Cathie Wood, fondatrice di Ark Invest non teme il ribasso dei tecnologici e anzi coglie la flessione per aumentare le posizioni. In un’intervista rilasciata a ClassCNBC durante il suo road show europeo a Roma, ha spiegato perché il mercato sta attraversando una fase fisiologica e non l’inizio di una crisi strutturale.
La paura della bolla è un segnale positivo
La correzione nel settore tecnologico non deve spaventare, secondo Cathie Wood, come riportato da MF. “La paura della bolla sui tecnologici è sana. Il mercato è diventato prudente e io ne sono felice. Anzi, ho comprato SpaceX sui ribassi”, ha dichiarato la fondatrice e ceo di Ark Invest. Paragonando la situazione attuale a quella del 2000, Wood ha sottolineato una differenza fondamentale: allora non c’era ansia nel mercato, mentre oggi le preoccupazioni ci sono e sono legittime, soprattutto per la dimensione degli investimenti sulle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. La sua ricerca indica però che quegli investimenti sono necessari, perché questa rivoluzione è molto più grande dello sviluppo della ferrovia che preparò il terreno alla rivoluzione industriale.
Eccessi localizzati e opportunità nell’healthcare
Wood riconosce che in alcune aree del mercato ci sono eccessi. Ha citato Micron e SK Hynix, che hanno triplicato il valore tra marzo e giugno, scontando moltissime buone notizie e margini non sostenibili. Ma ha precisato che si tratta di una parte limitata del mercato. Guardando all’AI fisica, alla robotica e alla mobilità autonoma, le valutazioni sono molto più razionali. Il settore dove è più evidente che i prezzi non riflettono i valori reali è quello dell’healthcare. L’AI avrà un enorme impatto sulle scienze della vita: il costo e il tempo necessario per scoprire e sviluppare nuovi farmaci crolleranno, e la diagnostica avanzata aiuterà i medici a individuare le malattie anche prima che siano evidenti. Ma il mercato non l’ha ancora compreso.
Buy the dip e il parallelo con gli anni Ottanta
Nei giorni di ribasso, Ark Invest è entrata in modalità “buy the dip”. Wood ha tracciato un parallelo con gli anni Ottanta e Novanta, quando nonostante inflazione, tassi alti, rischi geopolitici e crisi finanziarie, il mercato dimostrò la sua forza scalando il “Wall of Worries” e vivendo una lunga età dell’oro per le azioni.
SpaceX: una scommessa sui data center orbitali
Wood ha difeso l’acquisto di SpaceX dopo il calo seguito al debutto in borsa. L’azienda era già profittevole con Starlink, e l’acquisizione di xAI ha aperto nuove prospettive. Secondo Wood, SpaceX con xAI sarà una neo-cloud company, la prima a portare data center orbitali nello spazio. Nei prossimi anni il costo di un data center orbitale sarà inferiore a quello di uno terrestre, senza dover affrontare burocrazia o opposizioni locali. SpaceX potrà disporre di più potenza di calcolo di ogni altra compagnia al mondo e sviluppare i modelli AI più avanzati. Il suo vantaggio competitivo è enorme, dieci anni avanti a tutti nella capacità di riutilizzare i razzi.
Tesla: non solo auto elettriche
Wood ha ribadito la sua fiducia in Tesla, nonostante il calo del 14% da inizio anno e le valutazioni elevate. Ha spiegato che definire Tesla come un produttore di veicoli elettrici sarebbe riduttivo: l’azienda è tre cose insieme, ovvero robotica, accumulo di energia e intelligenza artificiale. Il robotaxi può trasformare Tesla da azienda automobilistica a basso margine (intorno al 15%) in un business con margini lordi dell’80% e ricavi ricorrenti, come in un modello in abbonamento. Wood ha detto di credere che Elon Musk e il team stiano preparando nuovi robotaxi e cybercab e che entro la fine dell’anno ci sarà un rollout molto più ampio di quanto il mercato si aspetti.
OpenAI e Anthropic: la crescita esplosiva dei ricavi
Ark Invest è stata la prima negli Stati Uniti a inserire OpenAI nei propri Etf. Wood ha paragonato la crescita di Anthropic, che in sei mesi ha portato il suo ARR da 9 a 47 miliardi di dollari dopo il lancio di Claude CoWork, a quanto ha richiesto a Salesforce 25 anni. OpenAI, già su una base di ricavi di circa 30 miliardi, con il recente rilascio di Codex potrebbe crescere con una curva simile, a forma di mazza da hockey.
Liquidità in attesa e il ruolo dei tassi
Alla preoccupazione che le maxi IPO assorbiranno liquidità dal mercato, Wood ha risposto che ci sono forze nella direzione opposta. Solo negli Stati Uniti ci sono circa 8 mila miliardi di dollari nei fondi monetari, molta liquidità in attesa. Inoltre c’è un grande trasferimento di ricchezza intergenerazionale: i giovani che ereditano i portafogli dei baby boomer vogliono partecipare al nuovo mondo. Quanto al rialzo dei tassi, Wood ha ricordato che nel 2017 e 2018, quando la Fed alzava i tassi, Ark Invest ha avuto due dei migliori anni della sua storia. La cosa più importante è la produttività, e il nuovo presidente Fed Kevin Warsh considera la produttività una forza antinflazionistica.
Le cinque piattaforme del futuro
Wood ha indicato le tecnologie del futuro su cui Ark Invest punterà di più: robotica, accumulo di energia, intelligenza artificiale, blockchain e sequenziamento multi-genomico nelle scienze della vita. All’interno di queste piattaforme ci sono 15 tecnologie diverse che stanno convergendo. Una correzione, ha concluso, la stiamo già vivendo, ma per Ark Invest è salutare.
