I dividendi europei hanno dimostrato una resilienza notevole nei primi mesi del 2026. A evidenziarlo è un recente report di Goldman Sachs, secondo cui questo andamento riflette da un lato una robusta stagione di utili nel primo trimestre e dall’altro la minore sensibilità ai tassi di interesse, grazie alla durata più breve dei dividendi rispetto ad altre attività finanziarie.
La forza degli utili e il peso dei settori
Secondo gli analisti della banca d’affari, il momentum degli utili a livello globale è rimasto forte nel secondo trimestre dell’anno. A livello settoriale: “l’oil & gas, le risorse di base e il tech hanno guidato le revisioni al rialzo degli utili, mentre auto, viaggi e tempo libero e i settori consumer hanno subìto revisioni al ribasso”. Tra i singoli titoli, Eni, TotalEnergies, Repsol e ASML si distinguono per forti revisioni al rialzo, mentre Vivendi, Stellantis, Renault e Orange hanno registrato le revisioni più negative.
Il punteggio di rischio dividendo
Il report introduce un sistema di valutazione chiamato Dividend Risk Score (DRS), che combina variabili fondamentali e di mercato per valutare la salute dei dividendi. Gli analisti spiegano: “I titoli con punteggi elevati, come ASML, Santander e Société Générale, hanno già un’elevata crescita implicita dei dividendi”. I titoli difensivi, come Iberdrola ed Enel, si collocano in una fascia media, con una crescita stabile ma più bassa. Al contrario, “la crescita implicita dei dividendi per i titoli con punteggi bassi, ad esempio BMW e Lufthansa, riflette già fondamentali più deboli”. Alcuni, come Renault, BP e Crédit Agricole, mostrano punteggi relativamente alti ma una crescita negativa.
Volumi e i titoli più attivi
Un dato interessante riguarda la concentrazione dei volumi di scambio sui dividendi a livello di singolo titolo. Quasi il 40% dei volumi complessivi da inizio anno è riconducibile al settore finanziario, mentre il resto si distribuisce tra consumi discrezionali, industriali e utilities. “I nomi più attivi sono dominati dalle banche – BNP, Santander, Intesa, UniCredit – insieme ad auto come Mercedes-Benz e Renault, e a Energy/Utilities come Enel, Engie ed E.ON”, si legge nel report.
Le previsioni per l’Euro Stoxx 50
Per l’indice Euro Stoxx 50, la casa d’investimento ha moderatamente alzato le previsioni sui dividendi grazie a una stagione degli utili generalmente favorevole. Tuttavia, gli analisti avvertono: “Il potenziale di rialzo per il 2027 è sempre più limitato, mentre il 2028 ha iniziato a performare meglio, con un beta relativamente basso rispetto alle azioni e curve dei dividendi in fase di irripidimento”.
Il caso delle banche europee
Le banche europee hanno riconfermato il loro impegno verso rendimenti più elevati per gli azionisti. “I premi per il rischio sui dividendi impliciti rimangono relativamente bassi per il 2027 e i rendimenti impliciti si sono stabilizzati”, osservano gli esperti. Le curve dei dividendi sono piatte nel front-end e inclinate negativamente dal 2028 in poi. Molti istituti, inclusi i medi player come Bank of Ireland e Monte dei Paschi, stanno convergendo verso modelli di distribuzione integrale, con payout ratio fino al 100%. Anche i riacquisti di azioni rimangono una componente centrale, con Santander che ha eseguito un programma da 7 miliardi di euro e BBVA che combina 5,2 miliardi di rendimenti in contanti con 4 miliardi di buyback.
Le società con le migliori e peggiori prospettive
Guardando ai singoli titoli, le previsioni per il 2027 vedono Banco Santander, Adidas e ASML in testa per la crescita implicita del dividendo per azione, con tassi intorno al 20-30%. Société Générale e Safran sono anch’esse nella coorte di testa. Al contrario, le revisioni al ribasso più nette hanno colpito Bayer, Stellantis e Lufthansa. In termini di variazioni negli ultimi tre mesi, UBS, Carrefour e Generali hanno registrato i maggiori aumenti della crescita implicita, mentre Bayer ha subito un crollo del 73%, il peggiore tra tutti i titoli analizzati.
Rischi e conclusioni
Nonostante il quadro positivo, gli analisti di Goldman Sachs invitano alla cautela. “Con i venti favorevoli microeconomici della stagione degli utili che si stanno affievolendo, i venti contrari macroeconomici legati alla guerra in Medio Oriente potrebbero pesare maggiormente sui mercati.
In sintesi, i dividendi europei offrono ancora opportunità, specialmente sul fronte delle scadenze più lunghe, ma l’incertezza geopolitica e la fine del ciclo di revisioni degli utili potrebbero limitare ulteriori sorprese positive nei prossimi mesi.
