Correzione o normalità statistica? Pharus spiega cosa aspettarsi

Venerdì scorso il mercato si è ricordato che la gravità esiste. Un dato sul mercato del lavoro americano più forte del previsto ha rimesso in discussione i tagli dei tassi. I semiconduttori hanno guidato le vendite, il Nasdaq ha chiuso la settimana con un calo significativo e quello che sembrava un sano ritracciamento dell’intelligenza artificiale si è rapidamente trasformato in qualcosa di più brusco. A farlo notare è il team di gestione di Pharus, che di seguito spiega nel dettaglio la propria view.

I catalizzatori già nell’aria

Secondo il team di Pharus, i catalizzatori erano già nell’aria da giorni. “La guidance deludente di Broadcom, gli aumenti di capitale inattesi da parte di grandi nomi tecnologici (vedi Alphabet e si parla anche di Meta), i tassi che continuavano a salire su dati economici ancora caldi. Venerdì tutto è confluito insieme”. Non è stata una sorpresa per chi guardava sotto la superficie. “Era esattamente il tipo di correzione che un mercato con aspettative molto alte e ampiezza in calo prepara nel tempo, prima di scaricarla in fretta”.

Il caso Broadcom: aspettative troppo alte

Giovedì scorso Broadcom ha pubblicato i suoi risultati trimestrali. Numeri solidi, crescita nel segmento dell’intelligenza artificiale, una trimestrale decente. Eppure le azioni hanno ceduto oltre il 13% dopo la chiusura. Il motivo? “Perché le previsioni sui ricavi dell’AI erano leggermente più basse delle attese. Non era un disastro. Era semplicemente meno di quello che il mercato si aspettava. Questo non è un segnale di recessione. È il segnale di un mercato che ha incorporato troppe aspettative nei prezzi”. Il team di Pharus sottolinea che le stime di crescita degli utili a lungo termine per l’S&P 500 si trovano ai massimi storici.

Un rally su gambe strette

Un dato tecnico evidenziato riguarda la partecipazione al rally. Il nuovo massimo storico dell’S&P 500 di martedì scorso è stato raggiunto con solo il 52% dei titoli dell’indice scambiati al di sopra della propria media mobile a 50 giorni. A gennaio quella percentuale era intorno al 75%. “Il mercato sale, ma lo fa su gambe sempre più strette. Sono pochi titoli, quasi tutti concentrati nel segmento dei semiconduttori e dell’AI, a trainare l’intero indice. Un campanello d’allarme che merita attenzione”.

Il segnale delle grandi IPO

Il team di Pharus richiama l’attenzione anche sulle grandi IPO in arrivo. SpaceX si appresta a quotarsi il 12 giugno a una valutazione di circa 1.770 miliardi di dollari, diventando la settima società americana per capitalizzazione, davanti a Tesla. Dopo di lei, si parla di OpenAI e Anthropic entro la fine dell’anno. “Chi si quota sceglie il momento in cui il mercato è disposto a pagare i prezzi più alti: non è una coincidenza, è razionale.” Ma c’è un meccanismo concreto: quotazioni di queste dimensioni costringono i gestori passivi a vendere posizioni esistenti per fare spazio ai nuovi ingressi. “Storicamente, le ondate di grandi quotazioni tendono a concentrarsi nelle fasi mature dei cicli rialzisti — quando l’entusiasmo è alto e i venditori privati sanno che il momento per monetizzare non potrebbe essere migliore. Non è un segnale che il mercato stia per crollare. È un segnale che il ciclo è avanzato”.

Cosa fare: nessuna aggressività

Dal punto di vista operativo, il team di Pharus è chiaro. “Questa non è una fase di mercato in cui ha senso aggiungere esposizione in modo aggressivo. Il trend è intatto, ma dopo nove settimane consecutive di rialzi, con valutazioni tese, ampiezza in calo, momentum che si indebolisce sui massimi, e una Fed che si avvicina a una riunione complicata, il rapporto rischio-rendimento per nuovi ingressi sull’indice non è favorevole”.

Una pausa normale

“Perché una pausa arriverà. Non sappiamo quando. Potrebbe essere una settimana, potrebbero essere due mesi. Ma un ritracciamento in questo contesto non sarebbe una sorpresa — sarebbe una normalità statistica.” La differenza tra chi è preparato e chi non lo è “non è una questione di intelligenza o di fortuna. È una questione di lavoro fatto prima, quando tutto sembra andare bene. Quando sembra, cioè, esattamente come adesso”.

In sintesi

“Il quadro di lungo periodo resta costruttivo. Ma sul breve periodo esistono ragioni concrete per non essere compiacenti. Le aspettative sono molto alte, la partecipazione al rally si sta restringendo, il petrolio non è ancora rientrato e la Fed deve navigare tra inflazione persistente e un’economia che dovrebbe rallentare, ma apparentemente tiene alla grande.” Il compito dell’investitore, conclude il team di Pharus, “non è prevedere il prossimo massimo o il prossimo minimo. È costruire un portafoglio che possa resistere a entrambi — senza essere mai costretto a vendere nel momento sbagliato”.