Europa verso dividendi da record

Prosegue la corsa dei dividendi in Europa. Nel 2026 le società dell’indice Stoxx Europe 600 potrebbero distribuire agli investitori circa 454 miliardi di euro, con un incremento del 4% rispetto ai 437 miliardi stimati per il 2025. A trainare la crescita sarà soprattutto il settore finanziario, mentre un calo è atteso nei beni di consumo discrezionali, che comprendono automobili e beni di lusso. È quanto emerge dall’Allianz Global Investors Dividend Study 2026.

L’Italia, nel dettaglio si conferma tra i protagonisti: le aziende italiane incluse dello Stoxx Europe 600 dovrebbero erogare 38,6 miliardi di euro in dividendi, in aumento del 7% rispetto ai 36 miliardi del 2025.

Crescita solida e outlook positivo

“Prosegue il trend di crescita dei dividendi in Europa. Nel 2026 le distribuzioni sono previste aumentare allo stesso tasso del 2025, mentre ci aspettiamo un aumento più significativo nel 2027 a seguito dei maggiori utili delle società europee nell’esercizio 2026”, afferma Grant Cheng, senior portfolio manager dividends presso AllianzGI. “A livello settoriale, per il 2026 si osserva una tendenza al ribasso nel segmento dei beni di consumo discrezionali, con un calo dovuto ai minori utili registrati nel 2025. Ci aspettiamo invece che i dividendi continuino ad aumentare nel settore finanziario, destinato a rimanere il settore che distribuisce più dividendi anche oltre il 2026”.

Anche il dividend yield – il rapporto tra dividendo e prezzo dell’azione – è atteso in crescita. Per lo Stoxx Europe 600 si prevede un rendimento del 3,2% quest’anno, paragonabile ai rendimenti dei Bund tedeschi a 15 anni. Per le aziende italiane dello stesso indice, il dividend yield salirà al 4,9% nel 2026. In testa alla classifica europea si posiziona la Norvegia, con un yield atteso del 5,8%.

Dividendi: motore di rendimento e fonte di reddito aggiuntivo

Lo studio sottolinea il ruolo cruciale dei dividendi nella composizione del rendimento totale. Negli ultimi 40 anni, quasi il 39% del rendimento annualizzato dell’indice MSCI Europe è derivato dai dividendi. Percentuali che variano geograficamente: 21% nel Nord America e oltre il 49% nell’area Asia-Pacifico.

“I dividendi contribuiscono ai rendimenti complessivi e, grazie alla costanza delle politiche di distribuzione, apportano anche stabilità al portafoglio”, spiega Hans-Jörg Naumer, autore dello studio e Director Capital Markets & Thematic Research di AllianzGI. “Inoltre, i portafogli composti da società con payout ratio più elevati mostrano una volatilità inferiore”.

Naumer evidenzia anche come i portafogli con il 25% delle società a dividendi più alti siano caratterizzati da una maggiore presenza di utility, telecomunicazioni e beni di consumo non ciclici, mentre quelli con i dividendi più bassi siano sovraesposti a tecnologia, beni ciclici ed energia.

Stabilità e crescita nel lungo periodo

La politica dei dividendi europea si distingue per continuità. Negli ultimi 20 anni, nello Stoxx Europe 600, la stragrande maggioranza delle società ha aumentato le distribuzioni anno su anno, mentre solo una piccola percentuale le ha ridotte.

“Grazie alla loro crescita costante e alla significativa contribuzione ai rendimenti complessivi, i dividendi possono rappresentare una fonte valida per generare un reddito aggiuntivo dagli investimenti”, conclude Naumer. “Un reddito che può essere utilizzato per l’istruzione dei figli, le vacanze o per integrare la pensione – aspetto particolarmente importante in tempi di grandi cambiamenti”.