Nonostante i recenti scossoni dei mercati, i programmi di buyback delle aziende europee continuano a rappresentare un importante sostegno per le Borse del Vecchio Continente. Secondo l’ultimo rapporto di Barclays, le riconquiste di azioni proprie hanno ancora ampio margine di corsa, con oltre il 60% dei programmi annunciati che deve ancora essere eseguito.
“Le riconquiste di azioni rimangono un importante vento di coda”, scrivono gli analisti della banca d’affari britannica, guidati da Emmanuel Makonga ed Emmanuel Cau. “L’esecuzione sta procedendo al di sopra delle medie stagionali, le incertezze legate al periodo di blackout si stanno attenuando e oltre il 60% dei programmi annunciati deve ancora essere speso”.
A luglio, il valore dei riacquisti ha rappresentato circa il 2,5% dei volumi scambiati sull’indice Stoxx 600. Un dato in leggero calo rispetto ai picchi recenti ma comunque superiore alla media del periodo successivo al 2021. I settori più attivi sono stati quello finanziario, industriale ed energetico.
Il periodo di blackout sta volgendo al termine
Uno degli elementi chiave evidenziati nel report è la fine del cosiddetto “earnings blackout”, il periodo in cui le aziende sospendono i programmi di buyback in prossimità della pubblicazione dei risultati trimestrali. “La finestra successiva al blackout dovrebbe rivelarsi di sostegno”, sottolineano gli analisti. “Il periodo di blackout degli utili sta ora terminando, consentendo alla domanda delle imprese di riprendere”.
Storicamente, spiega Barclays, le azioni europee tendono a performare meglio dopo il picco del blackout, poiché la capacità di riacquisto delle società torna a normalizzarsi. “Le azioni europee storicamente hanno performato bene dopo il picco del periodo di blackout, aggiungendo un impulso positivo ai flussi verso la fine dell’estate”, afferma il rapporto.
Un flusso di annunci ancora ricco
Il mese di luglio ha visto un numero di annunci di nuovi programmi di buyback superiore alla media storica, a testimonianza del fatto che l’appetito delle imprese rimane intatto. I settori che hanno guidato questa tendenza sono stati quello finanziario, i beni di consumo di base e l’industriale. “Questo allargamento dovrebbe aiutare a sostenere l’esecuzione oltre l’attuale stagione di presentazione dei risultati”, commenta Barclays.
Un ulteriore elemento di supporto arriva dagli utili aziendali. La stagione delle trimestrali del secondo trimestre ha registrato una forte accelerazione della crescita degli utili, rafforzando la visibilità sui flussi di cassa. “Con la crescita degli utili per azione per l’anno fiscale 2026 che dovrebbe rimanere robusta, il contesto degli utili dovrebbe sostenere la prosecuzione dei programmi di buyback”, osservano gli analisti.
Oltre il 60% dei programmi deve ancora essere eseguito
Il dato forse più significativo contenuto nel rapporto è che più del 60% dei programmi di buyback annunciati per il 2026 deve ancora essere portato a termine. “L’esecuzione residua è concentrata nel quarto trimestre e oltre, suggerendo che la spinta dei riacquisti dovrebbe persistere dopo l’estate”, scrive Barclays.
Tra le società con il maggior ammontare di riacquisti ancora da eseguire rispetto alla capitalizzazione di mercato, gli analisti citano Derwent London, British American Tobacco, Ferrovial, St James’s Place, Skandinaviska Enskilda Banken, Intesa Sanpaolo, Reply, Shell, Repsol, Symrise e London Stock Exchange Group. Per queste aziende, il sostegno al titolo potrebbe rivelarsi particolarmente significativo.
Il rendimento per gli azionisti resta elevato
Gli analisti di Barclays sottolineano come il rendimento totale per gli azionisti in Europa rimanga su livelli elevati, tra il 5% e il 7%, combinando dividendi e buyback. “I rendimenti per gli azionisti europei rimangono elevati, tra il 5 e il 7%, con una grande quota di programmi annunciati ancora da eseguire“, si legge nel rapporto.
Un aspetto importante riguarda la sostenibilità di questi payout. “I pagamenti rimangono ben coperti dalla generazione di cassa”, affermano gli analisti, con i settori dell’automotive, delle assicurazioni e delle banche che mostrano i rendimenti totali più alti. Tuttavia, gli esperti mettono in guardia dal guardare solo al rendimento complessivo: “il solo rendimento complessivo sottostima le differenze in termini di sostenibilità”.
La copertura dei flussi di cassa liberi rimane confortevole nella maggior parte dei settori, in particolare nel software e nei trasporti. “Questo favorisce la focalizzazione su settori ad alto rendimento in cui le distribuzioni rimangono ben coperte, piuttosto che cercare semplicemente il pagamento più elevato”, raccomanda Barclays.
Buyback come strumento di diversificazione
Il report di Barclays dedica infine un’attenzione particolare al paniere di azioni che hanno annunciato programmi di buyback, che si è rivelato un efficace strumento di diversificazione. “Il nostro paniere di annunci di buyback ha esteso il suo vantaggio sullo Stoxx 600 nel terzo trimestre finora, rivelandosi un buon diversificatore attraverso le turbolenze dell’intelligenza artificiale e il ritorno della volatilità”, scrivono gli analisti.
Il paniere, recentemente ribilanciato, ha ora una maggiore esposizione ai settori finanziario, energetico e industriale. “Il più recente ribilanciamento del paniere lascia il paniere più orientato verso i settori finanziario, energetico e industriale, aumentando l’esposizione sia alla domanda delle imprese che al miglioramento dell’appetito per il rischio in Europa”, spiega Barclays. Nel contempo, il profilo del paniere rimane in gran parte indipendente dall’andamento dell’intelligenza artificiale.
Le azioni incluse nel paniere includono, tra le altre, Universal Music, Richemont, Evolution, Repsol, Shell, 3i Group, Banco Comercial Português, DNB, EQT, HSBC, Intesa Sanpaolo, London Stock Exchange, St James’s Place, Standard Chartered, UBS, Fresenius Medical Care, Siemens Healthineers, Airbus, Babcock International, Siemens, AAK e Reckitt Benckiser.
