Obbligazioni, il mercato sconta due orizzonti temporali

Negli Stati Uniti i rendimenti a lungo termine hanno registrato una serie di picchi (a 10 anni al 4,73%, a 30 anni al 5,27%) seguendo l’andamento a crescere della curva. Secondo Olivier Sayac, Head of Traditional Bond Management di Crédit Mutuel AM (parte del gruppo La Française) “il mercato sta mettendo sullo stesso piano due orizzonti temporali, anticipando un rialzo dei tassi d’interesse nel breve termine. Più a lungo termine, sta incorporando un premio per il rischio fiscale e inflazionistico crescente“. A suo avviso, “l’aumento dei buyback di obbligazioni a lungo termine decisi dal Tesoro americano avranno un effetto limitato, dato che i rendimenti dei titoli di Stato da entrambe le sponde dell’Atlantico restano alti a causa dei timori sulla sostenibilità delle finanze pubbliche statunitensi”.

Eurozona, curva sotto pressione e Bund ai massimi dal 2011

“Nell’Eurozona tutta la curva dei titoli sovrani resta sotto pressione, con il Bund decennale tedesco che scambia a circa 3,25%, un livello che non si vedeva dal 2011, con un irripidimento soltanto modesto del segmento tra i due e i dieci anni”. Secondo Sayac, “i timori di un’inflazione persistente e una crescita resiliente stanno alimentando le attese di due rialzi dei tassi d’interesse nei prossimi sei mesi”. L’esperto sottolinea che “nel corso dell’estate gli spread dei Paesi rispetto alla Germania si sono ampliati, soprattutto lo spread dell’OAT francese salito a 86 punti base (+10 punti) rispetto al Bund, perché la Francia paga il prezzo del deterioramento della sua traiettoria fiscale, e lo spread del BTP, salito a 81 punti base (+7 punti) rispetto al Bund, per effetto della grande dipendenza dell’Italia dal petrolio proveniente dal Golfo Persico”.

Credito investment grade, spread ai minimi

“Nel credito investment grade gli spread si stanno mantenendo sui loro livelli più compressi (l’euro investment grade a 77 punti base e quello USA a 79), confermando la forte resilienza dei tassi sovrani nelle varie fasi di volatilità”. Sayac evidenzia che “i fattori tecnici restano a supporto (carry interessante, afflussi degli ETF, ecc.) in un contesto di utili aziendali ancora solidi”. Quanto all’offerta, “osserveremo da vicino l’offerta primaria sul mercato del credito, prevista a settembre a circa 85 miliardi di euro e in particolare le emissioni degli hyperscaler, i cui impegni fuori bilancio sono consistenti”.

I fattori a supporto del segmento

“Per quanto riguarda i fattori a supporto del segmento, vediamo il carry interessante sui tassi sovrani, sui massimi degli ultimi anni, lo slancio relativamente resiliente della crescita nell’Eurozona che risulta favorevole al credito, e la forte domanda degli investitori sul mercato del credito investment grade europeo”. Lo afferma Olivier Sayac, Head of Traditional Bond Management di Crédit Mutuel AM (parte del gruppo La Française).

I rischi da monitorare

“Tra i possibili rischi segnaliamo invece che l’offerta di titoli di Stato è il fattore determinante per il livello dei tassi d’interesse a lungo termine e abbiamo osservato un aumento massivo dell’emissione, in particolare negli Stati Uniti e in Germania”. Inoltre, secondo l’esperto, “sono presenti rischi inflazionistici dovuti alla geopolitica, per il conflitto in Medio Oriente, la guerra in Ucraina, i dazi, le elezioni”. Infine, “le valutazioni degli asset rischiosi sono storicamente su livelli compressi (gli spread periferici, il credito investment grade/high yield e il debito subordinato)”.

Posizionamento sulla duration

“A proposito del posizionamento sulla duration, consideriamo i livelli attuali sul debito sovrano europeo come punti di ingresso interessanti per aggiungere esposizione, con il carry sui tassi sovrani che appare particolarmente interessante, specie sul segmento tra i 2 e i 5 anni, poiché prevediamo soltanto un rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base di qui al primo trimestre 2027”. Sayac aggiunge che “privilegiamo i Paesi core dell’Eurozona, principalmente Germania e Paesi Bassi, e restiamo posizionati vicino alla neutralità su Spagna, Italia e Francia, dove non ci aspettiamo nessun ampliamento significativo nel corso delle discussioni sul bilancio in autunno. Un ulteriore ampliamento potrebbe tuttavia concretizzarsi a inizio 2027 in avvicinamento alle elezioni presidenziali”.

Sul credito, preferenza per la qualità

“Sul credito, da qui a fine anno si prevede che l’offerta primaria da parte delle aziende si attesti all’incirca sui 187 miliardi di euro rispetto agli 87 miliardi di euro per i finanziari”. Secondo l’esperto, “riteniamo che questo offra sostegno al segmento finanziario senior in cui i fattori tecnici restano ampiamente favorevoli. Inoltre, continuiamo a preferire la qualità, i settori difensivi, i segmenti senior e la parte intermedia della curva, massimizzando il rendimento roll-down per un beta moderato, nel contesto di curve dei rendimenti e del credito relativamente piatte”.