Azionario: cosa preferire in questa fase e cosa invece evitare secondo Lemanik

I mercati azionari stanno mostrando segni di consolidamento dopo il rally dei mesi precedenti, sostenuti principalmente dal ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale. A evidenziarlo è Andrea Scauri, gestore di Lemanik, che di seguito traccia un quadro dettagliato della situazione attuale dei mercati finanziari globali.

I temi preferiti: rinnovabili, semiconduttori e infrastrutture

Scauri indica quali sono i temi privilegiati dal fondo (da lui gestito) Lemanik High Growth. Tra questi figurano le rinnovabili e il titolo STM, che rimane una posizione chiave. In termini di rendimento da dividendo, Nexi si distingue con un rendimento dell’8%, 350 milioni di euro e un P/E a 12 mesi post-scissione pari a 6x.

Il gestore ha recentemente aggiunto Diasorin sulla scia delle recenti notizie molto negative che hanno spinto il prezzo del titolo a livelli che consideriamo un punto di ingresso molto interessante. Telecom Italia e Poste Italiane rimangono una posizione chiave sulla scia del solido caso di investimento, supportato da un panorama competitivo migliore e da una governance molto più lineare con l’ingresso di Poste Italiane.

Per quanto riguarda il settore finanziario, Scauri si mostra molto selettivo, con una preferenza per Bper e Mps: “Continuiamo a ritenere che i fondamentali rimangano solidi e ci aspettiamo un’ampia conferma delle guidance per l’anno fiscale durante la stagione di rendicontazione del primo trimestre 2026. Inoltre, i livelli di remunerazione tra i più alti del mercato, con un rendimento medio da dividendi per il 2026 previsto superiore al 7,5%, rappresentano un ulteriore fattore di sostegno. In questo contesto, il nostro titolo preferito rimane Bper, che dovrebbe beneficiare del consolidamento di Popolare di Sondrio e delle relative sinergie di integrazione”.

Le infrastrutture rappresentano un altro tema di interesse – secondo Scauri – trainate dagli investimenti pianificati dal fondo tedesco per il rinnovamento energetico, digitale e infrastrutturale, con Danieli Risp. tra i protagonisti.

Intelligenza artificiale: un ciclo strutturalmente solido

Lo straordinario flusso di capitali conferma che il tema dell’intelligenza artificiale rimane strutturalmente solido e che il ciclo di investimento è ben lungi dall’essere esaurito, sostiene Scauri. Allo stesso tempo, la crescente quantità di nuovo capitale azionario e di debito immessa nel mercato potrebbe ridurre l’effetto di scarsità che negli ultimi anni ha sostenuto le valutazioni dei principali beneficiari dell’intelligenza artificiale.

Un altro elemento interessante – a detta del gestore di Lemanik – è il rapido crollo dei costi dei token: “Da un lato, l’aumento dell’efficienza ha il potenziale di ridurre il costo di numerosi servizi e di esercitare pressioni disinflazionistiche nel lungo termine; dall’altro, sta accelerando l’adozione di tale tecnologia. Il risultato è un’espansione degli investimenti nelle infrastrutture digitali, nei semiconduttori, nell’energia e nei data center. Stiamo quindi entrando in una fase in cui i benefici dell’IA si diffonderanno progressivamente nell’economia reale, sostenendo un ampliamento della crescita degli utili e della performance di mercato al di là dei tradizionali vincitori di questa prima fase del ciclo”.

Crescita degli utili in Europa: prospettive positive

La crescita degli utili in Europa rimane su un andamento positivo e in miglioramento dall’inizio del conflitto, con aspettative al +13% su base annua nel 2026 e al +9% nel 2027, in forte ripresa dopo il -4% registrato nel 2025. “Questa dinamica – fa notare Scauri – si inserisce in un contesto di valutazione che rimane nel complesso ragionevole, con un P/E 2026-27E di 15x-13x, e sostenibile alla luce del calo dei prezzi dell’energia e delle aspettative di inflazione che, secondo le nostre previsioni, potrebbero migliorare o almeno rimanere ben ancorate. L’Europa continua inoltre a essere quotata con uno sconto rispetto agli Stati Uniti, rispettivamente 20x-16,6x, il che riflette in parte un tasso di crescita degli utili inferiore: Europa +13%/+9% contro USA +23%/+16%”.

