Bond high yield europei in trasformazione tra carry e rischi geopolitici

Il mercato delle obbligazioni high yield europee si trova a un bivio. Da un lato, fondamentali solidi e rendimenti interessanti continuano ad attrarre gli investitori; dall’altro, spread ai minimi e tensioni geopolitiche consigliano la massima prudenza. A fare il punto della situazione è Alexis Renault, Global Head of High Yield di Oddo BHF AM, che delinea un panorama in evoluzione, segnato da una crescente diversificazione delle fonti di finanziamento delle aziende del Vecchio Continente.**

Un ecosistema in evoluzione

Il primo elemento di novità riguarda la struttura stessa del finanziamento alle imprese europee. Storicamente legate al credito bancario, le aziende stanno progressivamente modificando le proprie abitudini.

“Storicamente, le società europee hanno fatto maggiore affidamento sui prestiti bancari rispetto alle controparti statunitensi, riflettendo una preferenza di lunga data per il relationship banking”, spiega Renault. Tuttavia, questo scenario sta mutando rapidamente. “Di fronte alle pressioni normative, ai maggiori requisiti patrimoniali e a una spinta strategica più ampia verso la razionalizzazione dei bilanci, le banche europee si sono progressivamente ritirate dal credito aziendale tradizionale”.

Questa ritirata sta aprendo la strada al mercato delle obbligazioni high yield. “Una quota crescente di imprese — che spazia dai produttori di beni industriali alle società di servizi e ai fornitori di assistenza sanitaria — sta attingendo al mercato delle obbligazioni high yield per soddisfare le proprie esigenze di finanziamento”, afferma il manager, prevedendo che “questa tendenza a lungo termine continui e gli operatori di mercato anticipano un’ulteriore crescita delle emissioni high yield in Europa”.

La qualità del credito come scudo: il predominio dei rating BB

Un punto di forza peculiare del mercato europeo, secondo l’analisi di Oddo BHF AM, risiede nella sua qualità creditizia superiore rispetto alla controparte statunitense.

“Una delle caratteristiche distintive dell’universo high yield europeo è la qualità del credito relativamente elevata”, sottolinea Renault, citando un dato significativo: “Circa il 64% del mercato è composto da emittenti con rating BB — la fascia più alta del credito non-investment grade — contro il 54% del corrispettivo statunitense”. Questa solidità non è casuale, ma “riflette sia una cultura fiscale europea più rigorosa, sia la tendenza di molte aziende regionali a entrare nel segmento high yield partendo da una posizione di relativa forza finanziaria”.

A ciò si aggiunge una maggiore diversificazione settoriale e una duration più bassa, un fattore tecnico ma cruciale nell’attuale contesto. “Una duration contenuta riduce la sensibilità ai tassi di interesse, fattore cruciale in un contesto segnato da incertezza politica, tensioni geopolitiche e dubbi sulla traiettoria dell’inflazione”, spiega l’esperto.

Performance eterogenee e rischi all’orizzonte

Nonostante la solidità di fondo, il mercato non è immune da turbolenze. Negli ultimi mesi, la performance è stata a macchia di leopardo.

“Sanità, telecomunicazioni e selezionati emittenti nei beni industriali e nel comparto Travel & leisure hanno fornito contributi positivi, sostenuti da flussi di cassa stabili e un miglioramento delle condizioni di business”, osserva Renault. Al contrario, “immobiliare e tecnologia hanno sottoperformato, penalizzati da maggiori costi di finanziamento, domanda debole in alcuni sottosettori e dai timori sui rischi di rifinanziamento”.

Il quadro dei rischi, per il manager, è ben delineato e va monitorato con attenzione. “I principali fattori di rischio includono le tensioni geopolitiche, il protezionismo e le elevate valutazioni di mercato”. Un esempio concreto? “Le misure protezionistiche, come i recenti dazi statunitensi, hanno causato un temporaneo allargamento degli spread high yield, pesando sulle performance”. Un monito chiaro: “Le elevate valutazioni degli asset, infine, lasciano poco margine di errore in caso di deterioramento del quadro macroeconomico”.

La strategia: selettività e ricerca di resilienza

In un contesto di spread compressi ma fondamentali ancora solidi, la parola d’ordine per gli investitori non può che essere una: selettività.

“I fondamentali del credito high yield europeo rimangono relativamente solidi, mentre i livelli di rendimento offrono un carry e una resilienza interessanti”, conferma Alexis Renault, delineando la linea d’azione per i prossimi mesi.

Tuttavia, in un mare di incertezze, è fondamentale scegliere le imbarcazioni più solide. “In questo scenario, privilegiamo gli emittenti con forti capacità di rifinanziamento, modelli di business sostenibili e fondamentali solidi”, conclude il Global Head of High Yield di Oddo BHF AM. L’obiettivo è navigare a vista, capitalizzando il carry offerto dai rendimenti, ma senza mai perdere di vista i rischi sistemici che potrebbero innescare nuove ondate di volatilità.