Le nuove turbolenze in Medio oriente hanno riportato in primo piano i rischi inflattivi legati soprattutto ai rialzi dei prodotti energetici e le reazioni dei mercati si sono subito indirizzate ad anticipare le prossime mosse delle banche centrali, scommettendo su prossimi rialzi dei tassi.
Ma a raffreddare queste aspettative ci hanno pensato i dati sul Cpi di giugno negli Usa, dove il dato sull’inflazione è calato al 3,5%, risultando ben al di sotto delle stime che lo indicavano al 3,8%, riducendo drasticamente le probabilità di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve, nella prossima riunione di fine mese. Interessante poi il commento del neo governatore della Fed, Kewin Warsh, ha affermato che i dati sull’inflazione non significano che la missione sia compiuta e che, dopo il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), non pensa che tutto vada per il meglio, aggiungendo che si tratta di un singolo dato e mettendo in guardia dal sovra interpretarlo o dal selezionarlo in modo arbitrario, aggiungendo che se la Fed ricevesse diversi mesi di letture dell’inflazione simili, si sentirebbe più tranquillo.
I titoli del Tesoro Usa hanno registrato un rialzo dopo la sorpresa del dato sull’inflazione, sebbene parte del movimento si sia poi attenuato, con il rendimento dei titoli statunitensi a due anni che è sceso fino a 14 punti base prima di assestarsi verso il 4,13% e quello dei titoli statunitensi a dieci anni che si è ripreso attestandosi intorno al 4,55% dopo un iniziale calo al 4,52%; per completare la curva il Treasury trentennale ha un rendimento in area 5,08%.
Guardando all’Eurozona, lo spread tra Btp e Bund rimane in area 78 punti base con il nostro benchmark in area 3,9% e il Bund al 3,12%. Pertanto nessun titolo è sotto il 3% ed il gruppo è chiuso dalla Bulgaria con il 4,26% di rendimento. La media dei titoli EU è al 3,53%.
Rialzo anche per i Gilt inglesi dove il rendimento decennale si attesta al 4,93% di media, rimanendo vicino ai massimi recenti. L’incertezza ha acuito i timori di inflazione, spingendo gli investitori a scommettere su ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra, con i mercati che prevedono almeno un aumento quest’anno e un’alta probabilità di un secondo.
Le nuove emissioni governative sotto la lente
Tra i governativi si è mossa la Germania con sei miliardi di titoli brevi, scadenza 2028 con cedola del 2,7%, Isin DE000BU22148 e prezzo d’emissione a 99,839 con taglio da un centesimo +1c. Aumenti su titoli già in circolazione tra cui il Bund 3,4% 2047 e anche sul 2,5% scadenza 2054.
L’Unione Europea è tornata sul mercato dei capitali con un’emissione complessiva di 11 miliardi di euro attraverso un nuovo bond a cinque anni (Isin EU000A4EXVK3) e una nuova tranche a 20 anni (Isin EU000A4ES497). La domanda è stata molto elevata, pari a 177 miliardi in tutto e a circa 16 volte l’importo offerto. Nel dettaglio, il nuovo quinquennale con scadenza 13 ottobre 2031 è stato emesso per un importo di sei miliardi contro ordini per 83 miliardi (x 13,8 volte). La cedola è stata fissata al 2,875% e con un prezzo di 99,662 per un rendimento lordo annuale del 2,947%. Questi risulta a premio di 26 punti base sul Bund di pari durata. Per quanto riguarda la nuova tranche a 20 anni, trattasi della scadenza 12 ottobre 2046 con cedola al 4%. Il prezzo di re-offer è stato di 99,759, corrispondente a un rendimento annuo lordo del 4,018% e a premio di 55,5 punti base sul Bund ventennale.
Tra gli emergenti, il Kenya sta valutando un programma di riacquisto di Eurobond per un valore di 500 milioni di dollari statunitensi durante l’anno fiscale che si concluderà a giugno 2027, al fine di estendere le scadenze e attenuare le pressioni sui rimborsi. Finanziata da nuovo debito in dollari, l’iniziativa dipende dall’interesse degli investitori, con i potenziali surplus destinati al finanziamento del bilancio. Si tratterebbe del quarto programma di riacquisto di Eurobond in due anni. Attualmente classificato dal FMI come Paese ad alto rischio di crisi del debito, il Kenya detiene un debito estero totale di 43,7 miliardi di dollari statunitensi alla fine di marzo, di cui 10,6 miliardi in Eurobond, 15,3 miliardi nei confronti della Banca Mondiale e 4,7 miliardi dovuti alla Cina.
Le nuove obbligazioni corporate sotto i riflettori
Mediocredito Centrale, la Banca del Mezzogiorno (MCC) controllata dal MEF attraverso Invitalia, ha concluso con successo il terzo collocamento di un prestito obbligazionario Social unsecured senior preferred per 500 milioni di euro, con una cedola a tasso fisso annua del 3,75%, prezzo di emissione 99,695, re-offer yield 3,816% e scadenza 16 gennaio 2032. Il collocamento, destinato a investitori istituzionali, ha registrato ordini complessivi per circa 1,2 miliardi di euro. Rating BBB, lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille, Isin IT0005723066. Mcc ha già emesso in precedenza due social bond per complessivi 900 milioni.
