Europa, svolta espansiva e occasioni d’investimento secondo Capital Group

Un vento nuovo soffia sul Vecchio Continente. Dopo anni di austerity e stagnazione, l’Europa si prepara a vivere quella che gli analisti definiscono già come una delle più significative trasformazioni economiche della sua storia moderna. Il motore di questo cambiamento è un massiccio piano di investimenti pubblici e una ritrovata flessibilità fiscale, che stanno ridisegnando il panorama industriale e competitivo della regione. Per capire la portata di questa svolta e le sue implicazioni per i mercati, abbiamo raccolto di seguito l’analisi di Christophe Braun, Investment Director di Capital Group.

Dall’austerità all’espansione: la nuova ricetta europea

Il paradigma è cambiato. L’Europa sta abbandonando le politiche di rigore che hanno caratterizzato l’ultimo decennio per abbracciare una strategia proattiva e espansiva. A dirlo sono i numeri e le iniziative politiche, che spaziano dal piano tedesco da 1.000 miliardi di euro al Patto per l’industria pulita dell’Unione.

“Il passaggio dall’austerità all’espansione è evidente nelle iniziative di respiro europeo, come il Patto per l’industria pulita, o le misure di flessibilità fiscale, come pure nei programmi a livello di singolo Paese, come il piano degli investimenti tedesco da 1.000 miliardi di euro,” spiega Christophe Braun. “Si tratta di cambiamenti volti a migliorare la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza in un contesto di incertezza geopolitica”.

L’obiettivo è ambizioso: rilanciare la crescita e la competitività. Secondo le prime stime, l’impatto potrebbe essere tangibile. “Pur con rischi di esecuzione, le stime suggeriscono che l’effetto combinato di tali misure potrebbe aggiungere tra lo 0,25% e l’1% annui al PIL europeo sul medio termine”, aggiunge Braun, delineando uno scenario di moderata ma significativa accelerazione.

Un continente in trasformazione: iniziative europee e scelte nazionali

Questa nuova direzione non è solo un’idea, ma si traduce in azioni concrete sia a Bruxelles che nelle capitali nazionali. L’evoluzione del Green Deal verso il Patto per l’industria pulita è emblematica di un approccio più realistico, che lega a doppio filo la transizione ecologica alla sicurezza energetica e alla competitività. Parallelamente, le nuove regole di flessibilità fiscale permettono agli Stati membri di aumentare la spesa in settori chiave come la difesa senza incorrere in sanzioni. Il Recovery Fund NextGenerationEU (NGEU) continua a giocare un ruolo cruciale, con Spagna e Italia pronte a utilizzare ingenti risorse nel 2026, fino all’1,5%-2% del loro PIL.

Il vero terremoto, però, arriva da Berlino

“Il cambio di rotta della Germania è l’esempio più eclatante di questo nuovo paradigma. Abbandonando la sua tradizionale posizione di austerità, il programma di investimenti tedesco, compreso tra 900 e 1.000 miliardi di euro, rappresenta un impegno strategico per rimodellare le fondamenta dell’economia e rafforzare la competitività a lungo termine,” sottolinea Braun, definendo la mossa tedesca come un punto di svolta per l’intera economia continentale.

Il potere della domanda interna nell’era dei dazi

La nuova strategia europea si sviluppa in un contesto globale frammentato, segnato dalla rivalità USA-Cina e dall’incertezza sui dazi. L’UE risponde con politiche di “de-risking” e diversificazione delle filiere. Ma il vero asso nella manica, secondo Braun, è un altro: l’Europa sta riscoprendo la forza del proprio mercato interno.

“La maggiore enfasi strategica da parte della regione europea indica un rinnovato dinamismo e il passaggio a un nuovo modello di crescita, focalizzato più sulla domanda interna che su una crescita trainata dalle esportazioni,” afferma l’esperto.

Un cambio di prospettiva fondamentale, reso possibile dalle dimensioni colossali del mercato unico. “E la domanda interna, in Europa, non è insignificante; si tratta, infatti, del singolo mercato importatore più grande a livello mondiale, con una quota di importazioni più che doppia rispetto a quella degli Stati Uniti,” prosegue Braun. Questa forza contrattuale mette l’Europa in una posizione di vantaggio per negoziare accordi commerciali e sostenere le proprie imprese.

Ma come impatteranno i dazi americani su questo nuovo scenario? Braun individua tre ragioni per essere cautamente ottimisti:

  1. Commercio USA meno cruciale del previsto: “Il commercio di merci con gli Stati Uniti è inferiore a quanto comunemente immaginato,” spiega. I flussi commerciali all’interno dell’UE sono di gran lunga più significativi.
  2. Perdita di quota di mercato limitata: l’attuale struttura dei dazi USA, con un tetto del 15% sulla maggior parte dei beni, difficilmente provocherà un esodo massiccio della produzione europea.
  3. Crescita del commercio intra-europeo: “L’UE ha notevoli margini per intensificare gli scambi all’interno del suo territorio,” afferma Braun. Il maxi-piano tedesco, in particolare, avrà un effetto moltiplicatore su tutto il continente. “Secondo le previsioni, in futuro la domanda interna in ambito europeo apporterà un contributo sempre più significativo al PIL.”

Opportunità di investimento: dove guardare

Per gli investitori, questo cambiamento epocale apre nuovi scenari. Nonostante la performance positiva del 2025, l’esperto di Capital Group invita a guardare oltre i trend di breve periodo, puntando sulla diversificazione che l’azionario europeo offre.

“Va sottolineato che, sebbene l’universo azionario europeo sia più piccolo di quello statunitense, risulta più diversificato; di conseguenza, vi è un’ampia gamma di settori e aziende che potrebbero beneficiare di una ripresa del PIL,” osserva Braun.

I temi chiave su cui puntare, secondo l’analisi di Capital Group, sono cinque:

  •  Utility e reti: la spinta all’elettrificazione richiederà investimenti miliardari. Le utility con crescita degli utili e dividendi solidi sono particolarmente attrattive.
  •  Edilizia e infrastrutture: il fondo tedesco è un volano per appaltatori, produttori di cemento e l’intera filiera delle costruzioni, dalla modernizzazione ferroviaria alla ristrutturazione edilizia.
  •  Servizi finanziari: banche con bilanci solidi e redditività in miglioramento, specialmente nei mercati periferici come Spagna, Italia e Grecia, offrono valutazioni interessanti rispetto alle controparti USA.
  •  Difesa e sicurezza: un settore in forte espansione che va oltre la difesa militare, includendo la sicurezza informatica, la protezione delle infrastrutture critiche e l’approvvigionamento energetico.
  •  Tecnologie pulite e industria pesante: le aziende che investono in cattura del carbonio, idrogeno ed efficienza energetica saranno favorite dall’aumento dei prezzi del carbonio e dagli incentivi politici, essenziali per coniugare decarbonizzazione e competitività.