Quando i mercati sembravano aver dimenticato per un attimo le questioni mediorientali e iniziavano ad approfondire temi di macroeconomia e politiche delle banche centrali, ecco arrivare come un fulmine a ciel sereno durante il vertice Nato di Ankara, la ripresa del conflitto tra Usa ed Iran, che violando la tregua, hanno riportato alla volatilità di un paio di settimane fa.
Ad accompagnare la confusione dei listini azionari si sono aggiunti i mercati del reddito fisso, dove i rendimenti hanno ripreso a salire per i timori inflazionistici legati al rialzo delle materie prime. Basta vedere lo spread tra Btp e Bund decennale che è tornato sopra gli 80 punti dopo che era sceso sotto quota 70. Il rendimento del nostro decennale sale al 3,9%, ma lo stesso Bund che era sceso ben al di sotto del 3% con minimi del 2,85%, è ritornato in area 3,1% i termini di rendimento. Ovviamente nell’Eurozona si è rotto l’equilibrio raggiunto e alcuni governativi hanno scavallato di nuovo al di sopra del 4%, come nel caso della Bulgaria che è la peggiore del gruppo al 4,25% circa. Risale così anche la media EU che si attesta al 3,55%. Anche per i principali governativi internazionali il trend è lo stesso, con il Gilt del Regno Unito decennale che sfiora il muro del 5% e il Treasury Usa che si riporta vicino al 4,6%.
Le nuove emissioni governative sotto la lente
Non sono mancate anche questa settimana le offerte di nuovi titoli per gli investitori, tra questi spiccano i nuovi titoli proposti dal Tesoro, che ha raccolto sei miliardi di dollari americani tramite un’emissione articolata in tre tranche: 2,5 miliardi di dollari tramite un titolo a cinque anni con un rendimento del 4,626%, 2,5 miliardi tramite un titolo a dieci anni con un rendimento del 5,166% e un miliardo tramite un titolo a 30 anni con un rendimento del 6,101%. A fronte dei sei miliardi complessivamente emessi, gli ordini sono stati pari a 19,7 miliardi di dollari (3,3 volte l’offerta). I titoli con caratteristica “senior unsecured” hanno ottenuto i rating Baa2/BBB+/BBB+. I proventi saranno destinati alle esigenze generali dello Stato. Gli Isin sono rispettivamente XS3441656454, XS3441656611 e XS3441656702, i tagli sono però da 200mila dollari con multipli di mille e quindi non indirizzati alla clientela retail.
L’Ungheria che ha rating Baa2/BBB, ha emesso via sindacato due nuovi bond in euro, il primo per 1,5 miliardi ha cedola del 3,5% con scadenza nel 2032, Isin XS3435288413, con prezzo d’emissione a 99,405; il secondo ha scadenza nel 2037, sempre per 1,5 miliardi con cedola fissata al 4,25% e prezzo di 99,737. Isin XS3435288769 con taglio minimo da mille euro conmultipli di mille, il titolo è uscito nel momento migliore della settimana ed in grey market ha successivamente limato il prezzo in area 99.
Dall’Unione Europea è arrivata un’offerta di titoli per sei miliardi con scadenza a cinque anni e cedola del 2,875%. Il prezzo d’emissione a 99,662 e il successivo calo verso quota 99, ha portato il rendimento a scadenza verso il 3%. Isin EU000A4EXVK3 e taglio per tutte le tasche avendo il minimo di un euro con multipli di uno.
Sui mercati emergenti, l’Argentina punta a riconquistare lo status di “investment grade” entro la fine di un eventuale secondo mandato della presidenza Milei, nel 2031, prima di tornare sui mercati internazionali del debito. Il Ministro dell’Economia Luis Caputo ha affermato che i miglioramenti del rating a “B-” da parte di Fitch ed S&P favoriscono questo percorso; l’accesso al mercato rimane tuttavia facoltativo e subordinato a costi ragionevoli, prendendo come riferimento il tasso del 6,3% applicato a una linea di credito da due miliardi di dollari garantita dalla Banca Mondiale. Il Governo locale prevede di emettere debito in dollari sul mercato locale per coprire il fabbisogno residuo del 2026 e le scadenze del 2027 (pari a circa 25 miliardi di dollari), puntando a raccogliere due miliardi entro la fine dell’anno e cinque miliardi nel 2027. Il Paese stima un avanzo di finanziamento pari a 3,7 miliardi di dollari.
