Azionario, Barclays alza il livello di allarme: fine dell’era dei tassi bassi e volatilità in agguato

I mercati azionari stanno mostrando una straordinaria capacità di resistenza di fronte all’impennata del petrolio, all’aumento dei tassi di interesse e alle incertezze nel settore tecnologico. Gli utili aziendali solidi stanno finora sostenendo le quotazioni, come sottolineano gli analisti di Barclays nel loro report settimanale intitolato “Testing the limits“. Secondo il team di Barclays, “i solidi fondamentali hanno finora prevalso”, con i primi risultati del secondo trimestre che indicano una continua forza sia in Europa che negli Stati Uniti.

Tuttavia, il quadro potrebbe cambiare rapidamente. Il petrolio è tornato a quotare 100 dollari al barile, spingendo al rialzo le aspettative di inflazione sia negli Stati Uniti che in Europa, nonostante i recenti dati sull’inflazione fossero più morbidi, avvertono gli analisti, segnalando che i rischi si stanno spostando verso il ribasso.

La politica monetaria torna al centro dell’attenzione

La Banca Centrale Europea ha lasciato aperta la porta a un ulteriore rialzo dei tassi nella riunione di settembre, mentre la Federal Reserve nella prossima riunione probabilmente sottolineerà il proprio impegno nella lotta all’inflazione, anche se per ora manterrà i tassi invariati. Ma è la Banca del Giappone a destare particolare preoccupazione tra gli analisti.

“La BOJ sarà al centro dell’attenzione, con i recenti commenti hawkish che indicano un ritmo più rapido di rialzi dei tassi in arrivo, che ricordano l’episodio dello sgonfiamento delle carry trade dell’estate 2024”, scrive il team di Barclays. Questo scenario richiama alla memoria le turbolenze dei mercati dello scorso anno, quando l’inversione delle operazioni di carry trade aveva generato forte volatilità.

La fine del ciclo di allentamento globale

Secondo la visione di Barclays, “il ciclo globale di allentamento della politica monetaria è finito per sempre e gli asset rischiosi devono adattarsi alla nuova realtà di tassi reali più elevati”. Gli analisti sottolineano che tassi reali più alti raramente si accompagnano a bassa volatilità, e questo rappresenta una sfida significativa per gli investitori.

La domanda cruciale, come evidenziano gli analisti, è quale sia la soglia di tolleranza del presidente Trump verso un eventuale calo dei mercati. “Il Presidente ha mostrato finora poca tolleranza per azioni più basse e tassi più alti”, osservano, ricordando che la stagionalità pre-elettorale di metà mandato è tipicamente negativa, mentre il posizionamento degli investitori è vicino ai massimi.

Il settore bancario e quello dei ciclici sotto pressione

Le banche e i settori ciclici, che avevano guidato il rally europeo nel secondo trimestre, si trovano ora a fronteggiare un rinnovato rischio di stagflazione. Dopo il forte rimbalzo seguito all’accordo USA-Iran che aveva fatto scendere il petrolio, l’escalation delle tensioni sta rimettendo in discussione questa leadership.

“Ordinariamente, rendimenti reali più elevati rifletterebbero aspettative di crescita più forti e fornirebbero sostegno a banche e ciclici. Questa volta, tuttavia, l’aumento dei rendimenti è accompagnato da uno shock energetico avverso dal lato dell’offerta”, spiegano gli analisti di Barclays.

Se sostenuti, i prezzi elevati del petrolio potrebbero penalizzare la crescita, inasprire le condizioni finanziarie e rivelarsi meno favorevoli per quei settori che hanno guidato il mercato al rialzo, come i beni di consumo discrezionali.

Il futuro della tecnologia tra AI e utili

Il settore tecnologico rimane in bilico. I risultati di Google non sono riusciti a dissipare le preoccupazioni sulla sostenibilità e il finanziamento degli investimenti in intelligenza artificiale. Con la maggior parte delle grandi aziende tecnologiche che presenterà i propri conti nei prossimi giorni, molto resta in gioco per il comparto.

“I forti risultati di Google non hanno fatto molto per attenuare le preoccupazioni sulla sostenibilità e il finanziamento della spesa in AI”, annotano gli analisti, suggerendo che il mercato sta valutando con attenzione se gli ingenti investimenti nel settore siano giustificati dai ritorni futuri.

I flussi raccontano una storia di rotazione

A livello di flussi, la settimana ha visto un cambio di leadership verso i mercati emergenti, con la Cina in testa grazie agli acquisti delle istituzioni domestiche e del “National team”. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno registrato deflussi, mentre il Giappone ha attirato modesti afflussi.

Il settore tecnologico continua a dominare le allocazioni, attirando quasi il 40% dei flussi totali, mentre i servizi finanziari hanno beneficiato del momentum positivo degli utili. Nel complesso, gli afflussi netti sui mercati azionari da inizio anno hanno superato i 650 miliardi di dollari, trainati principalmente dai mercati sviluppati.

Le prospettive per l’estate

Con il mercato vicino ai massimi e i rischi macro che continuano a crescere, gli analisti di Barclays adottano un tono prudente. “L’asimmetria ai livelli attuali non ci sembra favorevole, suggerendo la necessità di hedging”, concludono.

Le prossime settimane saranno decisive: i risultati delle grandi aziende tecnologiche, insieme alle riunioni della Fed e della Banca del Giappone, potrebbero determinare la direzione dei mercati azionari per tutta l’estate. Gli investitori si trovano di fronte a un bivio tra la solidità degli utili e i rischi crescenti legati a petrolio e tassi, in un contesto in cui il margine di errore appare sempre più ridotto.