Barclays: “L’allargamento del rally azionario aspetta la pace”

Gli analisti di Barclays fanno notare come i mercati azionari globali abbiano toccato nuovi massimi questa settimana spinti dalle notizie su un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, come si legge in un loro recente report, la prosecuzione del rialzo e un vero allargamento del rally a tutti i settori dipendono da una conferma concreta della pace. Gli analisti Emmanuel Cau, Magesh Kumar Chandrasekaran, Emmanuel Makonga e Arihant Bohra Jain scrivono nel dettaglio: “Le notizie di una de-escalation aiutano a rompere la paralisi del mercato. Ma un ulteriore rialzo e un allargamento della crescita richiedono una conferma della pace e la riapertura dello Stretto di Hormuz il prima possibile, poiché il commercio dei semiconduttori appare ormai esteso”.

Il peso della tecnologia e lo shock energetico

Il report sottolinea poi che, nonostante la liquidità resti a supporto e gli utili del primo trimestre abbiano superato le stime grazie alla forza del comparto tecnologico e dell’intelligenza artificiale, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Le riserve di energia si stanno rapidamente esaurendo e il rischio di distruzione della domanda cresce. Gli analisti osservano: “Così, mentre la tecnologia continua a trainare, manca una partecipazione più ampia al mercato, specialmente in Europa, poiché lo shock energetico rappresenta un limite per questo spazio”.

Secondo Barclays, inoltre, il commercio dei semiconduttori appare ormai esteso e per un ulteriore rialzo è necessario un progresso tangibile sulla riapertura dello Stretto. In caso di svolta positiva, potrebbero beneficiarne in particolare i mercati europei, che hanno fortemente sottoperformato dall’inizio del conflitto, specialmente i titoli esposti ai consumi e sensibili ai tassi.

Le elezioni nel Regno Unito non cambiano le carte in tavola

Per quanto riguarda il Regno Unito, gli esperti di Barclays ritengono che le elezioni locali non siano un fattore decisivo per i titoli domestici, già penalizzati. I rendimenti dei titoli di Stato britannici a trent’anni hanno toccato i massimi dal 1998. I primi risultati elettorali indicano una perdita di seggi per il Partito Laburista, in linea con i sondaggi. Gli analisti commentano: “I nostri economisti pensano che, anche in caso di una sfida alla leadership e di un leggero cambiamento di indirizzo, i candidati alternativi saranno sensibili alle preoccupazioni del mercato sul mantenimento delle regole fiscali, enfatizzando l’equilibrio tra tasse e spesa, piuttosto che il ricorso a ulteriori indebitamenti”. Eventuali cambiamenti significativi alla politica fiscale non sarebbero probabili prima dell’autunno.

E’ tornato l’eccezionalismo americano

Il report analizza anche i flussi settimanali. Gli analisti evidenziano: “L’eccezionalismo statunitense è tornato, mentre i flussi azionari europei escluso il Regno Unito faticano”. I flussi complessivi verso l’azionario sono stati di 2,6 miliardi di dollari, molto al di sotto della media annuale. Solo gli Stati Uniti e i fondi globali hanno registrato ingressi, mentre i fondi europei escluso il Regno Unito hanno subito deflussi per sette delle ultime otto settimane. A livello settoriale globale, Energia e Finanziari guidano gli ingressi, mentre Tecnologia e Materiali registrano le uscite più ampie. I fondi obbligazionari hanno visto i maggiori afflussi dall’inizio della guerra in Iran.

Il calendario della prossima settimana

Guardando ai prossimi eventi, il calendario di Barclays segnala per la prossima settimana la pubblicazione dei dati sull’inflazione al consumo e alla produzione negli Stati Uniti, il prodotto interno lordo e la produzione industriale nell’Eurozona, il prodotto interno lordo nel Regno Unito e i dati sul credito in Cina. Da segnalare anche il vertice tra Stati Uniti e Cina in programma a Pechino il quattordici maggio.