un anno dopo simili eventi.
Ma è il mercato azionario a offrire la controprova più eclatante. Citando un’analisi del New York Times, Malik ricorda come l’indice S&P 500 sia aumentato in media del 12,5% nei dodici mesi successivi alle principali azioni militari statunitensi, dall’Operazione Desert Storm del 1991 in poi. Un invito a non cedere al panico da trading a breve termine.
Oltre l’AI: la rivincita del mattone e del cemento
Se la storia ci dice di non abbandonare le azioni tradizionali, lo sguardo di Nuveen si posa su un orizzonte di diversificazione più specifico. Per Malik, l’opportunità risiede in ciò che definisce “asset reali quotati”, come il real estate commerciale USA e le infrastrutture globali.
Questi settori sono racchiusi in un acronimo efficace e sempre più popolare: HALO.
“L’acronimo HALO, Heavy Assets, Low Obsolescence (beni pesanti, bassa obsolescenza), è sempre più popolare. Si concentra sulle aziende il cui valore è radicato in asset fisici di grandi dimensioni e ad alta intensità di capitale che non possono essere facilmente sostituiti dai rapidi cambiamenti tecnologici”, spiega Malik.
In un’epoca in cui il mercato è ipnotizzato dall’innovazione digitale e dalla paura di essere travolti dall’intelligenza artificiale, gli HALO asset rappresentano un’ancora di stabilità. Il loro valore non dipende dalla capacità di elaborare informazioni, ma da qualcosa di più primordiale e indispensabile: il trasporto di energia, merci e persone.
Logistica, infrastrutture e la sete di energia dell’AI
La lente HALO, secondo la CIO di Nuveen, permette di riscoprire il fascino di investimenti classici, ma con una chiave di lettura moderna.
Nel settore del real estate commerciale, l’attenzione si sposta sugli immobili legati all’economia reale: strutture logistiche, appartamenti, residenze per anziani e centri commerciali. “Questi asset sostengono l’infrastruttura del commercio, beneficiando sia di cicli di vita produttivi sia di vincoli strutturali dell’offerta”, sottolinea Malik.
Ma è forse nel campo delle infrastrutture globali che la tesi HALO trova la sua espressione più potente. Reti elettriche, oleodotti, ferrovie, porti e aeroporti sono l’ossatura del mondo. “La loro longevità è ancorata a reti indispensabili e a elevate barriere strutturali all’ingresso”, afferma Malik, aggiungendo con un pizzico di ironia: “sono asset ‘pesanti’ con un rischio di obsolescenza estremamente basso (a meno che l’IA non riesca in qualche modo a decifrare il codice del teletrasporto)”.
E qui arriva il paradosso più affascinante. L’onnipresente AI, lungi dall’essere una minaccia per questi settori, potrebbe rivelarsi il loro più grande alleato. La rapida espansione dei data center per i giganti del web (hyperscaler) sta generando una domanda di elettricità senza precedenti. “In questo senso, le infrastrutture sono destinate a beneficiare della rivoluzione AI non nonostante essa, ma proprio grazie ad essa, poiché la spina dorsale fisica necessaria ad alimentare l’economia digitale continua ad ampliarsi”, chiarisce Malik.
Valutazioni da “saldi”
Per gli investitori convinti dalla solidità del tema HALO, c’è una buona notizia finale. Dopo l’aggressivo ciclo di rialzo dei tassi della Fed nel 2022-2023, queste asset class hanno perso popolarità, finendo negoziate a sconti significativi.
“Per gli investitori attratti dalla solidità del tema HALO, questi punti di ingresso favorevoli suggeriscono che esiste ancora un significativo potenziale di investimento”, conclude Malik. Un invito, quindi, a guardare oltre il rumore geopolitico e il fascino effimero delle mode tecnologiche, per puntare su ciò che è destinato a durare: la concretezza degli asset reali, in un momento in cui il mercato sembra averne dimenticato il valore.
