Cfa Society Italy: in peggioramento il sentiment sull’economia italiana

Il sentiment degli analisti appartenenti alla CFA Society Italy sull’economia italiana segnala un peggioramento delle attese a medio termine, a fronte di una fase ciclica corrente giudicata nel complesso stabile rispetto alle precedenti rilevazioni. Il quadro resta improntato alla cautela, in uno scenario internazionale ancora caratterizzato da elementi di incertezza, pur con segnali di graduale normalizzazione sul fronte geopolitico. È quanto emerge dal CFA Italy Sentiment Index di giugno, rilevazione condotta tra gli associati di CFA Society Italy.

Presente più stabile, ma cala nuovamente la fiducia sul futuro

Circa il 60% degli intervistati giudica oggi stabile il quadro macroeconomico, segnalando un miglioramento della percezione rispetto ai mesi precedenti sia per l’Italia sia per le principali economie avanzate.

Tuttavia, sulle prospettive a sei mesi torna a prevalere la cautela: il CFA Society Italy‑Sentiment Index di giugno è sceso a ‑45,8 punti, in calo di quasi 14 punti rispetto alla precedente rilevazione, interrompendo il recupero osservato nel mese passato.

Nel dettaglio, si è ridotta sensibilmente la quota di analisti che prevede un miglioramento: solo il 4,2% degli intervistati indica uno scenario più favorevole per l’economia italiana nei prossimi sei mesi, in calo di 7,8 punti percentuali. Il 45,8% si attende condizioni stabili, mentre sale al 50% la quota di chi prevede un peggioramento, in aumento di 6 punti rispetto al mese precedente.

Le criticità riguardano l’intera Area euro, mentre per gli Stati Uniti, pur all’interno di un quadro ancora negativo, il livello di pessimismo appare più contenuto rispetto alla rilevazione precedente.

Inflazione persistente e tassi ancora sotto pressione

Lo scenario di crescita debole resta accompagnato da pressioni inflazionistiche persistenti. Tra il 70% e il 75% degli intervistati prevede un ulteriore aumento dei prezzi al consumo nelle principali economie, una quota sostanzialmente invariata rispetto ad aprile.

In linea con questo contesto, permane l’attesa di una politica monetaria restrittiva: gli operatori indicano possibili rialzi dei tassi nel breve termine da parte della Banca centrale europea e rendimenti obbligazionari a lungo termine orientati al rialzo su scala globale.

Borse senza direzione, prevale l’attendismo

Sul fronte dei mercati azionari emerge un atteggiamento più prudente. Dopo il miglioramento registrato nella precedente rilevazione, le aspettative tornano a essere improntate all’attendismo, con una previsione di andamento laterale per i principali indici internazionali

Cambi: dollaro atteso in indebolimento, yen in rafforzamento

Sul mercato valutario, infine, torna a prevalere l’aspettativa di un indebolimento del dollaro statunitense, che ha mostrato una capacità di apprezzamento limitata anche nelle fasi più acute di avversione al rischio.

Resta invece diffusa l’attesa di un rafforzamento dello yen giapponese, sostenuto dalle prospettive di una normalizzazione in senso più restrittivo della politica monetaria da parte della Bank of Japan.