Mentre l’attenzione degli investitori è rivolta alla Federal Reserve, che potrebbe annunciare oggi una svolta nella politica monetaria, anche la Bank of England e la Bank of Japan sono attese da decisioni sui tassi. Ubs GWM prevede che la BoE lasci i tassi invariati al 3,75% giovedì, mentre la BoJ dovrebbe alzare il tasso di riferimento dall’1,00 all’1,25% venerdì. La vera questione, si legge nel rapporto Daily EMEA di Ubs GWM, è come le banche centrali comunicheranno le loro scelte.
Secondo Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs GWM, “la sterlina potrebbe rafforzarsi nelle prossime settimane se la BoE segnalasse ulteriori rialzi a fronte di un’inflazione e di prezzi energetici più elevati, sulla scia dell’aumento dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea la scorsa settimana”. Lo yen giapponese, invece, “potrebbe indebolirsi se il messaggio della BoJ fosse meno aggressivo rispetto alle attese del mercato”, aggiunge Haefele, ricordando che la valuta nipponica si è apprezzata fortemente di recente anche per le speculazioni su un rialzo più consistente, da 50 punti base.
Utili solidi e outlook costruttivo
Nonostante la volatilità valutaria, Ubs GWM non ritiene che politiche monetarie più restrittive debbano compromettere l’outlook costruttivo per le azioni. La casa d’affari continua a giudicare attraenti i titoli dell’Eurozona e del Giappone, mentre vede un contesto favorevole per le azioni britanniche. “Il miglioramento delle prospettive sugli utili del Regno Unito dovrebbe fornire un supporto per i listini”, afferma Haefele, secondo cui il mercato britannico ha un’esposizione inferiore rispetto ad altre regioni alla ripresa manifatturiera e a temi come l’intelligenza artificiale e l’elettrificazione. “Questo spiega la leadership di mercato ristretta osservata negli ultimi 12-18 mesi e suggerisce che le opportunità di crescita secolare del Regno Unito vadano colte in modo selettivo”, precisa lo Chief Investment Officer di Ubs GWM.
Tuttavia, valutazioni ragionevoli, la forza delle materie prime e una crescita degli utili più ampia nel secondo trimestre hanno spinto Ubs GWM ad alzare la stima di crescita degli utili per il 2026 dall’11 al 16%, con una previsione di crescita robusta al 9% nel 2027. Le aree favorite sono quelle che combinano crescita strutturale e miglioramento ciclico, tra cui banche, industriali, beni di consumo discrezionali e sanità.
Europa e Giappone sotto i riflettori
Per quanto riguarda l’Europa, un ulteriore irrigidimento della BCE non dovrebbe deragliare il ciclo di miglioramento degli utili. Sebbene un’inflazione persistente possa portare a un altro rialzo a dicembre, vi sono poche prove che gli effetti di secondo imponente si stiano radicando, limitando la necessità di una stretta aggressiva. “La produzione globale sta recuperando, l’espansione fiscale tedesca sta prendendo slancio e gli investimenti in intelligenza artificiale, elettrificazione, difesa e automazione sostengono la domanda”, sottolinea Haefele. Ubs GWM prevede ora una crescita degli utili societari europei del 15% sia nel 2026 sia nel 2027, con una ripresa che si allarga oltre l’energia e un ristretto gruppo di leader strutturali. Le preferenze vanno ai ciclici europei, tra cui tecnologia dell’informazione, industriali e banche, insieme ai leader europei e alle medie capitalizzazioni svizzere.
Il Giappone, dal canto suo, presenta un outlook robusto sugli utili e riforme strutturali che dovrebbero aiutare le azioni a resistere a una politica monetaria più restrittiva e alla volatilità dello yen nel breve termine. “I livelli attuali del cambio USD/JPY appaiono gestibili, poiché un tasso di cambio medio intorno a 156 nell’anno fiscale 2026 rimarrebbe più debole della media di 151 dell’anno fiscale 2025”, osserva Mark Haefele. Le aziende giapponesi hanno inoltre registrato una crescita degli utili di circa il 30% su base annua nel trimestre aprile-giugno, sostenendo la decisione di alzare la previsione di crescita degli utili per l’anno fiscale 2026 al 12%. La seconda fase della riforma del TOPIX, che inizierà il mese prossimo, dovrebbe rafforzare gli incentivi per le aziende a migliorare i rendimenti per gli azionisti, l’efficienza del capitale e il valore aziendale.
Diversificazione e crescita resiliente
“Riteniamo che gli investitori debbano mantenere posizioni orientate a ulteriori guadagni azionari attraverso un’ampia diversificazione tra regioni, settori e fattori di rendimento”, afferma Haefele. Una crescita economica resiliente e utili in espansione dovrebbero aiutare le azioni ad assorbire una stretta monetaria misurata, mentre gli investimenti sostenuti in intelligenza artificiale, elettrificazione e altre tendenze strutturali dovrebbero fornire ulteriore supporto.
Il rapporto segnala inoltre che i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno toccato un massimo da 19 anni, con il decennale salito fino al 5,04% martedì, il livello più alto dal 2007, in vista della decisione della Fed. “Gli investitori potrebbero vedere l’inizio di un ciclo di rialzi come un motivo di cautela, poiché tassi più elevati possono danneggiare le azioni aumentando i costi di finanziamento e pesando sulle aspettative di utili futuri”, riconosce Haefele. Tuttavia, storicamente le azioni statunitensi sono state resilienti dopo il primo rialzo della Fed: dal 1954, il guadagno medio dell’S&P 500 a un anno dal primo aumento è stato del 10,8%.
“Con il mercato obbligazionario che prezza già quasi quattro rialzi nel prossimo anno, riteniamo che la maggior parte dell’aggiustamento della valutazione azionaria associato alla stretta della Fed possa essersi già verificata”, conclude lo Chief Investment Officer di Ubs GWM. Il caso base di Ubs GWM prevede un altro rialzo di 25 punti base a dicembre e poi una pausa fino al secondo trimestre del prossimo anno, una stretta piuttosto contenuta che dovrebbe permettere all’economia statunitense di rimanere resiliente e sostenere ulteriori guadagni azionari.
