Bond cinesi: le indicazioni di Neuberger Berman

Nonostante un contesto macroeconomico complesso e una fase di transizione politica, la Cina rimane un pilastro centrale per gli investitori obbligazionari con vista sui mercati emergenti. A delineare le prospettive per il gigante asiatico è di seguito Rob Drijkoningen, co-head of Emerging Markets Debt di Neuberger Berman, che in un’analisi dedicata suggerisce un approccio cauto ma mirato, puntando su settori di alta qualità in un mercato ancora profondo e liquido.

Mercato obbligazionario cinese tra solidità e innovazione

Nonostante le turbolenze, il mercato del debito cinese continua a offrire rifugio e opportunità per chi sa scegliere con cura. Drijkoningen sottolinea come il Paese mantenga una posizione dominante nella regione, grazie a fondamentali solidi in comparti strategici.

“La Cina rimane il mercato più grande dell’Asia ed è profondo e liquido. Il Paese offre opportunità agli investitori nel mercato obbligazionario, che risiedono in attività di alta qualità e settori con fondamentali solidi – come l’intelligenza artificiale e la produzione avanzata – dove un’attenta selezione può sfruttare il potenziale di riprezzamento in un contesto macroeconomico complesso e di transizione politica”, spiega l’esperto. Un cenno particolare viene fatto al settore immobiliare, per anni tallone d’Achille dell’economia, su cui “riteniamo inoltre che il governo sia più determinato a stabilizzare”.

Prospettive macro: crescita sotto il 5% e politica espansiva

Lo scenario macroeconomico per i prossimi anni si preannuncia in rallentamento ma non privo di direzioni chiare. La crescita del PIL è attesa in calo, con una ripresa a due velocità.

“Da un punto di vista macroeconomico, le nostre prospettive per la Cina rimangono costruttive ma discontinue. Prevediamo che la crescita del PIL rallenterà al di sotto del 5% nel 2026”, afferma Drijkoningen. Il quadro che emerge è eterogeneo: “il settore manifatturiero e le esportazioni sono relativamente resilienti, mentre i consumi rimangono deboli a causa del freno strutturale del settore immobiliare”.

In vista del prossimo piano quinquennale, Pechino dovrà giocare su più tavoli. “Prevediamo che l’attenzione politica si concentrerà in futuro sul bilanciamento tra la stabilizzazione a breve termine e il riequilibrio a medio termine”, con un orientamento “moderatamente espansivo e incentrato sull’offerta, con un graduale allentamento monetario e una politica fiscale più proattiva per garantire un’ampia liquidità”.

Strategie di portafoglio e rischi all’orizzonte

Per gli investitori internazionali, la Cina è un peso troppo grande per essere ignorata, ma l’esposizione va calibrata con precisione. Neuberger Berman suggerisce una presenza strategica, ma con un approccio selettivo, data la complessità del contesto.

“Dal punto di vista dell’allocazione di portafoglio, la Cina rimane strategicamente importante dato il suo peso nelle catene di approvvigionamento globali e nei benchmark dei mercati emergenti”, spiega Drijkoningen. Tuttavia, “al momento preferiamo un’esposizione selettiva e con un budget di rischio piuttosto che un’esposizione beta ampia”.

Sul fronte dei pericoli, l’orizzonte è dominato dalle tensioni internazionali e dagli squilibri interni. “I rischi chiave per il futuro sono principalmente di natura geopolitica, in particolare la politica commerciale degli Stati Uniti e le potenziali ripercussioni su altri partner, insieme alla sovraccapacità in alcuni settori e al continuo freno rappresentato dalla debolezza del settore immobiliare e dalle pressioni deflazionistiche”, conclude l’esperto di Neuberger Berman.