Il rendimento del Treasury decennale statunitense è sceso sotto la soglia del 5%. Secondo Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management questa discesa è avvenuta nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio legato ai conflitti in corso in Medio Oriente. Il mercato obbligazionario potrebbe ancora subire pressioni nel breve termine, ma la prospettiva di lungo periodo offre spunti interessanti, a detta di Ubs GWM.
Le ragioni di una possibile pressione
Il rapporto evidenzia come la situazione geopolitica resti fluida, l’inflazione abbia ripreso a correre, gli hyperscaler stiano raccogliendo nuovi capitali per gli investimenti nell’intelligenza artificiale e le preoccupazioni fiscali non si siano attenuate. In questo contesto, “tentare di prevedere il picco esatto dei rendimenti è sia difficile che, da una prospettiva di lungo periodo, potenzialmente meno importante di quanto gli investitori assumano”, afferma Haefele. Nonostante le incertezze, Ubs continua a valutare il reddito fisso come Attractive, grazie ai benefici di diversificazione, al reddito e al potenziale apprezzamento dei prezzi.
Il ruolo di rifugio delle obbligazioni
Secondo l’analisi, il recente calo dei rendimenti suggerisce che i Treasury stiano tornando a essere percepiti come un bene rifugio, con gli investitori alla ricerca di sicurezza in un ambiente di ampio risk-off. “Sebbene non sia il nostro scenario base, prezzi del petrolio più elevati hanno riportato l’attenzione sui rischi per la crescita economica, e le obbligazioni di qualità dovrebbero beneficiare se la crescita dovesse indebolirsi”, si legge nel rapporto. Con un’incertezza macroeconomica destinata a restare elevata, Ubs GWM ritiene che le obbligazioni di qualità offrano diversificazione e stabilità in un portafoglio.
Il reddito offerto dai rendimenti attuali
I rendimenti attuali offrono un reddito sufficiente a compensare il rischio di ulteriore volatilità. Haefele sottolinea che “i rendimenti iniziali sono stati storicamente una buona indicazione dei rendimenti totali successivi” e che i livelli ancora elevati forniscono un reddito di portafoglio adeguato a compensare i rischi di un ulteriore irrigidimento monetario, di un’inflazione persistente e di incertezza fiscale. Il rapporto calcola che, per compensare un anno di reddito con perdite in conto capitale, i rendimenti dei Treasury a due, cinque e dieci anni dovrebbero salire rispettivamente di circa 246, 109 e 63 punti base dai livelli attuali. “Consideriamo un movimento di tale entità improbabile”, commenta Haefele.
Le opportunità nel reddito fisso
Nonostante la Fed sia attesa mantenere i tassi invariati nella riunione di questa settimana, i mercati scontano un irrigidimento maggiore nei prossimi dodici mesi rispetto alle attese di Ubs GWM. Questo significa che i rendimenti dei Treasury potrebbero scendere ulteriormente man mano che gli investitori ridimensionano le loro aspettative, lasciando spazio a guadagni in conto capitale. “Continuiamo quindi a vedere opportunità nel reddito fisso. Con i rendimenti ai livelli attuali, agli investitori viene pagato per detenere duration, ottenendo al contempo una preziosa copertura contro scenari di crescita al ribasso”, conclude Haefele. La preferenza va a un’esposizione selettiva a obbligazioni di alta qualità a media e lunga duration, con cautela sulle scadenze più lunghe.
Le tensioni commerciali tra Ue e Cina
Il rapporto dedica spazio anche alle dinamiche commerciali. L’Unione Europea sta considerando salvaguardie per limitare le importazioni dalla Cina in settori come prodotti chimici, mobili e macchinari. Le misure potrebbero assumere la forma di quote o tariffe e essere presentate già nel primo trimestre del 2027. La Commissione europea mira a ridurre il deficit commerciale di beni con la Cina, che l’anno scorso ha raggiunto i 360 miliardi di euro, evitando ritorsioni da Pechino. Secondo l’analisi, “gli sforzi dell’Europa per proteggere l’industria domestica potrebbero aggiungere attrito commerciale e creare incertezza per le aziende esposte alle catene di approvvigionamento o alla domanda cinese”. Tuttavia, queste misure rafforzano anche il supporto politico dietro il ciclo di investimenti europeo, inclusi reshoring, elettrificazione, difesa e manifattura avanzata. Ubs GWM mantiene una visione Attractive sulle azioni dell’Eurozona, prevedendo una crescita degli utili del 15% sia nel 2026 che nel 2027.
La forza del Dollaro e l’Euro
Sul fronte valutario, il dollaro americano ha spinto l’EUR/USD di nuovo sotto 1,12, con l’euro che ha mantenuto le perdite dopo quattro sessioni consecutive di cali. Questo nonostante una certa stabilizzazione dei rendimenti dei titoli di Stato francesi, con lo spread decennale Francia-Germania che si è ridotto di 13 punti base a circa 153 punti base lunedì, dopo che Moody’s ha mantenuto il rating sovrano della Francia. Il Dollar Index è salito sopra 102 grazie a una rinnovata fiducia nei titoli tecnologici statunitensi. “Riteniamo che l’ultimo arretramento dell’EUR/USD rifletta principalmente un rimbalzo del dollaro americano piuttosto che uno stress specifico dell’Europa. Pur riconoscendo la resilienza dell’economia statunitense, continuiamo a credere che il sentiment del mercato verso l’Europa sia eccessivamente pessimistico”, conclude Haefele.
