Asset allocation: approccio quality growth, una bussola nella corsa all’IA

A cura di Francesco Manfredini, Analista e Gestore Azionario USA di Comgest

 

Le azioni statunitensi hanno superato un muro di preoccupazioni nel primo semestre 2026, con l’S&P 500 in rialzo del 10% in dollari nonostante diverse scosse. L’anno si è aperto con una forte contrazione dei multipli dei titoli software, poiché l’IA agentica ha messo in dubbio la tenuta dei modelli in abbonamento.

Il tratto distintivo del periodo è stata una marcata concentrazione della performance e una rotazione, nell’intelligenza artificiale (IA), verso i semiconduttori. La leadership si è spostata verso l’area più simile a una commodity della tecnologia, dove gravi carenze di memoria e storage hanno fatto impennare i prezzi: titoli come MicronSanDisk Western Digital sono più che raddoppiati. Gli hyperscaler, al contrario, hanno sottoperformato poiché gli investitori si interrogano sulla portata della spesa in conto capitale legata all’IA, con proiezioni a oltre 800 miliardi di dollari per il 2026. Continuiamo a ritenere che siano società ben posizionate per monetizzare l’IA nel lungo periodo: possiedono piattaforme cloud, distribuzione e basi clienti enormi, elementi che offrono scala, dati proprietari e potere di determinazione dei prezzi per trasformare l’investimento odierno in ricavi duraturi e ad alto margine.

Analog Devices ha beneficiato di una ripresa ciclica diffusa nei suoi mercati di sbocco, con una domanda IA in accelerazione che ha rafforzato la fiducia nella durata del ciclo espansivo.

Anche Alphabet ha registrato una buona performance. Considerata in precedenza vulnerabile alla disruption dell’IA nella ricerca, l’azienda ha ribaltato questa percezione con risultati solidi: i ricavi da ricerca sono cresciuti del 19%, Google Cloud del 63%, mentre il portafoglio ordini cloud è quasi raddoppiato superando 460 miliardi di dollari, sostenuto dalla crescente adozione di Gemini e dalle vendite esterne dei suoi chip IA proprietari (Tensor Processing Unit). Un aumento di capitale da 85 miliardi annunciato a giugno ha tuttavia riacceso i timori sulla spesa legata all’IA.

Johnson & Johnson ha registrato una crescita in accelerazione nonostante la scadenza brevettuale del suo prodotto principale, trainata dalla divisione oncologica e dalla ripresa del MedTech; il titolo ha beneficiato del suo profilo difensivo in un mercato volatile.

Guardando al secondo semestre 2026, per ora l’inflazione resta persistente. Una Federal Reserve più restrittiva sotto Kevin Warsh ha segnalato che la politica monetaria potrebbe restare rigida più a lungo.

Il primo semestre ha ricordato quanto possa essere ristretta e mutevole la leadership di mercato, con una rotazione in accelerazione verso memoria e chip. Non intendiamo inseguirla, ma potremmo aumentare selettivamente l’esposizione dove visibilità e valutazioni risultano convincenti. Ci concentriamo su motori di crescita strutturale oltre l’IA: pagamenti digitali, assistenza sanitaria migliore, esternalizzazione dei servizi aziendali e crescenti investimenti in infrastrutture pubbliche.

Restiamo focalizzati su società di alta qualità con solida visibilità degli utili, bilanci robusti e track record comprovati, acquistate a valutazioni ragionevoli: un approccio bottom-up e diversificato, che resta la via più affidabile verso una sovraperformance di lungo periodo.