Difesa, nuovi massimi per la spesa globale: l’analisi di VanEck sul settore

La spesa globale per la difesa ha raggiunto un nuovo traguardo storico, toccando i 2.900 miliardi di dollari nel corso del 2025. Si tratta dell’undicesimo anno consecutivo di aumento, con un incremento complessivo superiore al 40% nell’ultimo decennio. Sebbene il ritmo di crescita abbia mostrato un lieve rallentamento rispetto all’anno precedente, gli analisti di VanEck sottolineano come il trend di fondo resti solido e strutturale.

Secondo Dmitrii Ponomarev, Product Manager di VanEck, “questa crescita sostenuta evidenzia uno spostamento strutturale delle priorità geopolitiche, in cui difesa e sicurezza sono diventate pilastri centrali della spesa pubblica in tutte le regioni”. L’esperto avverte tuttavia che “le traiettorie future della spesa restano però legate alle priorità politiche e ai vincoli di bilancio, fattori che potrebbero generare periodi di volatilità”.

Europa e Asia trainano l’espansione

L’aumento della spesa militare risulta particolarmente accentuato al di fuori degli Stati Uniti. L’Europa ha fatto registrare una crescita netta del 14% nel 2025, mentre la regione Asia-Oceania ha segnato un +8,1%. Questi numeri riflettono l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e la continua attenzione alla modernizzazione militare.

Ponomarev osserva che “la crescita della difesa globale assume una base sempre più ampia, sostenendo un comparto industriale della difesa più solido e diversificato”. Il contesto attuale, spiega il manager, è favorevole alle società lungo l’intera catena del valore, “dagli appaltatori principali tradizionali ai fornitori di tecnologie avanzate come sistemi aerospaziali, cybersicurezza e dotazioni di nuova generazione”.

In Europa l’accelerazione appare particolarmente significativa: la spesa militare è raddoppiata nell’ultimo decennio, alimentando non solo maggiori volumi di approvvigionamento ma anche investimenti di lungo termine nelle capacità industriali nazionali, con i governi che puntano a rafforzare l’autonomia strategica e la resilienza.

Il ruolo della Nato e le prospettive future

Guardando avanti, la traiettoria della spesa per la difesa rimane orientata al rialzo, sostenuta dall’evoluzione degli impegni della Nato. Nel giugno 2025, i membri dell’Alleanza hanno concordato di portare l’obiettivo complessivo di spesa correlata alla difesa al 5% del Pil, con almeno il 3,5% destinato alla spesa militare di base. Un cambiamento che, secondo Ponomarev, “sostiene le aspettative di una crescita continua degli investimenti europei nella difesa, anche se tempi di attuazione e definizioni della spesa ammissibile possono variare da Paese a Paese”.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, nonostante un calo temporaneo nel 2025 dovuto a minori finanziamenti supplementari, la direzione di medio termine dovrebbe rimanere costruttiva. Secondo i dati dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), le priorità di fondo della difesa statunitense come la modernizzazione nucleare e la competizione strategica con la Cina continuano a sostenere un livello di spesa di base elevato.

Possibile nuovo ciclo al rialzo dal 2026

Lo slancio politico indica possibili ulteriori aumenti. Negli Stati Uniti sono state avanzate proposte per ampliare in modo significativo la spesa militare, con ambizioni che puntano a un bilancio della difesa da 1.500 miliardi di dollari. Ponomarev sottolinea però che “tali proiezioni restano subordinate all’approvazione politica, alle dinamiche di bilancio e alle più ampie condizioni macroeconomiche, e potrebbero non concretizzarsi come previsto”.

Il Product Manager di VanEck invita alla cautela: “Sebbene il settore della difesa appaia strutturalmente sostenuto dai trend geopolitici e dagli impegni politici, gli investitori dovrebbero restare consapevoli dei rischi legati al mutare delle priorità governative, ai vincoli di bilancio, agli sviluppi normativi e alla volatilità di mercato, tutti fattori che possono influenzare ritmo e distribuzione della crescita futura”.

Un fenomeno globale, non solo regionale

Il messaggio finale di Ponomarev è chiaro: “È importante sottolineare che la spesa per la difesa non è una storia regionale ma globale: la crescita si sta ampliando in Europa, Asia e altre regioni, evidenziando la rilevanza di un’esposizione diversificata e globale al settore della difesa rispetto a un focus puramente regionale”. Un invito a guardare oltre i confini nazionali per cogliere le opportunità di un comparto che, numeri alla mano, non accenna a fermare la sua corsa.