Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy, parte da un dato macroeconomico per spiegare il comportamento degli investitori europei. Secondo un recente rapporto della European Fund and Asset Management Association, i depositi bancari rappresentano circa il 40% del patrimonio complessivo delle famiglie europee, in aumento rispetto al 37% del 2015. In Italia, secondo i dati di ABI e Banca d’Italia, alla fine dello scorso anno la liquidità ammontava a quasi il 25% del totale delle attività finanziarie delle famiglie, una quota superiore a quella destinata a fondi pensione e assicurazioni sulla vita, pari al 17,7%. Ramenghi osserva che si tratta di una tendenza consolidata e in crescita, che merita una riflessione approfondita.
Il deterioramento dei tassi di sostituzione pensionistica
Il Chief Investment Officer di UBS WM Italy richiama l’attenzione su un altro dato contenuto nel rapporto EFAMA. Ramenghi sottolinea che il rapporto evidenzia il progressivo deterioramento dei tassi di sostituzione pensionistica, ossia della percentuale dell’ultimo reddito da lavoro mantenuta dopo il pensionamento, che passerà dal 46% nel 2026 al 38% entro il 2070. Secondo Ramenghi, questo significa che le future generazioni dovranno fare affidamento sul patrimonio accumulato durante la vita lavorativa per preservare il proprio tenore di vita una volta in pensione, una prospettiva che impone una pianificazione attenta e orientata al lungo termine.
L’incertezza quotidiana e la tentazione di aspettare
Ramenghi riconosce che ogni giorno si è esposti a notizie che alimentano l’incertezza, dalle guerre alle elezioni, dai mercati azionari ai massimi all’inflazione. In un contesto simile, ammette il Chief Investment Officer di UBS WM Italy, la tendenza ad attendere condizioni più favorevoli prima di investire è comprensibile. Tuttavia, Ramenghi avverte che così si finisce spesso per accumulare liquidità senza un piano preciso. A suo giudizio, lasciare somme sul conto dovrebbe essere una scelta d’investimento all’interno di una strategia più ampia, e non un rifugio improvvido.
Il ruolo della liquidità e l’erosione silenziosa
Ramenghi spiega che questa riserva è spesso essenziale per coprire i prelievi previsti nell’arco di alcuni anni ed evitare di dover disinvestire in una fase sfavorevole. Se eccessiva, tuttavia, espone all’erosione silenziosa dell’inflazione. Il Chief Investment Officer di UBS WM Italy porta numeri concreti: dal 2020, il potere d’acquisto nell’area euro di un’ipotetica somma di denaro lasciata liquida su un conto corrente si è ridotto di circa il 17 per cento; dal 2000, la contrazione supera il 36 per cento e, dal 1980, raggiunge addirittura l’80 per cento.
Ramenghi precisa che non si tratta soltanto dell’inflazione al consumo, perché nel tempo aumentano anche i prezzi degli asset finanziari e reali, dalle abitazioni alle imprese quotate.
Il costo di aspettare e l’effetto composto
Secondo Ramenghi, anche aspettare troppo ha un costo. I rendimenti reinvestiti generano a loro volta nuovo capitale, è il cosiddetto effetto composto, che amplifica la crescita nel tempo. Per questo, afferma il Chief Investment Officer di UBS WM Italy, il tempo trascorso sul mercato conta spesso più della ricerca del momento perfetto per investire. A titolo puramente illustrativo, Ramenghi cita un esempio: 100.000 euro investiti al 4 per cento annuo diventerebbero circa 219.000 euro in vent’anni. Rimandando l’investimento di dieci anni e lasciando nel frattempo il capitale infruttifero, il valore finale scenderebbe a circa 148.000 euro.
Volatilità e orizzonte temporale
Ramenghi non nasconde che investire comporta una certa variabilità. Azioni, obbligazioni e immobili possono attraversare fasi di debolezza, anche marcate. Tuttavia, aggiunge, nel lungo periodo il pericolo maggiore potrebbe non essere la volatilità, bensì un patrimonio che non cresce abbastanza. Per questo motivo, sostiene il Chief Investment Officer di UBS WM Italy, la costruzione del portafoglio dovrebbe partire dall’orizzonte temporale più che dalle condizioni del momento sui mercati e, naturalmente, prevedere un’ampia diversificazione tra emittenti, aree geografiche e classi di attività.
La liquidità non diventi un ripiego
Ramenghi conclude la sua analisi con una raccomandazione precisa. La liquidità resta indispensabile, ma dovrebbe avere uno scopo preciso e non diventare un ripiego. Poiché è improbabile che si presenti una fase priva di dubbi, avverte il Chief Investment Officer di UBS WM Italy, attendere condizioni perfette può rivelarsi una trappola.
