Il Bitcoin riprende fiato dopo il rapido e consistente rally che dai 62.470 dollari di metà agosto ha spinto i corsi della criptovaluta al test della soglia a in area 80.000. Zona dove ora sta consolidando in trading range tra 76.650 e 81.265.

Un movimento, quello rialzista registrato di recente, come fa notare Luciano Serra, Country Manager Italy di Boerse Stuttgart Digital, guidato non solo da fattori tecnici come lo “short squeeze”, ma soprattutto da segnali strategici in arrivo dagli Stati Uniti: dalle manovre del Tesoro sui rendimenti dei bond fino alle prospettive normative del Clarity Act e alla proposta di una Riserva Strategica di Bitcoin”.
La scorsa settimana il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 30 anni ha raggiunto il massimo degli ultimi 19 anni. In risposta, il Tesoro statunitense ha annunciato un aumento dei riacquisti di titoli di Stato a lungo termine, determinando un calo dei rendimenti. “Ciò ha reso più interessanti altre classi di attività – spiega Serra – con l’aumento dei prezzi delle criptovalute, gli operatori che avevano scommesso su un calo dei prezzi sono stati costretti a chiudere le loro posizioni, accelerando ulteriormente il trend rialzista del Bitcoin e di altre risorse digitali. Nel gergo di mercato, questo fenomeno è noto come short squeeze. Inoltre, la scorsa settimana il governo statunitense ha annunciato l’intenzione di istituire una Riserva Strategica di Bitcoin e ha manifestato il proprio sostegno normativo al settore. Anche questo ha contribuito direttamente all’aumento dei prezzi”.
E prossimamente – aggiunge Serra – il Digital Asset Market Clarity Act (CLARITY Act) potrebbe dare ulteriore slancio al settore: la proposta di legge statunitense, infatti, mira a garantire una maggiore chiarezza normativa in materia di criptovalute e asset digitali. Il CLARITY Act è attualmente bloccato al Senato, ma le recenti dichiarazioni dell’amministrazione statunitense potrebbero dare nuovo impulso all’iter legislativo. Ulteriori indicazioni potrebbero emergere anche dall’incontro dei governatori delle banche centrali a Jackson Hole, dove i mercati cercheranno con attenzione segnali sulla futura politica monetaria della Fed.
