Rialzi dei tassi ancora in arrivo, ma niente panico: secondo James Bilson, Global Fixed Income Strategist di Schroders, quello che stiamo vivendo è un “ciclo di aggiustamento”. Nell’ultimo aggiornamento sulle prospettive dei mercati obbligazionari, la casa di gestione conferma con maggiore convinzione lo scenario centrale definito “in surriscaldamento”, salito al 65%, mentre il rischio di coda principale resta quello di un “eccessivo surriscaldamento”, con tre o più ulteriori rialzi da parte della Fed.
Uno scenario centrale più solido
Schroders ha ridotto a zero la probabilità degli scenari di assenza di rialzi, il cosiddetto “al punto giusto”, e di tagli, “troppo freddo”. “Alla luce delle nostre prospettive su crescita, inflazione e mercato del lavoro, dovrebbe verificarsi un cambiamento drastico affinché tali ipotetici scenari possano realizzarsi”, spiega Bilson. Il mercato, dal canto suo, continua ad attribuire una probabilità molto più elevata allo scenario “in surriscaldamento”. A settembre la probabilità era al 50%, con un 35% di “eccessivo surriscaldamento” e un 15% di “al punto giusto”: a ottobre il quadro si è consolidato, con il 65% sul surriscaldamento e il 35% sul surriscaldamento eccessivo.
Inflazione vischiosa ma problema contenuto
L’inflazione resta troppo elevata, come confermato dai recenti dati sul CPI, ma la portata del problema rimane contenuta, con le misurazioni dell’inflazione di fondo attestate attorno al 2,2-3%. “Sebbene l’inflazione core sia destinata a rimanere vischiosa nei prossimi mesi, vi sono motivi per sperare che la prima metà del 2027 veda un miglioramento, a mano a mano che l’impatto dei dazi e delle altre pressioni temporanee andrà ad attenuarsi”, osserva il strategist. Nel breve termine, la vischiosità dei prezzi nei servizi spingerà la Fed a continuare con i rialzi, ma il miglioramento delle prospettive verso il 2027 contribuirà a limitare la portata finale del ciclo.
Crescita Usa solida, neutrali sui Treasury
Sul fronte della crescita, Schroders mantiene una view costruttiva sugli Stati Uniti. I consumi si confermano solidi e i massicci investimenti nell’hardware tecnologico e nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale rappresentano un volano significativo. Le attuali turbolenze sui titoli azionari legati all’IA sono viste come “solo una parentesi temporanea”, mentre i piani di investimento restano robusti. Un indebolimento significativo rappresenterebbe un rischio per l’economia in generale, ma al momento rimane un rischio di coda piuttosto che lo scenario di base. Da qui la posizione neutrale sui titoli di Stato statunitensi: un ciclo di rialzi della Fed è già ampiamente prezzato e i rendimenti dei Treasury a 10 anni saliti oltre il 5% offrono un rendimento interessante, ma mancano i catalizzatori per una significativa sovraperformance.
Canada ed Europa tra le destinazioni preferite
Le destinazioni preferite restano Canada ed Europa. In Canada le condizioni interne si mantengono favorevoli: “C’è un rischio maggiore che l’inflazione di fondo scenda al di sotto del target piuttosto che lo superi, mentre il mercato del lavoro ha evidenziato un indebolimento”, sottolinea Bilson. La Bank of Canada ha assunto un tono più hawkish, ma ulteriori inasprimenti significativi sono già incorporati nei prezzi di mercato. L’Eurozona si trova in una situazione differente: la Bce prosegue nel ciclo di rialzi a causa dell’impatto degli elevati prezzi dell’energia sull’inflazione, ma si registrano segnali di tensione sui mercati dei titoli di Stato e indicazioni più chiare del fatto che la stretta monetaria sta iniziando a produrre i suoi effetti. Schroders si aspetta almeno un ulteriore rialzo a dicembre, ma ritiene improbabile che la Bce intervenga nella misura attualmente scontata dal mercato.
Credito e mercati emergenti, le mosse di asset allocation
A livello di asset allocation, la posizione sul credito societario europeo passa a neutrale, sia per le emissioni investment grade sia per quelle high yield: i fondamentali restano solidi, ma le valutazioni erano care e il recente allargamento degli spread creditizi ha reso il settore più interessante. Rimane cauta la posizione sul credito statunitense, dove le valutazioni si sono adeguate in misura minore. Rivista al rialzo la view sulle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti, con opportunità in Paesi come il Messico.
Titoli di Stato dell’Eurozona, periferia promossa
Infine, la view sui titoli di Stato dell’Eurozona core ex-Germania è stata ridotta a neutrale, mentre prosegue l’incertezza politica in Francia. Giudizio migliore sulla periferia, alla luce del recente repricing. Schroders mantiene un atteggiamento diffidente sul Belgio, che presenta fragilità fondamentali simili alla Francia ma resta più caro, e un’impostazione più positiva sulla Grecia, in virtù del miglioramento della traiettoria fiscale. L’Ungheria si conferma tra le preferenze principali, con i recenti annunci sul bilancio e sull’adozione dell’euro che rafforzano tale convinzione.
