I mercati obbligazionari navigano in acque complesse, caratterizzate da un generalizzato rialzo dei rendimenti trainato da dati macroeconomici sorprendentemente solidi e dalle pressioni sui prezzi dell’energia. Tuttavia, le economie globali mostrano una notevole capacità di tenuta. A delineare il quadro attuale e le conseguenti strategie di investimento è di seguito Mauro Valle, Head of Fixed Income di Generali Asset Management, che evidenzia come i mercati stiano prezzando nuovi livelli di equilibrio.
Usa: economia solida e Treasury verso un nuovo equilibrio
Oltreoceano, la narrativa dominante resta quella di tassi alti più a lungo. “Negli Stati Uniti, il rialzo dei rendimenti è stato sostenuto da dati PMI robusti e da toni hawkish della Federal Reserve, a conferma della resilienza dell’economia e del mercato del lavoro”, spiega Valle.
I numeri parlano chiaro: i Treasury hanno registrato un balzo di 25 punti base, toccando il 5,25%, spinti non solo dai PMI ma anche dai rincari energetici. “L’aumento è stato trainato dai tassi reali, saliti di 30 pb al 2,9%, toccando i massimi dal 2008, mentre la breakeven inflation si è attestata al 2,35%”, osserva l’esperto. I mercati, al momento, prezzano al 70% la probabilità di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed nel mese di ottobre.
In questo scenario, i prossimi dati macro – tra cui il Core PCE (atteso al 3,3%), l’ISM e i Nonfarm Payrolls – saranno decisivi. Tuttavia, per Valle la direzione è chiara: “In un contesto di crescita solida, trainato anche dagli investimenti in Intelligenza Artificiale e dalle pressioni inflazionistiche legate all’energia, il livello di equilibrio dei tassi resta elevato. Un rendimento del Treasury decennale intorno al 5% potrebbe rappresentare un livello neutrale nel breve termine”.
Area Euro: ripresa dei servizi e pausa della BCE
Anche in Europa lo scenario macroeconomico lancia segnali incoraggianti, supportato in particolare dal settore terziario. “I PMI confermano il rafforzamento dell’attività economica, con il dato composito in crescita a 53,1 e l’indice Ifo tedesco a 89,9”, sottolinea l’Head of Fixed Income di Generali AM.
Sul fronte dei tassi, i rendimenti del Bund tedesco sono saliti al 3,65%. L’attenzione degli investitori resta calamitata dall’inflazione (attesa al 3,7% per l’indice headline e al 2,5% per la componente core). Eppure, le recenti dichiarazioni della presidente Christine Lagarde, la quale ha rassicurato sul limitato impatto dei rincari energetici sui salari, suggeriscono cautela. “Con un’inflazione core al 2,5% e la consapevolezza che tassi più elevati potrebbero frenare la crescita, un rialzo della BCE a ottobre appare poco probabile”, argomenta Valle. “Riteniamo che rendimenti del Bund superiori al 3,5% incorporino già lo scenario macroeconomico e i relativi rischi”.
La strategia di portafoglio: sovrappeso su Italia e Spagna, cautela sulla Francia
Alla luce di questa analisi, come si posiziona Generali Asset Management? La visione costruttiva sui titoli di Stato europei porta a scelte decise. “Confermiamo un’esposizione alla duration superiore al benchmark”, illustra Valle, “con una netta preferenza – e conseguente sovrappeso – per i titoli governativi italiani, europei, spagnoli e greci, a discapito dei titoli francesi, su cui manteniamo un sottopeso”.
Per quanto riguarda la curva dei rendimenti, la strategia privilegia la parte a breve e media scadenza, mantenendo invece un’esposizione più contenuta sulle scadenze lunghe, in particolar modo sul segmento trentennale.
Credito Europeo: selettività e difesa contro la volatilità
Il mercato del credito corporate europeo non è immune alle attuali tensioni. L’aumento dei tassi e dei costi energetici ha provocato un allargamento degli spread creditizi e una brusca frenata delle nuove emissioni sul mercato primario.
“L’allargamento degli spread ha colpito soprattutto i settori ciclici, più esposti alle fluttuazioni energetiche”, analizza Valle. Il comparto finanziario continua a difendersi meglio rispetto a quello industriale (non finanziario), anche se all’interno dello stesso le dinamiche sono eterogenee: il settore immobiliare resta sotto forte pressione, mentre le telecomunicazioni registrano le performance più deboli in assoluto.
“In tale contesto – conclude l’esperto di Generali AM – restiamo selettivi e orientati a valutare nuove opportunità solo in presenza di concessioni più interessanti”. Attualmente, il portafoglio mantiene un’esposizione stabile al credito Investment Grade (55,4%), con la componente High Yield limitata al 5,0%. A garanzia di flessibilità, Valle precisa che, in caso di impennate della volatilità, “l’esposizione al credito potrà essere gestita più attivamente tramite coperture con strumenti derivati come i Credit Default Swap (CDS)”.