I nuovi corporate sotto i riflettori
Dalla parte dei finanziari, la Deutsche Bank, con rating BBB/A-, ha emesso un miliardo di senior non preferred al prezzo di 99,587 con cedola del 3,625%, con scadenza nel 2032, il taglio minimo è da 100mila euro con multipli di mille, Isin DE000A5GS0P0
Senior preferred da 600 milioni da Intesa Sanpaolo, con scadenza nel 2031 e cedola del 3,432%, Isin XS3441697722 e taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila. Sempre Intesa ha affiancato a questa emissione, un titolo a tasso variabile per 500 milioni di euro, con caratteristica trimestrale euribor + 69 che proietta la prima cedola che sarà corrisposta al 14 ottobre al 3,003%. Isin XS3441712034 ed anche per questo taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila.
Societe Generale è tornata sul mercato con un doppio deal: un’obbligazione a tasso variabile a due anni (Isin FR0014019PT2) e un’obbligazione a tasso fisso a cinque anni (Isin FR0014019PV8). La prima tranche ha scadenza 7 luglio 2028, prime indicazioni di rendimento in area +60 punti base sopra il tasso euribor a 3 mesi. La seconda tranche ha scadenza 7 luglio 2031, prime indicazioni di rendimento in area +95/100 punti base sopra il tasso midswap. Poco dopo l’annuncio, l’operazione ha registrato un forte slancio, attraendo clienti di alta qualità e generando un portafoglio ordini ben diversificato per tutta la mattinata. La domanda totale ha raggiunto un picco di oltre 5,9 miliardi di euro in anticipo rispetto alle previsioni, gli ordini hanno raggiunto 2,8 miliardi sulla tranche a tasso variabile e 3.1 miliardi sulla tranche a tasso fisso. La forte domanda ha consentito a SG di restringere i prezzi di 22 punti base sulla scadenza a due anni e di 27 punti base sulla scadenza a cinque anni, con una guidance di 3 mesi euribor +38 punti per la tranche variabile a luglio 2028 e MS+68 per la tranche fissa a luglio 2031. Nel dettaglio: la tranche luglio 2032 offre una cedola variabile trimestrale 3M+38, prezzo 100 e ammontare 1.250 miliardi di euro; mentre la tranche luglio 2031 offre una cedola fissa del 3,375% e prezzo 99,801 e ammontare 750 milioni di euro. Lotto minimo di negoziazione 100milas euro. Rating assegnato alle obbligazioni A1/A/A+.
Tra i corporate un nome raro in euro, ma sempre apprezzato soprattutto dai gestori che amano mantenerlo nei portafogli, si tratta dell’inglese Tesco, che ha emesso 500 milioni di euro con scadenza 2034 e cedola del 3,75%, Isin XS3437614228, prezzo d’emissione a 99,6 con rendimento a scadenza del 3,809%
La società immobiliare tedesca Aroundtown ha collocato con successo una nuova obbligazione con scadenza 14 luglio 2031 e ammontare 850 milioni di euro, raccogliendo ordini complessivi per circa due miliardi di euro. La solidità del libro ordini ha permesso all’emittente di rivedere al ribasso di 30 punti base le indicazioni di pricing iniziali, MS+170 punti base arrivando a un costo finale pari a MS+140 punti. Nel dettaglio si tratta di titoli con scadenza luglio 2031, cedola a tasso fisso pari a 3,625%, prezzo 97.294 e rendimento 4.237%. I tagli minimi dell’emissione sono di 100mila euro conmultipli di 100mila. I titoli avranno rating BBB e Isin XS3440165937.
Sixt rifinanzia il debito con un bond senior a tasso fisso L’obbligazione ha scadenza 4,5 anni e ammontare 500 milioni di euro. Prime indicazioni di rendimento in area MS+115, abbassate a MS+90 punti a chiusura del collocamento grazie a una raccolta di ordini che ha superato 1,6 miliardi di euro, pari a tre volte l’ammontare offerto. Le obbligazioni hanno scadenza il 15 gennaio 2031, un taglio minimo di mille euro con multipli di mille e riconoscono una cedola annua fissa del 3,75%, con un reoffer spread pari a 90 punti base sopra il tasso midswap e prezzo di emissione 98.53. Rendimento finale delle obbligazioni pari a 3.807%, Isin XS3375000729. L’obbligazione ha rating BBB.
