Mark Mobius, gestore di fondi e vero e proprio guru del settore, è passato a miglior vita. Il «padrino» degli investimenti nei mercati emergenti ha lasciato la vita terrena all’età di 89 anni.
La notizia è stata diffusa tramite un post sul suo profilo LinkedIn a cura della portavoce Kylie Wong, e il partner di Mobius Investments, John Ninia, affermato che la scomparsa è avvenuta a Singapore.
Dalla notte al MIT: l’uomo dietro il mito
Joseph Bernhard Mark Mobius è nato il 17 agosto 1936 a Bellmore, a Long Island (New York), da padre tedesco e madre portoricana. Dopo essersi diplomato in arte drammatica e aver suonato il pianoforte in un night club per pagarsi gli studi, ha conseguito un Bachelor e un Master in Comunicazione alla Boston University e, nel 1964, un dottorato in Economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT).
La carriera e la filosofia «sul campo»
La carriera di Mobius è decollata nel 1987, quando il leggendario John Templeton lo ha scelto per guidare uno dei primi fondi comuni al mondo dedicati ai mercati emergenti. Nei successivi trent’anni con Franklin Templeton, Mobius ha viaggiato instancabilmente – fino a 300 giorni all’anno su un jet privato – visitando fabbriche, aziende e negozi in oltre 112 paesi per identificare opportunità di investimento prima degli altri. La sua testa rasata gli valse il soprannome di «Bald Eagle» (aquila calva), mentre lo spirito d’avventura e l’approccio diretto gli fecero guadagnare anche l’appellativo di «Indiana Jones dei mercati emergenti».
Sotto la sua guida, il fondo Templeton Emerging Markets è passato da 100 milioni di dollari investiti in soli sei mercati a oltre 40 miliardi di dollari in 70 paesi. Dal 1989 fino al suo ritiro, il fondo ha reso in media il 13,4% annuo, battendo del 1,9% l’indice di riferimento MSCI Emerging Markets.
«Credo nell’andare sul campo e nel guardare le cose con i miei occhi. Le bugie possono essere rivelatrici quanto la verità, se sai quali sono gli indizi», ha scritto nel 2015. Mobius ha infatti sempre sostenuto che la vera opportunità si trovi dove gli altri non guardano, e che la volatilità non vada temuta: «Non è un nemico da temere, ma un segnale che l’opportunità è a portata di mano».
Gli ultimi anni
Dopo aver lasciato Franklin Templeton nel 2018, ha fondato a Londra Mobius Capital Partners, per poi trasferirsi a Dubai, dove ha vissuto per gli ultimi tre anni continuando a cercare attivamente nuove occasioni di investimento. Solo a gennaio, in un post sul suo profilo Substack, aveva scritto di vedere prospettive in Venezuela dopo un possibile cambio di regime.
Reazioni e tributi
La scomparsa di Mobius ha suscitato numerose reazioni nel mondo della finanza. Il Sustainable Finance Institute lo ha ricordato come «un gigante della finanza globale» che «ha contribuito a definire l’investimento nei mercati emergenti come una disciplina seria».
L’eredità
Mobius ha scritto diversi libri – tra cui Passaporto per i profitti (1999) e Il piccolo libro dei mercati emergenti (2012) – e ha sempre incoraggiato gli investitori a partire dalle persone, prima ancora che dai bilanci. Pur non essendosi mai sposato e non avendo una fissa dimora, ha sempre difeso il suo stile di vita nomade come una fonte di creatività e opportunità.
Le responsabilità della società Mobius Investments saranno assunte dai partner John Ninia ed Eric Nguyen.
