Lo scorso marzo è stato segnato dall’escalation bellica in Iran, con i prezzi del petrolio alle stelle e i mercati azionari sotto pressione. Eppure, a differenza di quanto si potrebbe immaginare, gli investitori privati italiani non hanno ceduto al panico. Nessuna fuga dall’azionario, nessun deflusso massiccio da ETF o singoli titoli. Anzi, qualcuno ha raccolto il guanto di sfida, puntando proprio sui settori più colpiti dalla crisi.
A fotografare il comportamento di oltre 135.000 clienti italiani è lultima ricerca di DEGIRO, piattaforma evoluta di trading online e parte del gruppo flatexDEGIRO, tra i leader in Europa del settore con 3,5 milioni di clienti.
Calo tecnico, non psicologico
Il patrimonio complessivo dei clienti investito in titoli ha registrato a marzo un calo del 5,1% rispetto a febbraio. Un dato che, a prima vista, potrebbe preoccupare. Ma come spiega lanalisi, la flessione è da attribuire principalmente agli effetti di mercato (il ribasso generalizzato dei corsi) e non a una ridda di vendite.
A sostegno di questa tesi, due indicatori chiave:
- La quota di azioni sul totale del patrimonio è scesa solo marginalmente, dal 35,1% al 34,6%.
- La percentuale allocata in ETF è addirittura salita, passando dal 58,7% al 59,2%.
Segno che gli investitori hanno mantenuto le proprie posizioni, limitandosi ad aumentare leggermente la liquidità (dal 7,2% al 7,9%) come forma di prudenza, non di fuga.
Tecnologia regina, ma occhio allenergia
Nonostante le perdite su alcuni big del settore, i titoli tecnologici restano i preferiti dagli italiani, con una ponderazione del 32,8%. Nvidia, Alphabet, Tesla, Amazon e Meta guidano ancora la classifica per volumi investiti, sebbene con variazioni mensili negative a doppia cifra (Meta -14,4%, Tesla -11,5%).
Ma la sorpresa arriva dai comparti energetici e petroliferi. In scia al rincaro delle materie prime, il patrimonio investito in questo segmento è aumentato del 12% su base mensile. Il caso più eclatante è Eni, che ha messo a segno un +22,9% nel volume di asset gestiti, balzando al 12° posto della classifica generale. Ottime performance anche per Telecom Italia (+29%) e Nexi (+20%).
Allopposto, i più penalizzati sono stati i materiali di base, con un crollo del 21% degli investimenti, e alcune società minerarie come Collective Mining (-21%) e Kinross Gold (-20%).
Le blue chip italiane tengono il campo
Tra le società italiane più amate spiccano i classici del listino. Intesa Sanpaolo è decima assoluta per asset in custodia, seguita da Eni, Pirelli, Enel, UniCredit, Leonardo, Monte dei Paschi e Ferrari. Un dato che conferma l’attaccamento degli investitori domestici ai titoli nazionali, visti come presidio anche in momenti di incertezza.
Gli italiani hanno mantenuto la calma
Marzo non è stato un mese per i deboli di cuore ha commentato Federico Garavaglia, Country Head Italy di DEGIRO e ciò che emerge è come gli investitori italiani abbiano mantenuto una relativa calma nonostante le turbolenze. I cali degli asset investiti sono di natura più tecnica, legati al ribasso dei mercati. Nel complesso, sebbene la guerra in Iran non abbia lasciato indenni i portafogli, la stragrande maggioranza ha tenuto duro.
Garavaglia avverte però che il Medio Oriente resta una fonte di instabilità: Nonostante il cessate il fuoco di 14 giorni recentemente annunciato, un calo sostenuto dei prezzi dellenergia non è affatto certo.
DEGIRO guarda al 2027
A livello di gruppo, flatexDEGIRO punta ad accelerare la crescita. Secondo la presentazione per il CEO tour di aprile 2026, lambizione per il 2027 è raggiungere ricavi per circa 650 milioni di euro (+35% rispetto al 2024) e un utile netto di 200 milioni (+78%). In Italia, intanto, il broker continua a investire: dopo il lancio del crypto trading e del securities lending (attivato a febbraio 2026), lobiettivo è ampliare la base clienti, oggi oltre 135.000 unità, e migliorare lefficienza operativa anche grazie allintelligenza artificiale nel servizio clienti.
