Allocation settoriale: ecco dove puntare in Europa secondo Barclays

La pace tra Stati Uniti e Iran sta cambiando radicalmente il quadro per i mercati azionari europei. Gli analisti di Barclays, guidati da Emmanuel Cau, hanno deciso di chiudere la posizione di underweight sull’Europa per passare a una visione più costruttiva, puntando in particolare sul comparto del lusso. L’accordo annunciato per lo Stretto di Hormuz, seppur temporaneo, riduce significativamente il rischio di stagflazione che aveva penalizzato il Vecchio Continente dopo lo scoppio del conflitto.

Come sottolineano gli analisti della banca britannica, “le azioni europee hanno perso terreno dall’inizio della guerra, ma l’accordo atteso tra Stati Uniti e Iran e la successiva normalizzazione dei prezzi del petrolio dovrebbero moderare lo shock stagflazionistico nel secondo semestre“. Il greggio, sceso di circa il 50% rispetto ai massimi, sta alleggerendo la pressione su un’Europa fortemente dipendente dalle importazioni energetiche.

Il nuovo target per lo Stoxx 600

Barclays ha alzato il target di fine anno per lo Stoxx 600 a 670 punti, con un upside potenziale del 6% rispetto ai livelli attuali. Per il FTSE 100 il target è stato portato a 10.900 punti. “Ci aspettiamo che la crescita nominale nell’area euro superi il 4% nella seconda metà dell’anno, un dato superiore alla media di lungo periodo che di solito si traduce in una crescita degli utili a doppia cifra”, spiega il team guidato da Cau.

Le previsioni della banca indicano una crescita degli utili per lo Stoxx 600 del 12% nel 2026, leggermente al di sotto del consenso IBES che indica il 15%, ma comunque in ripresa rispetto alle stime precedenti. La combinazione tra utili in crescita e multipli di valutazione che potrebbero risalire dall’attuale sconto legato alla guerra spinge gli analisti a essere costruttivi.

Il ritorno della diversificazione

Uno degli aspetti chiave evidenziati nel rapporto è il ritorno dell’interesse per la diversificazione. Il mercato statunitense era diventato estremamente concentrato sui titoli tecnologici e dell’intelligenza artificiale, ma il recente pullback in questo comparto sta favorendo un allargamento degli investimenti verso l’Europa. “La concentrazione del mercato azionario è aumentata durante la guerra, ma nelle ultime settimane si è registrato un miglioramento”, osservano da Barclays.

La mancanza di un’esposizione significativa alla tecnologia aveva penalizzato l’Europa, ma ora la regione sta beneficiando della correzione del settore tech americano. “Il fatto che i gestori attivi stiano ottenendo performance molto migliori in Europa dall’inizio del conflitto dimostra che la diversificazione sta tornando in auge”, aggiungono gli analisti.

La svolta sui consumi e il lusso

La decisione più interessante riguarda il settore dei beni di consumo discrezionali. Barclays chiude la posizione di underweight su questo comparto e passa a un rating marketweight, con un’overweight tattico sul lusso. “Il settore del lusso non è più depresso dato il recente rimbalzo, ma è ancora in territorio negativo da inizio anno e, nonostante le sfide strutturali, vediamo segnali precoci di un’accelerazione degli utili”, spiegano gli analisti.

Il movimento al rialzo del lusso è sostenuto da diversi fattori: le revisioni degli analisti stanno diventando meno negative, la stabilizzazione del cambio euro/dollaro riduce il vento contrario sugli utili, e il posizionamento degli investitori long-only rimane leggero. “Le aspettative rimangono basse e il posizionamento non è teso, mentre il recente comportamento dei prezzi non riflette ancora un pieno recupero delle revisioni”, aggiungono.

Il downgrade della sanità

A fronte dell’upgrade del lusso,  c’è però il downgrade del settore sanitario, portato a underweight. “Gli indicatori anticipatori stanno peggiorando, con gli ordini all’esportazione che rimangono depressi, segnalando una continua debolezza nella dinamica degli utili”, spiegano da Barclays. Il settore manca di catalizzatori in un mercato sempre più guidato dalla ripresa ciclica e dalla stabilizzazione macroeconomica. Inoltre, il posizionamento non appare ancora sufficientemente scarico da fornire supporto ai corsi azionari.

Un cambio di rotta tattico

Gli analisti di Barclays sono chiari nel definire la natura di questo cambio di rotta. L’upgrade sul lusso viene definito “tattico piuttosto che strutturale”. Le prospettive di medio termine per il settore rimangono impegnative, ma il contesto di breve termine appare interessante. L’operazione rappresenta anche una scommessa contro il momentum e a favore della diversificazione.

Le raccomandazioni settoriali definitive vedono overweight su industriali, materiali, tecnologia e utilities, marketweight su finanziari, energia e discrezionali, underweight su immobiliare, comunicazioni, sanità e beni di prima necessità. Una rotazione che riflette la fiducia nella ripresa europea, ma con un occhio attento alla selettività.