## La rotazione fuori dalle big tech

I cosiddetti Mag7 hanno perso oltre 2,3 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato a giugno, con un calo del 10% nel mese e del 3% da inizio anno, segnando una forte rotazione fuori dale big tech, in parte legata anche alla riallocazione dei flussi verso nuove operazioni di raccolta di capitali nel settore.

Negli Stati Uniti, infatti, stiamo assistendo a una mobilitazione di capitali senza precedenti attorno al tema dell’intelligenza artificiale. Scauri stima che solo nel 2026 verranno raccolti circa 400 miliardi di dollari tra azioni, debito e finanziamenti privati destinati all’ecosistema dell’IA, un importo paragonabile all’intero mercato cumulativo delle IPO statunitensi tra il 2021 e il 2025.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a esempi emblematici di questa corsa al capitale: SpaceX ha effettuato la più grande IPO della storia con una valutazione attuale di circa 2.000 miliardi di dollari, Alphabet ha lanciato il suo primo aumento di capitale in oltre vent’anni raccogliendo circa 85 miliardi di dollari per accelerare gli investimenti nell’IA, Nvidia ha collocato obbligazioni IG per 25 miliardi di dollari a fronte di una domanda superiore a 85 miliardi di dollari, mentre Anthropic ha ottenuto circa 35 miliardi di dollari di finanziamenti da Apollo e Blackstone e si sta preparando per l’IPO. Anche SpaceX ha collocato un’emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari, con una domanda pari a circa 90 miliardi di dollari e un rendimento iniziale compreso tra +1,1% e +1,75% al di sopra dei titoli del Tesoro USA, superiore al livello delle obbligazioni societarie investment grade BBB.

Commodities in calo: petrolio e oro in ribasso

L’indice delle materie prime ha registrato un calo significativo a giugno, con il Bloomberg Commodities Index in calo del 9%. Il prezzo del petrolio è sceso del 20% nel mese e del 38% rispetto ai picchi di aprile, attestandosi a 73 dollari al barile, riflettendo una normalizzazione più rapida del previsto dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il rapido ritorno dei flussi dal Golfo, insieme al rilascio delle riserve strategiche, ha riportato temporaneamente il mercato fisico in una situazione di eccesso di offerta, soprattutto in Asia, come evidenziato dagli ampi sconti sui greggi africani e dal ritorno del contango sul Brent. Scauri ritiene tuttavia che questa fase sia transitoria, legata al disallineamento tra la rapida ripresa dell’offerta in Medio Oriente e il tempo tecnico necessario per la normalizzazione dell’attività di raffinazione in Asia. “Continuiamo a considerare i 70-80 dollari al barile come l’intervallo di equilibrio più plausibile per il Brent nel medio termine”.

Anche l’oro ha registrato un calo, dell’11% nel mese a 4.036 dollari l’oncia e del 25% rispetto al picco di 5.400 dollari raggiunto a fine gennaio, trainato dall’aumento dei tassi di interesse reali e da un dollaro forte.

Tassi e politica monetaria: verso un allentamento graduale

Sul fronte dei tassi, il rendimento del titolo decennale statunitense è sceso di 4 punti base al 4,40%, mentre le aspettative di inflazione sono diminuite di 16 punti base al 2,2%. Anche il rendimento del Bund è sceso di 8 punti base al 2,85%.

La curva statunitense continua a scontare più di un rialzo dei Fed Funds entro la fine del 2026, fino al 4%, mentre nell’Eurozona è scontato un ulteriore intervento restrittivo da parte della BCE fino al 2,5%. Scauri ritiene invece che il ciclo di rialzi sia sostanzialmente concluso e che le prossime mosse delle principali banche centrali vadano in direzione accomodante.

