Gli investimenti resilienti al quadro attuale secondo Ubs GWM

Il perdurare della guerra in Iran resta il principale banco di prova per i mercati finanziari e i banchieri centrali. Dopo il calo dei listini americani di giovedì, il presidente Trump ha annunciato sui social media di aver posticipato al 6 aprile la sua “scadenza” per la riapertura dello Stretto di Hormuz, citando una richiesta iraniana e colloqui “molto buoni”. Nel frattempo, Israele ha continuato i bombardamenti su Teheran, mentre il Wall Street Journal riferisce che il Pentagono sta valutando l’invio di altri 10mila soldati in Medio Oriente.

Di fronte a questo scenario, Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management individua nella propria strategia “Power and resources un porto sicuro. Secondo gli analisti, nonostante le difficoltà operative che alcune aziende stanno già segnalando per la consegna di materiali e prodotti in Medio Oriente, i trend strutturali legati all’elettrificazione e alla crescente domanda di energia continueranno a sostenere la crescita.

Haefele invita poi a non farsi prendere dal panico, ma a distinguere tra rumore di breve termine e fondamentali di lungo periodo: “Le aziende industriali dovrebbero continuare a essere supportate dalla domanda a lungo ciclo. Molte aziende industriali globali sono esposte alla domanda di apparecchiature elettriche a lungo ciclo, che rimane forte, e i loro portafogli ordini contrattualizzati coprono una parte sostanziale dei ricavi futuri. Non prevediamo quindi alcun cambiamento significativo nella traiettoria degli utili fondamentali per queste aziende”.

Le utility e la stabilità difensiva

In periodi di incertezza, un settore tradizionalmente difensivo torna sotto i riflettori: quello delle utility. La loro capacità di trasferire integralmente i maggiori costi del carburante ai clienti finali, tramite meccanismi regolatori, le rende particolarmente resilienti.

“Le società di servizi pubblici hanno storicamente dimostrato le loro caratteristiche difensive. E questo è vero anche dall’escalation delle ostilità in Medio Oriente, con il settore che ha registrato perdite inferiori rispetto al mercato più ampio”, afferma Haefele. L’analisi prosegue sottolineando come, in un orizzonte più lungo, i prezzi elevati dell’energia favoriscano gli investimenti nella modernizzazione delle reti, sostenendo i rendimenti del settore.

Domanda record dai data center

Un altro pilastro della tesi di investimento di Ubs GWM è rappresentato dalla domanda insaziabile di energia da parte dei data center. Secondo un produttore di apparecchiature elettriche citato nel rapporto, la richiesta di sistemi di raffreddamento a liquido e apparecchiature elettriche per i data center è molto più forte di quanto gli investitori riconoscano.

Il report evidenzia come gli investimenti globali cumulati per i data center tra il 2025 e il 2030 raggiungeranno i sette trilioni di dollari, alimentando un tasso di crescita annuo composto del 35% per le opportunità legate al raffreddamento a liquido.

La strategia per gli investitori

La casa d’investimento mantiene quindi una visione positiva sulle opportunità legate al tema “Energia e Risorse”, sostenute da trend incoraggianti in settori come la resilienza delle reti, le infrastrutture di trasmissione, la generazione di energia, l’automazione industriale e i minerali critici. Le stime parlano di una spesa cumulata di 32 trilioni di dollari in infrastrutture elettriche nel prossimo decennio.

Per investire in questo tema, Haefele suggerisce diverse strade. “Gli investitori possono accedere al tema attraverso il portafoglio Power and resources, che punta a società in settori come apparecchiature, servizi di pubblica utilità, facilitatori e materiali. Questo approccio cattura la crescita lungo tutta la catena del valore dell’elettricità e consente un ribilanciamento dinamico”.

Vengono menzionate anche strategie passive ed attive, oltre agli investimenti in mercati privati, come le infrastrutture legate all’IA, che offrono flussi di cassa indicizzati all’inflazione e una bassa correlazione con i mercati pubblici. Tuttavia, avverte il rapporto, gli investitori devono prestare attenzione ai rischi di liquidità e leva finanziaria.