UniCredit ha annunciato il lancio di una nuova obbligazione retail destinata alla negoziazione diretta sui mercati sul MOT (Borsa italiana). L’emissione presenta una durata di 25 anni e un tasso annuo lordo del 7% e la facoltà per l’emittente di procedere a un rimborso anticipato a partire dal terzo anno di vita del titolo. L’obbligazione, che ha codice Isin IT0005720542 e richiede un investimento minimo di mille euro prevede che gli interessi vengano corrisposti in un’unica soluzione alla scadenza naturale o, in caso di esercizio della call, alla data di rimborso anticipato. La scadenza del bond è fissata nel gennaio 2051. L’obbligazione fino al 22 luglio sarà offerta al prezzo di emissione pari a 100.
La maison di moda Valentino lancerà un nuovo bond da 450 milioni di euro entro la fine di agosto. L’obiettivo dell’operazione è rimborsare il debito contratto con le banche creditrici. Valentino non è l’unica casa di moda ad aver recentemente attinto al mercato obbligazionario privato. All’inizio di quest’anno Prada ha completato una vendita privata di obbligazioni decennali per 300 milioni di euro.
E’ stata una settimana molto attiva per i titoli in dollari, dopo la festività del 4 luglio che aveva ridotto le giornate lavorative della scorsa settimana.
Il deal della settimana è stato quello di Amazon in dollari, multi tranche su scadenze diverse. L’emissione obbligazionaria in otto tranche da 25 miliardi di dollari ha esercitato pressione sul debito delle società “hyperscale”, poiché gli investitori hanno venduto titoli esistenti per finanziare la nuova emissione, evidenziando una crescente stanchezza dopo un’ondata di finanziamenti legati all’intelligenza artificiale. L’operazione ha registrato una domanda di picco di circa 62 miliardi di dollari, circa la metà degli ordini generati dalla transazione da 37 miliardi di dollari di Amazon a marzo, e è stata sottoscritta solo 1,6 volte in eccesso, al di sotto della media per le emissioni investment grade statunitensi di quest’anno. L’offerta ha pesato sul credito tecnologico in generale, lasciando il settore tra i peggiori performer nel mercato secondario statunitense dei titoli high grade. La serie Amazon parte dal 4,60% luglio 2029, Isin US023135EB86 emesso per 3,5 miliardi; 4,8% luglio 2031, Isin US023135EC69 emesso per 4,25 miliardi; 5,1% 2033, Isin US023135ED43 emesso per tre miliardi, 5,3% luglio 2036 Isin US023135EE26, emesso per 4,5 miliardi; 6% luglio 2046, Isin US023135EF90, emesso per 2,75 miliardi, 6.1% luglio 2056 per quattro miliardi, e infine il più lungo 6,25% 2066 emesso per 2,25 miliardi con Isin US023135EH56. Rating assegnato A1/AA/AA- con tagli per tutti da 2mila dollari con multipli di mille.
Enel Finance ha raccolto 2,5 miliardi di dollari Usa tramite un’operazione articolata in tre tranche: un miliardo di dollari tramite un’obbligazione a tre anni con un rendimento del 4,73%, Isin USN3070QAE63; 750 milioni di dollari tramite un’obbligazione a cinque anni con un rendimento del 4,979%, Isin USN3070QAF39 e 750 milioni di dollari tramite un’obbligazione a dieci anni con un rendimento del 5,519%, con Isin USN3070QAG12. I titoli senior unsecured hanno ottenuto i rating Baa1/BBB/BBB+ e hanno tagli minimi da 200mila dollari con multipli di mille. I proventi saranno utilizzati per finalità aziendali generali. L’emissione, garantita da Enel, ha ricevuto richieste di sottoscrizione in esubero per più di quattro volte, con ordini complessivi per un importo superiore ai 10 miliardi di dollari.
American Honda ha raccolto 1,8 miliardi di dollari tramite un’operazione articolata in tre tranche: 700 milioni di dollari attraverso un’obbligazione a tre anni con rendimento del 4,814%, 700 milioni tramite un titolo a cinque anni con rendimento del 5,056% e 400 milioni tramite un titolo a sette anni con rendimento del 5,286%. I titoli senior unsecured hanno ottenuto un rating A3/BBB+/A-. I proventi saranno destinati a finalità aziendali generali. L’emissione prevista di un titolo a tasso variabile (FRN) a tre anni è stata però accantonata durante la fase di indicazione del rendimento.
A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker
