Mentre l’attenzione dei media e degli investitori è quasi interamente catturata da SpaceX che ha di recente debuttato al Nasdaq, un gigante asiatico ha fatto il suo ingresso nel club delle società da mille miliardi di dollari con sorprendente discrezione. Samsung, il colosso sudcoreano dei semiconduttori e dell’elettronica di consumo, ha raggiunto questo traguardo nelle scorse settimane, unendosi a un’élite composta da soli 14 membri a livello globale.
“Con tutta l’attenzione concentrata sull’IPO di SpaceX di Elon Musk, e sulla valutazione megagalattica di questa società, è plausibile che l’ingresso di Samsung da qualche settimana nel club dei mille miliardi abbia avuto scarsa risonanza”, osserva Raheel Altaf, gestore del fondo Artemis SmartGARP Global Emerging Markets Equity di Artemis IM.
Valutazioni da capogiro: il paradosso Samsung
Ciò che rende l’ingresso di Samsung particolarmente degno di nota non è tanto la capitalizzazione raggiunta, quanto il prezzo al quale gli investitori possono acquistare le sue azioni. Il titolo del gruppo sudcoreano quota a un multiplo di appena sei volte gli utili attesi. Per comprendere l’entità di questa cifra, basti considerare che, escludendo Samsung, SK Hynix e Tesla, la società media appartenente al club dei mille miliardi passa di mano a circa 24 volte gli utili prospettici.
“La combinazione di forte crescita degli utili e valutazioni contenute continua a renderla la principale partecipazione dell’Artemis Funds (Lux) – SmartGARP Global Emerging Markets Equity“, sottolinea Altaf.
In termini pratici, ciò significa che il titolo Samsung potrebbe teoricamente quadruplicare senza alcun aumento delle stime sugli utili e comunque risultare in linea con le valutazioni prevalenti tra le altre società globali da mille miliardi di dollari. Un potenziale che pochi investitori possono permettersi di ignorare.
Numeri da record nel primo trimestre
I dati finanziari del primo trimestre dell’anno dipingono un quadro di straordinaria crescita. Il fatturato ha raggiunto 91,5 miliardi di dollari, rispetto agli 11,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo si è attestato a 39 miliardi di dollari, contro i 4,5 miliardi del primo trimestre del 2025.
Il cuore di questa performance è la divisione Device Solutions, che produce chip di memoria, processori e pannelli TV. L’esplosione della domanda di semiconduttori legata all’intelligenza artificiale ha creato una notevole carenza di questi prodotti a livello globale, consentendo a Samsung di aumentare i prezzi.
Intelligenza artificiale: il motore della crescita
Il gruppo sudcoreano sta accelerando lo sviluppo delle proprie soluzioni di memoria avanzata per consolidare la propria posizione competitiva. I moderni modelli di intelligenza artificiale basati su large language models richiedono memorie estremamente veloci, indispensabili per evitare colli di bottiglia nell’elaborazione dei dati da parte dei processori delle IA.
In questo contesto si inserisce il nuovo chip HBM4E di Samsung, una soluzione di memoria di nuova generazione progettata specificamente per affiancare le GPU di Nvidia, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica e ridurre la resistenza termica.
Oltre i chip: la strategia industriale
Samsung non è solo semiconduttori. Il gruppo è uno dei maggiori produttori mondiali di televisori e telefoni cellulari. Sebbene i margini del 6% per i pannelli e del 7,3% per i telefoni risultino più bassi rispetto al comparto chip, questi settori forniscono comunque un contributo rilevante alla redditività complessiva.
La strategia industriale si concentra sull’ottimizzazione dei costi e sul progressivo spostamento verso prodotti di alta gamma ad elevata marginalità, come schermi di grandi dimensioni e telefoni pieghevoli. Samsung trae vantaggio non solo dalla domanda di chip trainata dall’intelligenza artificiale, ma anche dalla crescente integrazione dell’AI nei propri prodotti tecnologici di consumo.
Il rischio della concentrazione nei mercati emergenti
La concentrazione del mercato nell’S&P 500, in un contesto dominato dall’impennata delle mega-cap tecnologiche, è ormai un fenomeno ampiamente riconosciuto. In passato, i primi dieci titoli rappresentavano circa il 20% dell’indice. Oggi quella quota è quasi raddoppiata.
Una dinamica analoga si osserva nei mercati emergenti. Da inizio anno questi ultimi hanno sovraperformato i mercati sviluppati, registrando un rialzo superiore al 25% a fine maggio, contro il +10,7% dell’indice MSCI World. Anche in questo caso, la performance è stata trainata da un numero ristretto di grandi società tecnologiche e del settore dei semiconduttori.
Ad aprile circa il 95% dei rendimenti dell’indice è stato generato dal comparto tecnologico. TSMC, SK Hynix e Samsung, da sole, hanno contribuito per circa il 70% della performance complessiva. Oggi queste tre società rappresentano quasi il 30% dell’indice MSCI Emerging Markets.
Il confronto
Mentre SpaceX ha debuttato in Borsa con grande clamore mediatico, numerosi osservatori sono scettici sulla sua valutazione. La domanda che molti si pongono è se assisteremo un giorno a questo momento come a quello in cui la bolla della tecnologia e dell’intelligenza artificiale si è gonfiata al massimo, raggiungendo il punto in cui aspettative ragionevoli diventano euforia e tracotanza.
“Nessuna delle azioni dei membri del club delle società da oltre mille miliardi di dollari incorpora nei prezzi aspettative così estreme come quelle che oggi accompagnano SpaceX — con la possibile eccezione di Tesla — ma i motivi di cautela non mancano”, avverte Altaf.
La strategia dell’investimento selettivo
Per gli investitori che cercano esposizione al settore tecnologico e all’intelligenza artificiale senza pagare valutazioni eccessive, Samsung rappresenta un’alternativa interessante. Il gestore del fondo Artemis ha recentemente aperto una posizione in SK Square, holding tecnologica la cui partecipazione del 20% in SK Hynix rappresenta la parte preponderante del suo valore di mercato. Il titolo tratta con uno sconto di circa il 40% rispetto al NAV, consentendo di acquistare indirettamente SK Hynix a un multiplo inferiore a quattro volte il rapporto fra prezzo e utili.
“Samsung dimostra che esistono modalità molto meno costose per esporsi ai grandi temi di crescita legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale”, conclude Altaf.
Essere selettivi e applicare una rigorosa disciplina valutativa può significare rinunciare a ulteriori rialzi alimentati dall’entusiasmo del mercato. Tuttavia, come sottolinea il gestore, questo approccio contribuisce a contenere il rischio e aumenta le probabilità di generare rendimenti più sostenibili nel lungo periodo.
