Escalation Usa-Iran, Ubs GWM: “Mantenere gli investimenti ma ridurre i rischi”

La crisi geopolitica tra Stati Uniti e Iran continua a intensificarsi, gettando un’ombra di incertezza sui mercati finanziari. Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di obliterare gli impianti energetici iraniani, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha risposto promettendo di chiudere completamente lo Stretto. In risposta a queste tensioni, l’esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi su larga scala. Nonostante la gravità della situazione, la reazione dei mercati nella mattina di lunedì 23 marzo è stata inizialmente contenuta: il Brent è salito a 112,67 dollari al barile, mentre l’oro ha subito la sua nona seduta consecutiva di ribasso. Le borse asiatiche hanno registrato forti perdite, con il KOSPI in calo del 5,9%, mentre i futures europei e statunitensi indicavano aperture in territorio negativo.

Di fronte a questo scenario, Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management sottolinea il dilemma per gli investitori: “Più a lungo le forniture energetiche rimangono limitate, più i prezzi dell’energia saliranno e maggiori saranno gli impatti economici e di mercato”. Tuttavia, aggiunge, “poiché i mercati azionari tendono ad essere lungimiranti, ci aspetteremmo un rapido rimbalzo a qualsiasi segnale di fine del conflitto e di ripristino dei flussi energetici”.

Per navigare questa crisi, UBS GWM suggerisce una strategia in due fasi. “Per navigare questa crisi, abbiamo affermato che gli investitori dovrebbero rimanere investiti e posizionati per il rialzo, poiché fare trading sugli eventi geopolitici è raramente una strategia vincente”, si legge nel report. Allo stesso tempo, la banca consiglia di “ridurre progressivamente i rischi di portafoglio più a lungo dura la crisi, attraverso hedging, diversificazione e riduzione delle esposizioni cicliche”.

In particolare, gli esperti della banca suggeriscono tre mosse concrete. In primo luogo, raccomandano di sostituire l’eccessiva esposizione ciclica con obbligazioni di qualità a breve durata, specialmente in Europa. “I mercati obbligazionari stanno ora prezzando tre aumenti dei tassi da parte della Bce e due da parte della Banca d’Inghilterra quest’anno, e nessun taglio da parte della Fed”, si osserva nel documento, segnalando una possibile opportunità per “bloccare” le elevate aspettative sui tassi.

In secondo luogo, UBS GWM suggerisce di aggiungere materie prime, tra cui petrolio e oro, come copertura. Sebbene i prezzi del petrolio potrebbero crollare in caso di risoluzione, l’esposizione a questa risorsa rimane un diversificatore interessante. Per quanto riguarda l’oro, sebbene abbia sottoperformato dall’inizio del conflitto a causa delle aspettative sui tassi e del dollaro forte, la banca ritiene che “l’oro potrebbe registrare un rally sostanziale se i mercati iniziassero a concentrarsi sull’impatto negativo sulla crescita di un periodo prolungato di prezzi energetici elevati”.

Infine, il report consiglia di sostituire parte dell’esposizione azionaria diretta con soluzioni che offrano un certo grado di protezione del capitale. L’attuale contesto, caratterizzato da una volatilità (VIX a 26,78) non ancora estrema ma in aumento, e da aspettative sui tassi elevate, offre termini potenzialmente interessanti per questo tipo di strategie difensive.

In conclusione, Haefele e il suo team ribadiscono la necessità di un approccio disciplinato ma flessibile. “L’attuale contesto richiede sia disciplina che agilità”, si legge nel rapporto. “Sebbene l’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran aumenti il rischio di interruzioni prolungate dell’approvvigionamento energetico e di una maggiore volatilità del mercato, la storia mostra che i mercati possono riprendersi rapidamente quando le tensioni geopolitiche si allentano”. Il consiglio centrale rimane quindi quello di rimanere strategicamente investiti, ma di gestire attivamente il rischio attraverso la diversificazione e la riduzione delle esposizioni cicliche in eccesso.