Bitcoin: serve un catalizzatore per una nuova fase rialzista

Secondo Marc Des Ligneris, senior portfolio manager di CoinShares, per capire lo stato di salute del Bitcoin conviene guardare al basis annualizzato a tre mesi dei futures perpetui e trimestrali sulle principali piattaforme di scambio.

“Questo indicatore misura il premio che gli operatori che utilizzano la leva finanziaria sono disposti a pagare per mantenere posizioni lunghe su Bitcoin”, spiega Des Ligneris, sottolineando come si tratti di “un utile termometro del sentiment di mercato”.

Des Ligneris ripercorre l’andamento storico del basis: durante il mercato ribassista del 2022, e in particolare in occasione del collasso di FTX, l’indicatore è sceso nettamente in territorio negativo, per poi recuperare con decisione nei primi mesi del 2023. La fase rialzista del 2024 lo ha successivamente spinto oltre il 20% nel momento di massimo, segnalando una domanda particolarmente sostenuta da posizioni a leva.

Il 2026 e la progressiva normalizzazione

“Il 2026 ha invece mostrato una dinamica differente”, osserva Des Ligneris. Il basis si è progressivamente ridotto fino a marzo, con quello dei futures perpetui che in primavera è scivolato brevemente sotto lo zero. Da quel momento è iniziata una graduale ripresa, che ha acquisito slancio a partire da luglio. “Oggi entrambi gli indicatori si attestano intorno al 5-6% annualizzato, leggermente al di sopra dei rispettivi livelli di riferimento di lungo periodo, ma ancora ben lontani dagli eccessi osservati nei cicli precedenti”, precisa il senior portfolio manager di CoinShares. Il segnale che emerge, secondo l’analista, “è quello di un mercato che ha ritrovato un maggiore equilibrio, anche se è ancora prematuro parlare dell’inizio di una nuova fase rialzista”.

Il rimbalzo e il ritorno delle strategie cash-and-carry

Des Ligneris invita alla prudenza anche sull’interpretazione del recente rialzo delle quotazioni. “Il recente rimbalzo delle quotazioni è stato infatti alimentato soprattutto dalla chiusura di posizioni ribassiste, che ha contribuito ad accelerare il recupero dei prezzi”, spiega. La normalizzazione del basis ha inoltre favorito il ritorno di alcune strategie di cash-and-carry, basate sull’acquisto di Bitcoin sul mercato spot, anche attraverso gli ETF, e sulla contestuale vendita di futures. “Al di là di queste dinamiche, tuttavia, non emergono ancora segnali di un cambiamento generalizzato del sentiment, con gli investitori che continuano a mantenere un atteggiamento prudente e attendista”, aggiunge Des Ligneris.

I possibili catalizzatori: Medio Oriente, petrolio e inflazione

Guardando ai prossimi mesi, l’analista di CoinShares individua alcuni fattori che potrebbero sostenere Bitcoin. “Un’eventuale distensione delle tensioni in Medio Oriente, accompagnata da un calo dei prezzi del petrolio e da un allentamento delle pressioni inflazionistiche, rappresenterebbe un importante fattore di sostegno per Bitcoin”, afferma Des Ligneris. Il catalizzatore più probabile, però, potrebbe arrivare da altrove. “Il catalizzatore più probabile potrebbe tuttavia arrivare dalle banche centrali, qualora uno shock negativo le costringesse a intervenire con nuove iniezioni di liquidità nel sistema finanziario”, sostiene il senior portfolio manager.

Le due possibili fonti di shock: la bolla AI e il debito sovrano

Des Ligneris delinea due scenari che potrebbero innescare un intervento delle autorità monetarie. Il primo riguarda lo sgonfiamento della bolla dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. “I grandi operatori tecnologici, infatti, potrebbero incontrare crescenti difficoltà nel monetizzare gli ingenti investimenti in conto capitale, mentre la diffusione dei modelli open source esercita una pressione al ribasso sui prezzi e la presenza di accordi commerciali circolari aumenta il rischio di insolvenze a catena”, spiega l’analista. “Un’altra possibile fonte di instabilità potrebbe essere rappresentata da una crisi del debito sovrano in Europa o in Giappone”, aggiunge Des Ligneris. In entrambi i casi, avverte, “è probabile che il mercato attraversi inizialmente una fase di forte tensione e volatilità. Storicamente, tuttavia, Bitcoin è stato tra i principali beneficiari delle iniezioni di liquidità messe in campo dalle autorità monetarie in risposta a episodi di crisi”.

Un posizionamento “più sano” in attesa del catalizzatore

Per il momento, conclude Des Ligneris, “il mercato resta in una fase di attesa. Il ritorno del basis su livelli equilibrati suggerisce che il posizionamento degli investitori sia oggi più sano, senza gli eccessi di leva che hanno caratterizzato le precedenti fasi di mercato”. Una condizione che, secondo il senior portfolio manager di CoinShares, “lascia spazio a un movimento più deciso delle quotazioni nel momento in cui emergerà un catalizzatore sufficientemente forte da imprimere una nuova direzione al mercato”.