Invesco: “Il boom dell’IA non basta, cresce l’esigenza di proteggere i portafogli”

L’economia globale continua a navigare in acque incerte, tra slancio in esaurimento e rischi in aumento. Daniel Zanin, analista di Invesco, delinea di seguito un quadro di rallentamento moderato ma non di recessione imminente.

Un regime di rallentamento

Il framework di Invesco continua a collocare l’economia globale in un regime di rallentamento. “La crescita resta superiore al trend, ma perde slancio, mentre la propensione al rischio si indebolisce moderatamente”, spiega Zanin. A sostenere l’attività sono utili societari solidi e investimenti nell’intelligenza artificiale, ma il rapporto rischio-rendimento diventa più complesso a causa di rischi geopolitici, inflazione ancora elevata e incertezza sulle politiche monetarie. Da qui la scelta di mantenere “un portafoglio diversificato, moderatamente orientato verso l’azionario rispetto al reddito fisso, ma con un’impostazione difensiva e coperture contro i rischi al ribasso”.

Il superciclo dell’intelligenza artificiale

Il superciclo dell’IA continua a sostenere crescita e utili. Nel secondo trimestre le Magnifiche 7 hanno registrato una crescita degli utili del 118,5%, la più elevata dal quarto trimestre 2021. Anche le altre società dell’S&P 500 hanno beneficiato dell’espansione, con una crescita prossima al 32%. “Ciò suggerisce che la monetizzazione degli investimenti nell’IA resta superiore ai timori legati ai costi infrastrutturali e che i benefici si stanno ampliando oltre i principali titoli tecnologici”, osserva Zanin.

I rischi geopolitici restano tuttavia elevati. Il protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nel ripristinare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz mantengono i prezzi dell’energia su livelli alti. “Tempi di risoluzione, ricostruzione delle infrastrutture e allentamento dei vincoli all’offerta rappresentano importanti fonti di incertezza”, avverte l’analista.

Crescita sopra il trend ma propensione al rischio in calo

La crescita economica globale rimane sopra il trend, trainata dagli Stati Uniti, dove consumi resilienti e investimenti aziendali legati all’IA sostengono l’attività. Anche le altre economie sviluppate mostrano segnali favorevoli nella fiducia di famiglie e imprese. Il framework resta pertanto in regime di rallentamento: “crescita ancora solida, ma propensione al rischio in decelerazione”, sintetizza Zanin.

Inflazione elevata nei livelli

L’inflazione rimane contenuta nella dinamica, ma elevata nei livelli: il PCE core US si è attestato al 3,6% nel secondo trimestre, ancora sopra l’obiettivo del 2%. Il tono restrittivo della Federal Reserve ha rafforzato le attese di tassi più alti nel breve periodo. Rendimenti nominali e reali elevati riflettono rischi monetari, fiscali, geopolitici e di offerta; al tempo stesso, aumentano l’attrattività del reddito fisso in un portafoglio multi-asset, migliorandone rendimento prospettico e diversificazione.

Occorre disciplina nella costruzione del portafoglio

La combinazione di crescita sopra il trend e propensione al rischio in calo moderato non segnala un’imminente contrazione, ma richiede disciplina nella costruzione del portafoglio. “Storicamente, tali fasi hanno prodotto rendimenti moderatamente positivi e una maggiore convergenza tra asset ciclici e difensivi. Questo quadro sostiene un posizionamento equilibrato, diversificato e selettivo”, afferma Zanin.

Il posizionamento di Invesco in termini di investimento

Invesco mantiene un orientamento complessivamente neutrale al rischio rispetto al benchmark, volto a preservare la partecipazione a eventuali rialzi e, al contempo, a contenere i rischi di crescita. All’interno di questa impostazione, il team resta moderatamente sovrappesato sull’azionario rispetto al reddito fisso, privilegiando caratteristiche difensive e opportunità di valore relativo.

Sul fronte azionario, la preferenza va a qualità e bassa volatilità, con tecnologia selezionata, sanità e beni di prima necessità preferiti ai settori più ciclici. Moderata la preferenza per gli Stati Uniti e, più in generale, per i mercati sviluppati rispetto agli emergenti. Sul reddito fisso, Invesco mantiene un moderato sottopeso sul rischio di credito, poiché gli spread offrono una remunerazione meno interessante rispetto ad altre fonti di rendimento, e un sovrappeso sulla duration come strumento di diversificazione e copertura contro i rischi al ribasso, con preferenza per le obbligazioni nominali.