America Latina, ecco perché la crescita è destinata a proseguire

Nel 2025 i mercati azionari dell’America Latina hanno sovraperformato sia i mercati sviluppati sia l’insieme dei mercati emergenti, sostenuti da una combinazione di fattori macroeconomici e politici favorevoli. Una dinamica che, secondo gli analisti, potrebbe proseguire anche nei prossimi anni.

“A partire dal 2025 i titoli azionari latinoamericani hanno registrato risultati superiori rispetto ad altre aree geografiche grazie a una serie di fattori favorevoli”, osserva Christoffer Enemaerke, EM Equity Portfolio Manager di RBC BlueBay.

I fattori alla base della crescita

Tra i principali driver della performance spiccano i cambiamenti politici nella regione, con un progressivo spostamento verso governi di centro-destra che hanno rafforzato la fiducia degli investitori. A questo si aggiungono livelli elevati di tassi di interesse reali e un contesto di debolezza del dollaro statunitense.

“L’America Latina tende storicamente a performare meglio durante le fasi di indebolimento del dollaro, e questo trend si è confermato recentemente”, sottolinea Enemaerke.

Un ulteriore elemento di sostegno è rappresentato dall’andamento delle materie prime, con prezzi elevati che continuano a favorire economie fortemente esportatrici.

Tuttavia, la regione non è rimasta immune dalla volatilità globale. Le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto con l’Iran, hanno provocato una correzione significativa nei mercati, colpendo anche le borse latinoamericane.

Nuovi equilibri politici e opportunità

Uno dei temi più rilevanti riguarda il cambiamento politico in atto in diversi Paesi. L’elezione di governi orientati al centro-destra è stata accolta positivamente dai mercati, come dimostrano i casi recenti in Argentina e Cile, mentre sviluppi simili sono attesi anche in Perù.

“Il cambiamento politico verso governi percepiti come più orientati al mercato è stato costantemente premiato dagli investitori”, evidenzia Enemaerke.

Grande attenzione è rivolta anche al Brasile, dove le elezioni presidenziali dell’ottobre 2026 si preannunciano particolarmente combattute, con possibili ripercussioni sull’intera regione.

Il ruolo chiave delle materie prime

Le materie prime restano un pilastro fondamentale per l’economia latinoamericana. Paesi come Cile e Perù, tra i principali esportatori di rame, sono ben posizionati per beneficiare della domanda globale, mentre il Perù si distingue anche per l’oro. Il Brasile, invece, basa gran parte delle proprie esportazioni su minerale di ferro, petrolio e prodotti agricoli.

“Se i prezzi delle materie prime dovessero rimanere elevati, ciò fornirebbe un sostegno sostanziale alla regione”, afferma Enemaerke.

Nearshoring e catene globali

Un altro fattore strutturale di crescita è rappresentato dal riassetto delle catene di approvvigionamento globali. Le aziende stanno progressivamente spostando la produzione più vicino ai mercati finali, favorendo il fenomeno del nearshoring.

In questo contesto, il Messico emerge come uno dei principali beneficiari grazie alla vicinanza agli Stati Uniti, ai costi competitivi e a una solida base industriale.

“Il nearshoring sta accelerando e il Messico è particolarmente ben posizionato per trarne vantaggio”, osserva Enemaerke, pur sottolineando l’importanza della revisione dell’accordo commerciale nordamericano prevista per il 2026.

I rischi a breve termine

Non mancano tuttavia i rischi. Il dollaro statunitense rappresenta una variabile cruciale per i mercati emergenti, con una storica correlazione negativa tra la sua forza e la performance di questi ultimi.

“La debolezza del dollaro osservata nel 2025 ha sostenuto i mercati emergenti e riteniamo che possa trattarsi di un ciclo prolungato”, spiega Enemaerke.

Il rafforzamento temporaneo della valuta americana, legato alle tensioni con l’Iran, potrebbe però rappresentare un ostacolo, soprattutto in caso di prolungamento del conflitto.

Settori e mercati con maggiore potenziale

Guardando al lungo periodo, le opportunità più interessanti si concentrano nei settori legati ai consumi interni e alla crescita del sistema finanziario. L’aumento dei redditi, l’urbanizzazione e la formalizzazione delle economie favoriscono le aziende dei beni di consumo, mentre il settore finanziario beneficia di livelli ancora bassi di penetrazione.

“L’America Latina dispone di una vasta classe media e di un significativo spazio di crescita nei servizi finanziari”, evidenzia Enemaerke.

Al di fuori della regione, restano interessanti anche i mercati dell’Asia settentrionale, in particolare Corea del Sud e Taiwan, grazie al loro ruolo nella catena globale dell’intelligenza artificiale. Anche l’India continua a offrire prospettive di lungo termine, sostenuta da una forte crescita economica e da un contesto demografico favorevole.

In sintesi, nonostante le incertezze a breve termine, l’America Latina si conferma una delle aree più promettenti tra i mercati emergenti, grazie a fondamentali solidi e a trend strutturali favorevoli destinati a sostenere la crescita nei prossimi anni.