Tra i corporate e finanziari, Jefferies Financial Group, società di investment banking, ha collocato obbligazioni senior per 850 milioni di euro, con una cedola fissa annua del 4,50% e un rendimento effettivo del 4,544%. Le obbligazioni scadranno il 15 luglio 2033, con il regolamento dell’offerta previsto per il 15 luglio 2026. Durante il collocamento sono stati raccolti ordini per 2.9 miliardi di euro, 3.5 volte l’ammontare emesso. La guidance iniziale di MS+175 area è stata rivista ed abbassata a MS+155 punti base sul tasso midswap di riferimento. Rating Baa2/BBB/BBB+ e Isin XS3435704575. La società intende utilizzare i proventi netti per scopi aziendali generali.
Mileway Europe, la piattaforma di logistica controllata da Blackstone, ha emesso un’obbligazione senior unsecured a doppia tranche da 1,5 miliardi di euro, per un importo superiore a quello inizialmente previsto. Questa emissione di debutto diversifica le fonti di finanziamento al di fuori del bilancio di Blackstone e comprende due tranche: 850 milioni di euro a quattro anni e 650 milioni di euro a sette anni. La prima tranche ha scadenza nel 2030, prime indicazioni di rendimento in area MS+135 punti base sopra il tasso swap. La seconda tranche ha scadenza nel 2033, prime indicazioni di rendimento in area +179/175 punti base sopra il tasso midswap. Poco dopo l’annuncio, l’operazione ha registrato un forte slancio, attraendo clienti di alta qualità e generando un portafoglio ordini ben diversificato per tutta la mattinata. La domanda totale ha raggiunto un picco di oltre 3,8 miliardi di euro in anticipo rispetto alle previsioni, gli ordini hanno raggiunto due miliardi sulla tranche a quattro anni e 1,8 miliardi sulla tranche a sette anni. Rating assegnato alle obbligazioni Baa2.
Vesteda Finance ha lanciato la sua quarta emissione green bond da 500 milioni di euro con scadenza quadriennale e una cedola del 3,75%. L’emissione ha riscosso un successo eccezionale sul mercato, attirando ordini per oltre sette miliardi di euro, circa 13 volte l’ammontare in emissione. Lo spread iniziale di MS+135 punti base sopra il tasso midswap, è stato rivisto e abbassato a MS+90, 40 punti base sotto la guidance iniziale. Rating assegnato all’obbligazione A.
La maison Valentino si prepara ad emettere obbligazioni per finanziare il debito bancario. Le obbligazioni scadranno nel 2033 e riconosceranno un interesse pari all’euribor a sei mesi più un margine del 3%. I titoli non riceveranno un rating. Saranno ammortizzabili, con rimborsi parziali che inizieranno due anni dopo l’emissione. Ammontare dell’emissione obbligazionaria 450 milioni di euro, Isin XS3423983249 con taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.
Da Iliad sono arrivati sul mercato 650 milioni di euro con scadenza 2031 con cedola del 4,125%, con prezzo d’emissione a 99,977 che si è mantenuto stabile anche nel grey market successivo. Taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila e Isin FR0014019WY8.
Molto attiva la Goldman Sachs in area retail, che ha emesso cinque miliardi di euro divisi su tre titoli. Il primo è un tasso variabile con scadenza 2030 per 1,25 miliardi, con cedola euribor 3m +78 che esprime la prima cedola al 3,27%, Isin XS3447650907. Con tasso fisso del 3,643% sono i due miliardi con scadenza 2030, Isin XS3447651202, mentre la cedola sale al 4,102% per gli 1,75 miliardi con scadenza 2034 e Isin XS3447651111. Tutti i titoli hanno taglio da mille euro con multipli di milla.
Passando al dollaro, sempre Goldman Sachs ha raccolto dieci miliardi di dollari tramite un’emissione in tre tranche, con taglio minimo da mille euro con multipli di mille. In totale ha raccolto 3,5 miliardi di dollari tramite un’obbligazione 6NC5 con un rendimento del 5,24%, Isin US38145GAV23; 3,5 miliardi di dollari tramite un’obbligazione 11NC10 con un tasso del 5,655%, Isin US38145GAW06 e tre miliardi di dollari tramite un’obbligazione 31NC30 con un rendimento del 6,215%, Isin US38145GAX88. Le obbligazioni senior non garantite hanno rating A2/BBB+/A. I proventi saranno utilizzati per scopi aziendali generali. L’emissione è avvenuta dopo una solida trimestrale che ha superato le aspettative.
Multi scadenza in dollari dalla multinazionale Bayer, che attraverso la sua controllata in Usa ha emesso titoli su varie scadenze con taglio istituzionale da 200mila dollari con multipli di mille. Si parte da un miliardo al 2031 con cedola del 5,125% e Isin USU07264AN10; si passa al 2033 con cedola del 5,375% per 750 milioni, Isin USU07264AR24; 1,5 miliardi per l’emissione 2036 con cedola del 5,625%, Isin USU07264AP67; cedola del 6,25% per i 500 milioni con scadenza 2046 Isin USU07264AS07; infine la scadenza più lunga è la 2056 con cedola del 6,375% per 1,25 miliardi con Isin USU07264AQ41.
A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker
