L’escalation in Medio Oriente ha innescato uno shock energetico con effetti a catena sui mercati globali, ribaltando in pochi giorni le gerarchie consolidate. Gli esperti di BlackRock, il colosso mondiale degli investimenti, tracciano di seguito un quadro preoccupante: l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas rischia di alimentare l’inflazione, mettendo in crisi il ruolo tradizionale dei titoli di Stato come porti sicuri e costringendo a rivedere le strategie di portafoglio.
L’attacco israeliano contro obiettivi in Iran non ha solo conseguenze geopolitiche immediate, ma sta ridisegnando la geografia della finanza globale. L’effetto è uno shock improvviso e asimmetrico, una tempesta perfetta che colpisce duramente le economie importatrici di energia mentre sembra risparmiare, almeno per ora, il colosso statunitense.
Uno shock “offensivo” e asimmetrico
La prima conseguenza tangibile è stata l’impennata dei prezzi dell’energia, con dinamiche profondamente diverse a seconda della latitudine. Secondo gli analisti di BlackRock, ci troviamo di fronte a uno shock che ha una natura ben precisa.
“L’episodio aggiunge rischio inflazionistico in un mondo plasmato da fattori di offerta. C’è il rischio di uno shock stagflattivo, ma non è un dato certo. La novità è che i rendimenti dei Treasury decennali USA sono saliti, sfidando il loro ruolo di bene rifugio. Questo rialzo si allinea alla nostra visione: siamo di fronte a uno shock inflazionistico da offerta, piuttosto che a un rallentamento della crescita trainato dalla domanda”, spiegano gli esperti.
La direzionalità dello shock è chiara: i mercati azionari delle regioni più dipendenti dalle importazioni energetiche hanno subito perdite pesanti (Europa, Giappone, Corea del Sud), mentre l’indice MSCI USA ha retto meglio. Un effetto visibile anche nel mercato del gas naturale liquefatto (GNL), con i prezzi in Europa balzati di quasi il 70% a fronte di un +8% negli Stati Uniti.

Quanto durerà la tormenta?
La domanda cruciale è sulla durata di questa crisi. Le attuali quotazioni dei future sul petrolio suggeriscono uno scenario temporalmente circoscritto.
“Le quotazioni dei future sul petrolio indicano che le interruzioni potrebbero durare settimane, non mesi. È una previsione ragionevole perché le pressioni economiche e politiche forniranno probabilmente forti incentivi a contenere il conflitto. Nel frattempo, le interruzioni potrebbero attenuarsi se le scorte navali statunitensi e le assicurazioni marittime si rivelassero efficaci nel prevenire una chiusura prolungata dell’aorta energetica mondiale: lo Stretto di Hormuz”, affermano da BlackRock.
Tuttavia, la natura della crisi è diversa da quella del 2022. Allora fu uno shock incentrato sul gasdotto europeo. Oggi il problema è a monte.
“Oggi la tensione inizia dai terminal di esportazione e dalle rotte marittime. L’Europa e parti dell’Asia sono le più vulnerabili data la loro dipendenza dal GNL importato. La divergenza di performance riflette una struttura asimmetrica del mercato energetico: il petrolio può essere reindirizzato a livello globale, ma le infrastrutture, le spedizioni e i prezzi del GNL sono molto regionali”, sottolineano gli analisti.
Le certezze che crollano e la nuova strategia
Questo episodio, secondo BlackRock, si inserisce in un pattern più ampio di un mondo che si frammenta, dove gli shock geopolitici creano vincoli all’offerta. Il risultato è il capovolgimento di alcune “verità” di mercato.
“I titoli di Stato a lunga scadenza statunitensi hanno visto balzare i rendimenti proprio mentre le azioni arretravano, dimostrando che le loro presunte proprietà diversificanti possono essere un miraggio. Anche in assenza di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, lo shock potrebbe ribaltare la narrazione di ‘bassa inflazione, tassi d’interesse più bassi’ che ha alimentato i mercati fino a poco tempo fa. Questo rafforza la nostra opinione che l’inflazione potrebbe sorprendere al rialzo”.
L’asset allocation in questa fase secondo BlackRock
In questo contesto di “shock di breve durata ma con effetti disparati”, la casa di investimenti ridefinisce le sue priorità tattiche (orizzonte 6-12 mesi) e strategiche (oltre 5 anni). La parola d’ordine è selettività.
Per quanto riguarda le scelte tattiche, BlackRock mantiene la fiducia nell’intelligenza artificiale e punta sugli Stati Uniti. “Vediamo il tema dell’IA sostenuto da utili solidi, margini di profitto resilienti e bilanci sani. Il continuo allentamento della Fed fino al 2026 e la ridotta incertezza politica sostengono la nostra preferenza per le azioni USA”.
A livello internazionale, la selezione è drastica. “Ci piacciono le azioni giapponesi per la forte crescita nominale e le riforme di governance. In Europa siamo selettivi, favorendo i settori finanziario, farmaceutico e delle infrastrutture. Nel reddito fisso, preferiamo i mercati emergenti”.
Infine, con i Treasury che non offrono più la stessa protezione, gli esperti suggeriscono di cercare nuove coperture.
“Suggeriamo di cercare una ‘copertura di portafoglio di piano B’, dato che i Treasury USA a lunga scadenza non forniscono più la zavorra nei portafogli. L’oro ci piace come giocata tattica, ma non lo vediamo come una copertura di lungo termine”.
Il quadro che emerge è quello di un mercato che ha perso i suoi vecchi punti di riferimento, navigando a vista in uno scenario di crescente complessità e frammentazione. La situazione, avverte BlackRock, è fluida e i rischi sono reali.
