Le obbligazioni dei mercati emergenti hanno mostrato resilienza nel secondo trimestre del 2026, registrando rendimenti prevalentemente positivi, sebbene con una significativa dispersione tra le diverse aree geografiche e tra i segmenti del mercato denominati in valuta forte e quelli denominati in valuta locale. È quanto emerge dall’analisi di Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group, che di seguito descrive un quadro articolato del comparto.
Valuta forte, high yield in testa
Gli emittenti in valuta forte hanno registrato performance positive in tutte le regioni, con le obbligazioni high yield che hanno sovraperformato gli emittenti investment grade. I crediti africani di qualità inferiore hanno evidenziato alcuni dei maggiori rialzi del periodo, grazie alla contrazione degli spread favorita dal miglioramento del sentiment di rischio e dal progressivo allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Le obbligazioni investment grade hanno invece registrato performance inferiori, in parte a causa della maggiore sensibilità all’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi, che ne ha limitato il potenziale di rialzo.
Il rally dell’Egitto
Le obbligazioni egiziane in valuta forte hanno registrato un significativo rally nel corso del trimestre. Oltre ad aver beneficiato del movimento positivo seguito all’annuncio del cessate il fuoco nel conflitto tra Stati Uniti e Iran, i titoli hanno tratto sostegno dal continuo miglioramento della posizione fiscale del Paese e dall’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
Volatilità nei mercati locali
I rendimenti dei mercati locali sono risultati più volatili, guidati dagli emittenti caratterizzati da carry più elevato in Africa e America Latina, mentre le obbligazioni a rendimento più contenuto in alcune aree dell’Asia hanno registrato performance contrastanti nel periodo. I Paesi esportatori di petrolio hanno generalmente sovraperformato gli importatori, penalizzati invece dall’impatto dei prezzi elevati dell’energia.
Il caso Sudafrica
Le obbligazioni locali sudafricane hanno registrato performance particolarmente solide nel periodo. Un mix di rendimenti nominali e reali elevati, il miglioramento della posizione fiscale e l’incremento del rating creditizio da parte di Fitch, da BB- a BB, hanno contribuito al momentum positivo.
Le difficoltà dell’Indonesia
Al contrario, le obbligazioni indonesiane hanno subito forti ribassi, principalmente a causa delle perdite registrate dalla valuta locale, la rupia. Oltre alle pressioni derivanti dai prezzi del petrolio, le crescenti preoccupazioni relative all’aumento dei deficit fiscali, a un percorso di politica economica poco chiaro e alla limitata trasparenza del mercato azionario hanno determinato significativi deflussi di capitale estero nel periodo.
Il posizionamento di capital Group
Il team dedicato al debito emergente mantiene nei portafogli un moderato orientamento verso gli emittenti in valuta locale, con una preferenza per alcuni dei nomi caratterizzati da carry più elevato precedentemente citati, in particolare in alcune aree dell’America Latina e dell’Africa. Le limitate esposizioni verso crediti asiatici e dell’Europa centro-orientale con rating investment grade contribuiscono a bilanciare il rischio complessivo.
Valutazioni elevate e opportunità selettive
Le valutazioni rimangono elevate sia tra gli emittenti sovrani sia tra quelli corporate in valuta forte, elemento che contribuisce al posizionamento sottopesato del team in entrambi i segmenti. Tuttavia, alcune obbligazioni sovrane high yield dell’Africa subsahariana e specifici crediti corporate caratterizzati da fattori idiosincratici, in particolare in America Latina, continuano a presentare opportunità interessanti.
