Il vento sta cambiando per gli investitori obbligazionari globali. Mentre il mercato americano, dopo un 2025 generoso, inizia a mostrare segni di stanchezza, nuove e più interessanti opportunità di rendimento e diversificazione si stanno aprendo al di fuori degli Stati Uniti. È la tesi di Ashok Bhatia, Chief Investment Officer and Global Head of Fixed Income di Neuberger Berman, che delinea di seguito un panorama in crescente divergenza.
“Un panorama macroeconomico più frammentato”, spiega Bhatia, “sta creando opportunità al di fuori degli Stati Uniti per i rendimenti e la diversificazione del reddito fisso”. Il ragionamento parte proprio da Wall Street: “Con il ciclo di tagli della Fed statunitense già ben scontato e il 2025 che ha offerto rendimenti elevati sui titoli del Treasury e sul credito statunitense, riteniamo che da questo momento in poi ci sia meno compensazione per assumersi ulteriori rischi di duration e spread negli Stati Uniti“.
La chiave di lettura, quindi, è tutta nella divergenza delle politiche monetarie e dei trend inflazionari. “I percorsi politici e le tendenze dell’inflazione stanno divergendo”, osserva il CIO. “I mercati continuano a scontare percorsi relativamente restrittivi per la Bce e la BoE, anche se la disinflazione sta guadagnando terreno, mentre il graduale allontanamento del Giappone dalla politica ultra-accomodante ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a livelli che sembrano interessanti una volta coperti in dollari o euro“.
Questa frattura nei cicli economici sta plasmando le nuove opportunità. “Questa divergenza ha aperto premi al rischio più interessanti nei titoli sovrani non statunitensi e nel credito di alta qualità, in particolare in Europa e in Giappone, nonché nel debito dei mercati emergenti, dove le obbligazioni in valuta locale e forte offrono ancora un significativo vantaggio rispetto ai mercati sviluppati”. Una strategia supportata anche dal mercato valutario: “La nostra posizione sulle valute rafforza questa inclinazione, allineando l’esposizione del portafoglio a un regime macroeconomico e politico più differenziato”.
In base a questa visione, Neuberger Berman ha operato significativi riposizionamenti. In netta controtendenza rispetto all’ultimo trimestre del 2024, il team di Bhatia ha rivisto al ribasso la valutazione sui titoli di Stato USA, sul corporate investment grade e sull’high yield, portandoli da “target” a “sottopeso”. Anche i TIPS americani sono stati declassati da “sovrappeso” a “neutrale”.
Al contrario, l’appetito si è spostato altrove. La società conserva un sovrappeso sui titoli dei mercati sviluppati non USA, con un upgrade specifico dei Bund tedeschi a 10 anni, dei Gilt britannici e dei JGB giapponesi da “target” a “sovrappeso”. Mantiene inoltre il sovrappeso anche sul debito sovrano dei mercati emergenti, sia in valute forti che locali.
Coerente con l’outlook macro, anche le allocazioni in valuta riflettono la nuova geografia degli investimenti: Euro, Sterlina e valute dei mercati emergenti sono state portate a “sovrappeso”, mentre lo Yen è stato declassato a “sottopeso”.
Il messaggio è chiaro: dopo un lungo periodo di leadership americana, la ricerca di rendimento e resilienza nel reddito fisso globale richiede ora una mappa più ampia e articolata, che guardi con attenzione alle divergenze politiche e alle opportunità nascenti in Europa, Giappone e nei mercati emergenti.
