Asia: tech ancora protagonista ma cresce la rotazione verso value e consumi interni

A gennaio i mercati azionari asiatici hanno continuato a essere trainati dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, con una leadership ben definita tra i Paesi più esposti alla filiera dei semiconduttori. Ma sotto la superficie emergono segnali di rotazione settoriale e di ribilanciamento dei portafogli verso comparti più domestici e orientati al valore.

“A gennaio, il settore tecnologico e quello dell’intelligenza artificiale hanno continuato a dominare i mercati azionari. La Corea del Sud e Taiwan sono stati i chiari beneficiari di questa tendenza, mentre i mercati più orientati al mercato interno dell’Asean, dell’India e del Giappone hanno sottoperformato l’indice”, spiega Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity di Lemanik.

Nel corso del mese, la strategia del fondo ha registrato alcuni aggiustamenti mirati. “Nel corso del mese abbiamo aumentato in particolare le posizioni nei titoli di settore cosmetici cinesi e coreani, che dovrebbero trarre vantaggio dalla spinta del governo ad aumentare i consumi interni. Abbiamo orientato il portafoglio maggiormente verso i segmenti value e domestici e ridotto le posizioni nel settore tecnologico, in Cina, Giappone e Corea, che hanno registrato performance vicine al prezzo target o superiori all’indice. Manteniamo un sovrappeso sull’Indonesia, poiché apprezziamo l’ampio e interessante mercato di consumo interno del Paese all’interno dell’Asia e la sua economia orientata alle risorse”.

Rotazione settoriale e metalli sotto pressione

Se si guarda alla performance dei singoli comparti, il quadro appare in parte diverso rispetto alla dinamica geografica. Il segmento dei materiali di base ha fornito un contributo determinante, con l’indice Bbg All Metals che nel corso del mese ha toccato un massimo del +22%. A fine periodo si è però assistito a una rotazione dalla tecnologia verso settori come sanitario, beni di consumo e industriali.

Un elemento di forte discontinuità è arrivato anche dalla politica monetaria statunitense. Il presidente Donald Trump ha nominato Kevin Warsh nuovo presidente della Fed. La decisione ha innescato un’elevata volatilità sui mercati dei metalli, azionari e valutari. Warsh, già membro del board della banca centrale tra il 2006 e il 2011, è considerato una figura esperta e competente. I mercati globali hanno così rivisto la precedente visione negativa di una Fed percepita come meno indipendente, provocando una vendita massiccia dei metalli e una correzione del trend di indebolimento del dollaro.

Economia asiatica solida, focus sull’Indonesia

Sul fronte macroeconomico, il contesto asiatico resta nel complesso favorevole. In Cina l’inflazione si mantiene stabilmente sopra il 2%, segnale che le misure adottate da Pechino per contrastare le pressioni deflazionistiche stanno producendo effetti. Anche gli indici regionali dei responsabili degli acquisti indicano un’ulteriore espansione, sostenuta dalla robusta crescita delle esportazioni.

Più complessa la situazione in Indonesia, dove il 28 gennaio il mercato azionario ha registrato una brusca correzione dopo che Msci ha congelato le modifiche agli indici chiave, ventilando il rischio di un downgrade legato all’opacità dell’azionariato e ai dati sul flottante. Il governo di Jakarta sta lavorando a un pacchetto di riforme per dimostrare entro il 26 maggio progressi concreti e scongiurare un peggioramento della valutazione.

In questo contesto, la gestione attiva e la selettività settoriale restano elementi centrali per intercettare le nuove dinamiche di mercato in un’Asia che continua a offrire opportunità, ma con equilibri in progressiva evoluzione.