Giappone: azioni ancora a sconto secondo l’Amundi Investment Institute

Le azioni giapponesi continuano a essere negoziate a sconto rispetto ai principali mercati globali, ma i segnali di cambiamento si moltiplicano. Secondo gli esperti di Amundi Investment Institute, il divario nelle valutazioni riflette una debolezza storica nella redditività delle imprese, ma anche un utilizzo inefficiente del capitale che oggi è al centro di un profondo processo di riforma.

Un mercato storicamente penalizzato

Per anni il mercato azionario giapponese ha registrato una sottoperformance significativa, con multipli price-to-book inferiori rispetto alla media globale. “Questo sconto è giustificato da un return on equity più basso, dovuto a bilanci eccessivamente ampi e poco efficienti”, osservano gli esperti dell’Amundi Investment Institute.

Molte aziende hanno infatti accumulato liquidità in eccesso, mantenuto partecipazioni incrociate e investito in asset immobiliari non essenziali, gonfiando il capitale senza generare adeguati ritorni per gli azionisti.

Le riforme della governance cambiano lo scenario

Una prima svolta è arrivata oltre un decennio fa, sotto il governo di Shinzo Abe, con l’avvio di un ampio programma di riforma della governance societaria.

“Le autorità hanno spinto le imprese a migliorare l’allocazione del capitale e ad agire maggiormente nell’interesse degli azionisti”, spiegano gli analisti dell’Amundi Investment Institute.

Da allora molte società hanno ridotto le attività non core, diminuito la liquidità in eccesso e aumentato la remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e buyback. Un processo che, comprimendo il capitale, contribuisce ad aumentare il ROE e a sostenere valutazioni più elevate.

Nonostante i progressi, il lavoro non è concluso: ulteriori interventi sui bilanci saranno necessari per sbloccare pienamente il valore.

Un contesto macro più favorevole

Il cambiamento strutturale è accompagnato da un miglioramento del contesto economico. Il Giappone sembra infatti uscire da una lunga fase di deflazione.

“Una crescita nominale più robusta e un regime di tassi d’interesse più normale rappresentano un vento favorevole per la redditività aziendale”, sottolineano gli esperti dell’Amundi Investment Institute.

Questo nuovo scenario consente alle imprese di recuperare potere di prezzo e migliorare i margini.

Un riposizionamento strategico globale

Secondo l’analisi, il Giappone sta affrontando un cambiamento più ampio, che va oltre la dimensione economica.

“Il Paese si sta adattando in modo disciplinato a un mondo caratterizzato da disordine controllato, integrando politiche fiscali, sicurezza e strategie tecnologiche”, affermano dall’Amundi Investment Institute.

Il superamento della deflazione, anche sul piano psicologico, si accompagna a un rafforzamento della capacità produttiva e a un nuovo ruolo geopolitico come punto di riferimento nell’area indo-pacifica.

Fondamentali in miglioramento e prospettive

Dopo decenni di debolezza, il sistema corporate giapponese sembra quindi avvicinarsi a un punto di svolta. Le riforme coordinate tra istituzioni e mercato stanno spingendo verso una maggiore disciplina finanziaria e una migliore allocazione del capitale.

“L’aumento del ROE, l’accelerazione dei buyback e una politica più attenta ai dividendi indicano che i fondamentali stanno iniziando a sostenere un re-rating più duraturo”, evidenziano gli esperti dell’Amundi Investment Institute.

Particolarmente interessanti appaiono le società a media e piccola capitalizzazione, il settore bancario e quello industriale.

Domanda in forte crescita

Anche il posizionamento degli investitori sta cambiando rapidamente. Nel 2025 gli acquisti netti da parte degli investitori internazionali sulle borse giapponesi hanno raggiunto livelli molto elevati, per poi accelerare ulteriormente all’inizio del 2026.

“La domanda continuerà a crescere, anche perché l’esposizione globale al mercato giapponese resta ancora contenuta”, concludono dall’Amundi Investment Institute.

In un contesto di dollaro più debole, tensioni geopolitiche e rischi di concentrazione negli Stati Uniti, il Giappone emerge così come una delle principali opportunità di diversificazione per gli investitori globali.