Barclays: il rally di fine anno dipende dal petrolio

Secondo Barclays il posizionamento sui mercati azionari appare ora più “pulito” rispetto all’inizio dell’estate, ma la prospettiva di una risalita a fine anno resta legata a doppio filo all’andamento del prezzo del petrolio. Gli analisti Emmanuel Cau, Magesh Kumar Chandrasekaran, Emmanuel Makonga e Arihantb Bohra Jain delineano uno scenario in cui il sentiment è migliorato, ma la convinzione degli investitori rimane bassa.

Flussi record ma momentum in calo

A settembre i flussi verso i fondi azionari sono stati robusti, registrando circa 81 miliardi di dollari di afflussi e mantenendo un ritmo da record dall’inizio dell’anno. Tuttavia, gli analisti di Barclays notano che il momentum sta scemando. “I flussi sono rimasti forti a settembre, ma il momentum si sta affievolendo con i fondi che hanno visto alcuni deflussi nelle ultime settimane”, scrivono gli esperti. Il sentiment del retail è tornato a essere il più pessimistico dell’anno, mentre gli hedge fund macro hanno in gran parte abbandonato le posizioni long. Il supporto principale arriva dagli investitori sistematici, con i fondi di controllo del rischio vicini al picco di esposizione grazie alla bassa volatilità.

Un quadro tecnico migliorato, ma condizionato dal greggio

Il report evidenzia come le azioni abbiano seguito i pattern stagionali, con rendimenti negativi e una breadth più ristretta a settembre. La stagionalità positiva del quarto trimestre e le dinamiche tipiche degli anni elettorali di midterm suggeriscono un rimbalzo. Tuttavia, secondo gli analisti, “questa volta un rally di fine anno e una rinnovata rotazione verso l’Europa richiedono probabilmente prezzi del petrolio più bassi o stabili, il che è impossibile da prevedere”. Un eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran darebbe una spinta materiale sia alle azioni che alle obbligazioni. Il rischio di un petrolio più alto a lungo sembra però più prezzato nei bond che nelle azioni, e la volatilità a buon mercato suggerisce di proteggersi dalle perdite.

TINA sotto esame

Il rialzo dei tassi sta mettendo alla prova il celebre argomento TINA, acronimo di “There Is No Alternative“, che ha sostenuto le azioni per anni. “Le azioni continuano ad attrarre flussi a scapito delle obbligazioni, mentre la domanda di coperture contro l’inflazione rimane sorprendentemente contenuta”, osservano gli analisti di Barclays. Il posizionamento sul petrolio non è esteso, i breakeven sono rimasti stabili e l’oro ha sottoperformato in un contesto di rendimenti reali in rialzo. La crescita forte e il momentum degli utili continuano a sostenere le azioni, ma il posizionamento sui Treasury appare ora profondamente depresso. Con i rendimenti decennali statunitensi ben al di sopra del 5%, le prospettive per la duration appaiono più equilibrate e il premio al rischio azionario si è compresso, mettendo in discussione la tesi TINA.

Europa in attesa di una rotazione

Nonostante il miglioramento del quadro tecnico, il report rileva che i flussi verso gli Stati Uniti hanno rallentato, con deflussi in quattro delle ultime cinque settimane, ma non si è visto un significativo spostamento verso il resto del mondo. I flussi europei si sono in gran parte prosciugati, con i CTA che hanno chiuso le posizioni long a causa dei prezzi energetici più alti. “L’attività rimane di supporto e i flussi verso la periferia restano relativamente resilienti, mentre la Francia continua a laggare”, notano gli analisti. I deflussi dal Regno Unito sono diminuiti, ma le posizioni corte sulla sterlina rimangono vicine agli estremi nonostante i dati di attività più forti. I flussi verso i mercati emergenti si sono indeboliti a causa di un dollaro più forte, con Cina e Corea che hanno visto deflussi, mentre il Giappone ha attratto solo afflussi modesti.

Il petrolio condiziona la correlazione

Il report sottolinea come le azioni rimangano ostaggio del prezzo del petrolio, con una correlazione ora profondamente negativa. La sovraperformance dell’Europa è stata limitata dal rialzo del greggio, e i prezzi del petrolio stanno aggiungendo pressione al rialzo sui tassi. “Il VIX rimane depresso nonostante il picco di volatilità obbligazionaria”, scrivono gli analisti, evidenziando come la volatilità a buon mercato rappresenti un’opportunità per coprirsi dal rischio di ribasso.

Conclusioni

In sintesi, il report di Barclays dipinge un quadro di cauto ottimismo per gli investitori azionari. Il posizionamento è più pulito e la stagionalità favorevole, ma la mancanza di convinzione e l’incertezza sul petrolio rappresentano ostacoli significativi. “Il posizionamento resta sovrappeso in azioni, ma è molto meno teso rispetto ai massimi di inizio estate e più disperso tra i gruppi di investitori”, concludono gli analisti di Barclays, lasciando intendere che la strada per un rally di fine anno passa inevitabilmente da un allentamento delle pressioni sul greggio.