Negli Stati Uniti, la normalizzazione dei prezzi dell’energia, la stabilizzazione dell’inflazione core e i primi benefici dell’intelligenza artificiale sulla produttività dovrebbero favorire un graduale raffreddamento delle pressioni inflazionistiche. Inoltre, nel contesto di un debito pubblico elevato e di un predominio fiscale, mantenere i tassi reali a livelli troppo elevati comporterebbe il rischio di un inasprimento eccessivo delle condizioni finanziarie. La crescita rimane moderata anche nell’Eurozona, un elemento che limita la necessità di un ulteriore inasprimento monetario.

“Per questi motivi, continuiamo a ritenere che la Fed e la BCE siano più vicine a una fase di allentamento graduale piuttosto che a un nuovo ciclo restrittivo, con implicazioni favorevoli per gli asset rischiosi e per un progressivo calo dei tassi reali”, afferma Scauri.

La strategia del fondo: cautela e selettività

Scauri mantiene una visione moderatamente costruttiva sui mercati azionari. “Il quadro macroeconomico rimane coerente con una crescita resiliente e utili societari in aumento, in un contesto di fiscal dominance che consideriamo strutturale e che spingerà i tassi reali al ribasso, favorendo gli asset reali come le azioni. Riteniamo tuttavia che la prossima fase di mercato sarà caratterizzata da un progressivo allargamento della leadership, al di là dei pochi titoli e settori che hanno trainato gli indici negli ultimi trimestri. Il tema dell’intelligenza artificiale, a nostro avviso, rimane sostenuto da una domanda strutturalmente robusta, ma con una maggiore dispersione dei rendimenti lungo la catena del valore: dalla fase delle infrastrutture verso le applicazioni e le società che beneficeranno degli incrementi di produttività legati all’uso dell’intelligenza artificiale”.

Pur mantenendo un orientamento positivo, il gestore ritiene opportuno conservare una riserva di liquidità da utilizzare in caso di correzioni tattiche, più probabili durante il periodo estivo in un contesto di minore liquidità, crescente incertezza in vista delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti e aumento dell’offerta di titoli azionari da parte di società esposte al tema dell’intelligenza artificiale.

Settori da evitare: automotive e lusso

Scauri mantiene un approccio ancora cauto nei confronti dei settori più dipendenti dalla domanda dei consumatori, in attesa di una normalizzazione del contesto inflazionistico, in particolare per quanto riguarda il settore automobilistico, alla luce del profit warning di BMW e del continuo avanzamento in Europa dei costruttori cinesi, e quello del lusso, dove attendiamo ulteriori conferme sulla sostenibilità della crescita nella seconda parte dell’anno, con confronti più difficili e un contesto macroeconomico cinese ancora poco favorevole, anche alla luce di valutazioni non particolarmente attraenti, in linea con la media storica.

I titoli preferiti per la prossima fase del mercato

In questo contesto, la selettività assume un’importanza sempre maggiore nel macro-tema dell’IA. I titoli preferiti da Scauri sono STM, Prysmian e Technoprobe, in ordine di preferenza. L’estensione del rialzo verso settori più tradizionali e orientati al valore potrebbe essere favorita da una Fed meno restrittiva nella parte finale dell’anno, dal graduale allentamento delle tensioni energetiche e da valutazioni relativamente più attraenti al di fuori dei titoli puramente legati all’IA.

Il gestore prevede poi una ripresa dei settori finora sottoperformanti, quali il settore sanitario con Recordati, che presenta multipli interessanti, i titoli industriali esposti a tendenze strutturali quali il reshoring, le infrastrutture, l’automazione e l’elettrificazione, nonché il settore finanziario, sostenuto dalla ripresa del consolidamento bancario e da valutazioni ancora interessanti, unite a un’elevata remunerazione per gli azionisti.