Un report di Janus Henderson rivela che, tra settembre 2025 e febbraio 2026, gli investitori europei hanno ridotto in modo significativo l’esposizione al mercato azionario, aumentando al contempo l’allocazione verso strategie multi-asset e investimenti alternativi. La scelta riflette un tentativo di proteggere i portafogli da un contesto macroeconomico e geopolitico giudicato altamente incerto.
Meno azioni, più diversificazione
Secondo Janus Henderson, nel dettaglio, la quota di azioni nei portafogli modello europei (escluso il Regno Unito) è scesa dal 53% circa al 46,8%. Contestualmente, l’allocazione alle strategie multi-asset è salita dal 14,6% al 19,3%, mentre quella agli investimenti alternativi è cresciuta fino a circa l’1,8%, finanziata soprattutto dalla riduzione della componente azionaria.
Nel portafoglio medio moderato, il reddito fisso rappresenta il 32,1% delle esposizioni, confermandosi stabile. Gli analisti sottolineano come la costruzione dei portafogli stia diventando sempre più intenzionale, con l’obiettivo di gestire la volatilità senza rinunciare interamente alla crescita.
Azionario globale, meno Stati Uniti
Nel dettaglio del comparto azionario, gli investitori europei hanno ridotto l’esposizione agli Stati Uniti, che è passata dal 50% al 43% del totale azionario. Al contrario, è aumentata l’allocazione verso i mercati emergenti e verso gli altri mercati sviluppati globali, arrivando complessivamente a circa il 28%.
A livello settoriale, la tecnologia rimane la voce più consistente nei portafogli, ma è anche il settore più sottopesato rispetto ai benchmark (circa -5,17%). Seguono il sottopeso nell’energia (-2,27%) e nei servizi di comunicazione (-1,68%). Le posizioni più sovrappesate si registrano invece nell’industria (+5,72%), nei materiali di base (+3,09%) e nella sanità (+2,95%).
Reddito fisso, duration in calo e rendimento in risalita
Le allocazioni complessive nel reddito fisso sono rimaste sostanzialmente stabili, ma la loro composizione è cambiata. Gli investitori hanno ridotto la duration media del portafoglio da 3,38 a 2,32 anni, mentre il rendimento a scadenza è aumentato dal 3,55% a circa il 4%. Questa scelta riflette il ridimensionamento delle aspettative di tagli rapidi dei tassi e un prolungato periodo di tassi più elevati.
All’interno del reddito fisso, i titoli di Stato sono scesi al 17,3% (dal 31,8%), le obbligazioni corporate al 38,7% (dal 43,0%), mentre la liquidità e gli strumenti del mercato monetario sono saliti a circa il 31,5%. L’esposizione ai titoli cartolarizzati è ulteriormente diminuita al 2,6%, ben al di sotto del benchmark (24,0%).
La voce dell’esperto
Commentando i risultati, Matthew Bullock, Head of Portfolio Construction and Strategy, EMEA & APAC di Janus Henderson, ha dichiarato: “Con l’ampliarsi della leadership di mercato, i portafogli vengono gestiti con maggiore selettività nell’azionario e con un approccio più consapevole al rischio nel reddito fisso. Stiamo assistendo a una riduzione dell’esposizione azionaria da parte degli investitori europei, a una maggiore diversificazione a livello globale e a un ricorso sempre più frequente a strategie di allocazione per aiutare a gestire la volatilità e a navigare nell’incertezza del mercato”.
Metodologia dell’analisi
Il report si basa sull’analisi di oltre 30.000 portafogli modello relativi a 6.700 clienti globali. Nello specifico, sono stati esaminati i dati aggregati di 111 portafogli modello europei (Regno Unito escluso) nel semestre compreso tra il 1° settembre 2025 e il 28 febbraio 2026, confrontati con il periodo precedente (1° marzo 2025 – 31 agosto 2025). L’analisi copre diversi profili di rischio, offrendo una visione ampia del posizionamento degli investitori nell’intera regione.
