Asset allocation: ecco come muoversi nel 2026 secondo Franklin Templeton

Secondo l’analisi di Franklin Templeton Investment Solutions, presentata dal portfolio manager Pierluigi Ansuinelli, il 2026 sarà caratterizzato da tre macro temi chiave: un ampliamento delle opportunità di investimento, un irrigidimento delle curve dei rendimenti obbligazionari e un indebolimento del dollaro statunitense.

«Il 2026 si presenta – ancora – come un anno sostenuto dalla crescita», afferma Ansuinelli, sottolineando come, nel lungo periodo, sia proprio la crescita degli utili a giustificare la performance dei mercati azionari, in particolare quello statunitense.

Tuttavia, lo scenario offre spunti per una diversificazione geografica. «Le valutazioni favoriscono aree diverse da quella Usa», osserva il portfolio manager, presentando dati che mostrano come gli Stati Uniti, pur rappresentando solo il 26% del PIL mondiale, costituiscano il 63% della capitalizzazione di mercato globale e ben il 76% dei portafogli degli investitori. Questo squilibrio, unito a un panorama globale in evoluzione per profittabilità e politiche monetarie, suggerisce ampi margini per riequilibrare gli investimenti verso altre regioni.

Uno dei driver della crescita rimane la solidità degli utili aziendali, specialmente negli Usa, ma con segnali di miglioramento anche altrove. In questo contesto, Ansuinelli richiama l’attenzione sul massiccio investimento in capitale (CapEx) degli “hyperscalers” del tech, salito a circa 400 miliardi di dollari nel 2025. «Se fosse necessario ricorrere al debito, le stime suggeriscono che si potrebbero aggiungere ulteriori 700 miliardi di dollari di debito netto ai bilanci senza che la leva finanziaria netta superi una volta gli utili», spiega, indicando un potenziale per sostenere ulteriori sviluppi.

Sul fronte obbligazionario, l’atteso steepening (irrigidimento) della curva dei rendimenti presenta sia rischi che opportunità. «Rendimenti elevati nelle scadenze lunghe hanno impatto sul valore attuale degli utili futuri», avverte Ansuinelli, «ma curve ripide sono generalmente legate a migliori prospettive di crescita economica». L’enorme liquidità parcheggiata nei money market fund (trilioni di dollari) potrebbe cercare nuove destinazioni, creando opportunità in duration più lunghe, obbligazioni corporate, mercati emergenti e settori ciclici come le small cap e i finanziari.

Il terzo pilastro è il dollaro Usa. Pur rimanendo la valuta di riserva per eccellenza, «si prevede un deprezzamento, non un crollo», precisa il portfolio manager. Una sua debolezza potrebbe segnare un punto di svolta nella leadership geografica dei mercati, con ripercussioni sui costi energetici e sulle economie emergenti.

Infine, un focus speciale è riservato all’intelligenza artificiale. «Rispetto a innovazioni tecnologiche precedenti, l’AI offre il maggiore potenziale di incremento della produttività», dichiara Ansuinelli, citando uno studio della Fed di St. Louis che stima un aumento della produttività USA dell’1,89% sopra i livelli pre-COVID dall’introduzione di ChatGPT. Gli effetti, però, vanno ben oltre: «Sviluppo infrastrutture, energia, materiali di base, capacità ingegneristiche e finanziamenti pubblici e privati» saranno settori trainanti.

In conclusione, la visione di Franklin Templeton per il 2026 delinea un percorso di crescita in cui la diversificazione diventa cruciale. I mercati emergenti sono posizionati per beneficiare di una rotazione delle preferenze, mentre i temi legati all’AI e allo sviluppo tecnologico, pur essendo ancora in una fase iniziale, promettono di essere potenti generatori di valore futuro. Come ricorda ogni slide della presentazione, «le performance passate non sono garanzia di rendimenti futuri», ma la mappa per navigare il nuovo anno sembra tracciata attorno a espansione, nuovi equilibri e innovazione.